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" Progetto Dakota"


Pagine correlate:

Quindi pare che ci siamo. E' giunto il momento dei commiati. Avrei preferito una cosa più intima, meno caciarona. Anche se non invitavi tutti i tuoi vecchi amici e nemici andava bene uguale. Capisco che ti saresti sentito solo, e solo non sai più stare. E del resto sono mesi, anzi anni che non ti riconosco più. E questa, in fondo, non è altro che la...

. . .fine di un lungo addio. . .

...arrivederci, forse, mondaccio ladro.

recensione di Emanuele De Sandre



TESTI
Sog. e Sce. Claudio Nizzi    

Si tratta di un sei politico.
Il 3 delle valutazioni, come è ben noto ai nostri lettori (e come ben spiegato qui), indica la sufficienza. Ma è una sufficienza, questa, che non ha nulla a che vedere con l'albo in questione. Un albo decisamente strano, se vogliamo, in cui avvengono cose eccessivamente forzate, sia nel contesto della serie, sia in quello di queste ultime 94 tavole.
La sufficienza è quindi un saluto rispettoso ad una serie che tanto ci ha dato nei suoi 17 anni di vita; è un omaggio ad un autore come Claudio Nizzi, che fino alla sua penultima apparizione nella serie, il numero 100, ci ha sempre dato da leggere avventure piacevoli, o perlomeno dignitose. Mai scadenti come quest'ultima. Incredibilmente scadente, perchè immotivatamente folle, surrealmente sganciata da qualsiasi interpretazione raideriana che i vari autori alternatisi ai testi abbiano dato. Voleva essere un divertissement, forse, ma ne è venuta fuori una presa in giro. Che nessuno si aspettava, non noi, e neanche Nick.

Tra rose e fiooor / in riva al maaar / Nicche e Violetta si vanno a sposaaar!
Foto di gruppo con amici
disegni di Luigi Siniscalchi (c) 2005 SBE

Nell'immagine qui sopra vediamo l'agente Raider attorniato dagli amici e dai colleghi di sempre, nel giorno del suo matrimonio. "Matrimonio?" Si, proprio così. Nick si sposa con Violet. Ma perchè prima non si fidanza, o, insomma, fa una festa per annunciare la loro decisione, o qualcosa del genere? Sia Nick che Violet hanno ampiamente dimostrato di essere due personaggi indipendenti, bisognosi dei propri spazi vitali e di 'ampi margini di manovra'.
Invece si sposano. Ci può stare, certo. Ci sarebbe piaciuto averlo saputo un po' per tempo, ma tant'è, il lettore non si offende anche se lo è venuto a sapere un po' per caso, così, alla fine della serie. Al lettore sarebbe piaciuto essere stato un po' più coinvolto.

"Sarebbe stato bello salutarsi con un caldo abbraccio, Nick. Invece ci stringiamo formalmente la mano... "
   
Matrimonio, quindi. Si invitano gli amici più cari ed i colleghi (ma dov'è il 'mitttico' D'Angelo?), certo. Ma non per deriderli, non per trasformarli in parodie di se stessi, dopo tanti, tanti anni di onorata carriera.
In primis Violet, che da intraprendente avventuriera, come negli albi "I figli del male" o "Missione solitaria" (per citare gli ultimi in cui la sua interpretazione abbia un peso), si tramuta in un'oca giuliva, capace di reagire al rapimento di cui è vittima con il baloon che vedete qui sotto...

Forza Violet, dì una cosa che faccia onore alla tua intelligenza e alla tua grinta!
Violet rapita! (La scelta sbagliata...)
disegno di Luigi Siniscalchi
(c) 2005 SBE
   
 
Per non parlare delle tre fanciullone storiche della serie: la collega bbona Mary Ford, apparsa per la prima volta nel numero 3 della serie, ed ivi battezzata sotto le lenzuola da Nick; la un po' meno femminile ma ben più tenace Sarah Himmelmann; e la bronzea Dahlia Morrison, il più bell'agente della divisione affari interni, della quale abbiamo ricordo sin dall'albo 74, e di recente molto attiva in "La prova del fuoco", spassosa indagine contenuta nell'Almanacco del Giallo 2003.
Tre ragazze belle e toste, richiamate dal remoto passato per una gag d'apertura, blanda ma, volendo, anche simpatica, e per un raggelante siparietto in chiusura dell'albo.
Un po' più funzionale la bomba erotica Brenda Stacy, pur venendo vanificati, causa matrimonio, tutti i giochi allusivi e i sottintesi amorosi che ben avevano caratterizzato le sue precedenti apparizioni.
E' vano, però, stare a sottilizzare su queste cose, quando un albo traballa sin dalle sue fondamenta. Ci riferiamo al motore di tutto, il crimine. Se si prende come esempio di riferimento la prima avventura con Brenda, avvenuta nel numero 26 e scritta dal medesimo esso stesso Nizzi Claudio, si avverte subito, epidermicamente, che il pericolo è realistico: l'assassinio di un testimone ad un processo per mafia.
In Nick Raider 200 il pericolo è ridicolizzato: se il terrorismo e la sua reale origine sono problemi veri e seri, il fatto che l'attentato venga indirizzato contro le facce dei presidenti è, a mio avviso, una trovata indegna per il curriculum dell'autore, nonchè per la oramai affermata serietà della collana e del suo composto realismo. A meno che non si tratti di un più o meno freudiano attacco alla fantasia di Hitchcock, che dei Rushmore seppe fare ben altro uso in "Intrigo Internazionale". Nel quale per la verità anche Alfred ci fa capire, ma a modo suo, che il Male si annida 'tra i presidenti'...;-)
Dudu-baduh...pah!
Brenda splende! (La scelta giusta!)
disegno di Luigi Siniscalchi
(c) 2005 SBE
   
 
Un albo strano, si diceva. Un 'gioco', quasi, che Nizzi, creatore della serie, ha voluto allestire per festeggiare la dipartita di Nick Raider da casa Bonelli verso altri lidi.
Un gioco che se vogliamo avrebbe potuto anche essere apprezzabile se non fosse stato innestato su quattro anni di albi precisi ma gelidi.
Sono quattro anni che Nick, Marvin, Jimmy e gli altri del Distretto Centrale, parlano solo di lavoro, e in modo sempre misurato, compassato, didattico. Si dicono giusto quello che il lettore deve sapere per il procedere dell'indagine. E nient'altro. Da questi albi si discosta solo l'almanacco del 2003, sopra citato, scritto da Gino D'Antonio.
Nulla a che vedere con i primi 120 - 150 albi della serie, dove molto spesso ora l'uno ora l'altro, erano chiamati ad esprimere commenti che conferivano loro quel poco di profondità sufficiente ad affezionarsi al personaggio.
Non siano lette queste righe come una critica all'operato di Piani e di Faraci, che hanno scritto per Nick storie molto curate e briose. Ma come una sottolineatura di come negli ultimi quattro anni alla testata sia stata tolta l'anima.
Niente nuove miscele per D'Angelo, niente battute per Marvin, niente più donne per Nick, un sarcofago per Art. Niente più litigoni con Ciaocara. Niente. Se non il freddo e duro lavoro quotidiano.
Ai protagonisti di una serie non può succedere mai nulla di importante, si dice, quindi meglio concentrarsi sui coprotagonisti, che nel caso di Nick Raider, sono i criminali. E in tal senso molto di buono si è letto, di recente, come in "Uomini talpa" o in "Una lama nel cervello".
Ma a nostro modesto avviso, l'antagonista non basta. Riteniamo che il personaggio debba evolvere un pochettino in ogni albo attorno alla difficoltà che gli viene posta, e reinventarsi per eliminare la controparte.
Invece niente. Il Distretto Centrale funziona come un orologio svizzero. Nulla ne ha mai incrinato la salda certezza dei propri mezzi, nulla ha mai messo in crisi i meccanismi di recupero e trasmissione delle informazioni tra i vari componenti della squadra. Nulla che facesse far loro il salto di qualità da burocrati della giustizia a piccoli eroi quotidiani.
E' per questo che non ci salutiamo con un caldo abbraccio, Nick, ma con una formale stretta di mano.



DISEGNI
Luigi Siniscalchi    

Siniscalchi si adegua alla sceneggiatura che gli viene propinata.
Maestro del bianco e nero, la colorazione ne appiattisce il tratto, impedendo inoltre all'autore di curare i dettagli delle location.
L'"illuminazione diffusa" imposta dalla colorazione elimina quasi totalmente le ombre, soffocando anche la minima atmosfera giallo-nera che sarebbe dovuta traspirare dall'albo.
Il volto di Nick Raider ci appare molto allungato, quasi a renderlo una maschera del vero Nick.
I due criminali 'Tom Selleck' e 'Benicio del Toro' sono perfettamente tratteggiati, come anche 'Bogarth' Bishop.
Solo le donne risultano trasfigurate rispetto alle precedenti raffigurazioni. Violet e Mary Ford sono quasi irriconoscibili, mentre Brenda è fin troppo Marylin Monroe in confronto a come l'avevamo vista nel numero 26 e nello speciale n°3. L'espressività dei protagonisti è sempre buona, ma ripetiamo, asservita ad una sceneggiatura che perlopiù la vanifica.
Approfittiamo di questa recensione per suggerire alcune delle storie di Nick Raider in cui Siniscalchi dà, a nostro avviso il meglio di sè: "Suicidio su commissione", su testi di Gianfranco Manfredi (a nostro avviso uno dei migliori albi della serie), "Dollari maledetti" di Ongaro e Gonano, e il già citato "Uomini talpa", avvincente viaggio negli inferi di New York scritto da Stefano Piani.

Andiaaam, andiaaam, andiamo a bombardaaar!
A tutti gli elicotteri della polizia!
disegni di Luigi Siniscalchi (c) 2005 SBE



GLOBALE
 

Le cover di Mastantuono sono forse l'unica costante positiva della serie. Certo se non l'avessimo letto nell'albo, mai avremmo detto che la bionda al suo fianco è Brenda Stacy, a nostro avviso irriconoscibile dal profilo con cui è rappresentata.
Nella recensione dei testi non ci siamo soffermati sull'insieme di coincidenze e stramberie che ne costituiscono la trama, e per le quali vi rimandiamo all'accorata analisi di Vincenzo Oliva.

"Arrivano le ristampe, con il vero Nick Raider! Non perdetele!"
   
Di sicuro dal globale risultante dal '6 politico' con cui valutiamo l'albo (il nostro 3.3.3), vanno tolti quanti più punti possibili: siamo davanti non solo ad un albo a colori, ma anche ad un ultimo albo della serie. Inutile nascondere che ci attendavamo di più. Molto di più. E che se la serie chiude è perchè, come detto nell'editoriale, i lettori scarseggiano. E se scarseggiano c'è un perchè. Peccato che a farne le spese siano i pochi affezionati lettori, che oltre ad essere dispiaciuti per la chiusura della serie, si devono sorbire un albo che se voleva essere una commedia leggera, beh, assomigliava molto (a nostro parere) ad una farsa.

Ci salutiamo ricordando che da febbraio le Edizioni If riportano in edicola Nick Raider dal numero 1, ed è una occasione imperdibile, per coloro che lo abbiano conosciuto solo negli ultimi anni o in quest'ultimo albo, per andare alle radici del personaggio e appasionarsi a ciò che era, un poliziotto vivo, un guascone donnaiolo dalla testa calda, irascibile, allergico alle regole e al collega afroamericano, e capace di prendere a cazzotti anche il più alto in grado dei suoi superiori (ne "Il quarto testimone")!!
Lo ritroveremo così, privo dei lacci e lacciuoli con cui lo hanno impiccato in via Buonarroti, anche nelle nuove avventure che le Edizioni If ci promettono? Sperare è gratis.
 

 


 
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