Alfred Hitchcock lo chiamava Mac Guffin. Si tratta, sostanzialmente, del pretesto che manda avanti una storia. E non è necessario che sia qualcosa di importante, anzi, più sarà generico e più l'attenzione si concentrerà sugli avvenimenti.
Intendiamoci, qui Hitchcock non c'entra molto, se non per la notevole suspense, ma Tito Faraci sembra essere consapevole di questo principio e fa girare l'intera vicenda, con il notevole corollario di otto cadaveri, attorno a qualcosa di importante per i personaggi, ma trascurabile per il lettore, ovvero un codice.
Un codice nascosto in un un comunissimo pacchetto di sigarette, ed è un elemento significativo per la storia.
"Il caso la fa da padrone in questo 'nero' duro e violento"
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'Vittime per caso', perchè il caso la fa da padrone in questo nero newyorkese. Per caso Linda Brand rimorchia (o si fa rimorchiare da) Ted Croven, e per caso gli prende il pacchetto di sigarette di cui sopra. Per caso quindi amici e parenti di Linda si troveranno nel mirino di sicari senza scrupoli.
E per puro caso Linda riesce a nascondersi, prima ancora di sapere di essere in pericolo.
Se il 'plot' ricalca situazioni e luoghi tipici del genere, calcando un po' troppo la mano in alcuni momenti (abbastanza gratuito l'inserimento del boss Greg Lovat che sparisce ben presto dalla scena), la sceneggiatura è un riuscitissimo meccanismo ad orologeria, sia per l'intreccio (la fuga 'per caso' di Linda, il contemporaneo inseguimento da parte di Nick e dei malviventi) che per la caratterizzazione
dei personaggi, colti nel pieno della loro vita e del loro lavoro, siano poliziotti, malviventi o commesse di una boutique. E anche la cruda violenza di alcune scene è efficacemente inserita nel contesto, tanto da non risultare eccessiva.
Da segnalare la sequenza muta che occupa le prime tre tavole, a cui fanno purtroppo da contraltare le verbose pagine finali di spiegazioni e l'ultima pagina, che vorrebbe dare una morale alla storia. Ma la morale era già chiara al lettore, così come il carattere di Linda.
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Il fumo uccide Disegni di Fabio Pezzi (c) 2004 SBE
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Ottima prova di Fabio Pezzi che inanella una serie di tavole da incorniciare, perfettamente in tono con la storia. I personaggi usciti dai suoi pennelli sono vivi, espressivi e dinamici, mai banali. In particolare la caratterizzazione di Linda è pressoché perfetta sotto tutti i punti di vista. Bella ma non troppo, capace di espressioni spaesate e desolate, ma anche spregiudicate e dure. In una parola, viva.
Solita copertina notevole di Corrado Mastantuono che, nonostante l'assenza del titolare di testata (o forse proprio per quello) riesce a comunicare con immediatezza i temi portanti della storia: la crudeltà, la violenza bruta, la paura, il sangue.
Insomma, un ottimo albo, che illustra ancora una volta ciò che questa serie potrebbe (e dovrebbe) essere sempre.
Vedere anche la scheda della storia
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