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Qualcuno vi sta rompendo le scatole ficcando il naso dove non dovrebbe? Dov'e' il problema? L'Agenzia Zero si fara' carico della soluzione, azzerando i vostri problemi..
Zero problemi
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In una serie poliziesca, che ha lo svantaggio di doversi confrontare con innumerevoli telefilm a cui siamo abituati da anni, non e' che si possano inventare tematiche rivoluzionarie. Restando nel classico, al 125°albo Nogara ci regala un'altra organizzazione criminale segreta ed efficiente. Niente di sconvolgente, ma un' "Anonima assassini" che figura bene nella storia e nella serie. Qualche particolare qua e la' per caratterizzare i personaggi, come l'aria da tranquilli impiegati di alcuni professionisti dell'Agenzia; il buon ritmo che prende l'avventura, mai esagitato, ma sempre vivace, ne fanno il tipico prodotto apprezzabile, credo, dai lettori della serie. Risultano diverse piccole incongruenze, segnalate nella scheda della storia, che peraltro non sono tali da compromettere la lettura dell'albo. Piu' che altro personalmente le imputo in gran parte alla concezione stessa della serie di Nick, assolutamente irrealistica ed eroe-centrica. Per concludere, anche se i personaggi criminali non vengono alla fine approfonditi, riescono lo stesso a incuriosirci. Restano impressi alcuni particolari che li caratterizzano: l'orecchino e la quasi noia da impiegato di Carlos, la freddezza di Finney (carina la battuta di pag.60 "comunque non e' il caso di farsi tanti scrupoli.. quel nostro amico era proprio un gran bastardo"), e la "professionalita'" dell'avvocato. Gia', l'avvocato. Il capo dell'organizzazione che si dimostra efficiente, e senza farsi scoprire, resta in attivita'. Un personaggio che e' buono non solo per un seguito (chiaramente nelle intenzioni), ma anche magari per un approfondimento caratteriale: il personaggio ci sembra interessante.
Un disegno non eccelso, ed in certi visi quasi bruttino, ma complessivamente adeguato all'albo. Le panoramiche esterne, come le strade o i palazzi, sono sempre ben realizzate (anche se un po' troppo "pulite"). I momenti di traffico o di corsa contro il tempo, sono ben realizzati. E anche le inquadrature, senza soluzioni trascendentali che sarebbero fuori luogo in una serie tradizionalista, seguono bene la sceneggiatura e consentono sempre la visione ottimale al lettore. Al contrario proprio poco bello il Nick dei primi piani. A pag.18 al centro, a pag.91 e 98 in basso, il Nick di Copello mi sembra carente soprattutto negli occhi. Cosi' come mi colpisce l'avvocato, di pag.16 in basso, con un bel faccione alla "Visitors". Molto meglio tutti i comprimari, in cui forse Copello si e' potuto rifare maggiormente alla realta' (diversi visi mi sembrava di riconoscerli). Bella la copertina. Mastantuono ci sta abituando bene..
Un albo senz'altro non perfetto, ma comunque gradevole: il ritmo, la bella organizzazione creata da Nogara, e il disegno adeguato alla sceneggiatura, ci assicurano una lettura piacevole.
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