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" Virus"

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L'ultima mummia
recensione di Marco Zucchi



TESTI
Sog. e Sce. Gianfranco Manfredi    

Quando c'è di mezzo una qualche epidemia, c'è di mezzo, possiamo starne certi, l'esercito, ovviamente statunitense. È ciò che accade in questa storia, al di fuori dello standard tipico delle avventure di Nick Raider: questo al tempo stesso è un pregio (variare le situazioni) ed un difetto (necessità di scoprire nuovi filoni, perché, come spesso sottolineato, il fondo del barile è ben visibile). Opterei in questo caso di vederlo come un pregio, dando quindi merito a Manfredi di avere costruito una buona storia, anche se, in un certo senso, scontata: c'è un potenziale rischio di epidemia, la caccia all'untore, suo malgrado, il riservo dei militari, la fine tragica del responsabile, come da copione.

Buon soggetto, con una sceneggiatura leggermente al di sotto, perché scandita da troppi stereotipi: oltre a quelli citati, citerei la scena della presentazione del generale di turno al Distretto, ad esempio, o il regolamento di conti tra militari, cercando di scaricare le colpe addosso al meno potente (un medico nel nostro caso).



DISEGNI
Giez    

L'invecchiamento della pelle, portante ad una mummificazione della persona in tempi brevi (è questo l'effetto del virus), viene sicuramente ben reso dal disegnatore, il cui tratto, caratterizzato dal conferire lineamenti ben squadrati ai visi, si addice ad una rappresentazione di questo tipo. Questo modo di disegnare però fa sì che in pratica tutti i personaggi stessi vengano rappresentati in maniera statica e per conferire loro qualche espressione particolare si finisce con il cadere talvolta nella macchietta (il diverbio tra il generale Dorsey e Nick, a pag.25, VI vignetta), o la reazione di Nick al "rimprovero" di Violet. Considerando che sono ben poche le vignette senza la presenza di personaggi, questo senso di staticità pervade tutto l'albo.



GLOBALE
 

Complessivamente la storia risulta soddisfacente, soprattutto, mi ripeto, per questa altra piccola novità che lo sceneggiatore ha voluto introdurre. Nick, tra l'altro, in questo albo ricorda, per il suo atteggiamento di sfida nei confronti delle autorità "ottuse", il figlio adottivo del suo creatore (Nizzi, per chi lo avesse dimenticato): Tex.
Fenomenale, per l'impatto che crea nei confronti del lettore, la copertina di Mastantuono.
 

 


 
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