  

|
Sog. e
Sce. Gianfranco Manfredi
| |
|
Manfredi questa volta ci presenta una storia sicuramente più classica di altre: c'é un delitto, quasi subito, e la scoperta dell'assassino avverrà piano piano, attraverso piccoli indizi sparsi che forse ci permetterebbero di smascherarlo prima della fine.
Quando dico vicenda classica intendo una storia sicuramente, con le dovute cautele, più all'Agatha Christie delle altre da lui scritte, ma al tempo stesso modernizzata con l'usuale entrata in gioco della mafia. Al posto della vecchina che recupera positivamente
informazioni di sbieco, qui c'é Ethan White, che di professione cerca informazioni sui clienti di una prostituta, con l'intento di raggranellare qualche soldo attraverso il ricatto. C'é anche l'utilizzo delle piccole cellule grigie per ricostruire passo passo il movente.
Non manca tra l'altro un pizzico di rosa con la richiesta da parte di Nick di sposare Violet, argomento che pur non più ripreso fa da colonna sonora all'intera vicenda, sino al caloroso bacio che il nostro da alla nostra a pag.83.
"Non manca tra l'altro un pizzico di rosa con la richiesta da parte di Nick di sposare Violet..."
| |
Ovviamente abbiamo anche uno sbadato che si dimostrerà non essere tale, arrivando a capire la vera natura dell'assassino: si tratta ovviamente di Sal, che ci viene presentato scialbo, triste e ingobbito a pag.5 e ce lo ritroviamo spumeggiante a pag.98, dopo essere passato
attraverso alcune azioni da vero idiota ad altre da vero leone, con l'apice della sparatoria liberatoria.
  

|
Mario Jannì
| |
|
Il tratto di Jannì é lineare e permette di riconoscere facilmente i vari personaggi, aspetto non indifferente e utile alla scorrevolezza della lettura. Particolarmente ben riuscita mi sembra la figura di Sal, che evolve tra alti e bassi, psicologicamente parlando, nel corso della storia. Anche Violet ha un'aria più pimpante del solito.
Effervesente é la scena dell'inseguimento con l'incidente a catena provocato dalla scontro del Greyhound con l'auto guidata da Ethan (pag.63). Per una storia che ho definito classica, i disegni sono ben appropriati.
  

|
|
|
Trama lineare, che scorre bene, con un uso superiore alla media, da parte di Manfredi, di balloons.
La gradevolezza di questa storia la giudico in egual misura dovuta a testi e disegni: sicuramente non memorabile, ma perlomeno caratterizzata da un prevalere della bontà sia sui testi che sui disegni. Il tutto é poi reso da una bella copertina,
anche'essa classicheggiante, con la doccia di hitchcockiana memoria e lo spione, ombra tra le ombre nella notte piovosa.
|