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Sog. e
Sce. Gino D'Antonio
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E'impossibile fare a meno di notare il debito che l'albo paga, tanto nel titolo quanto nel comportamento della protagonista "Lady", nei confronti del capolavoro di Luis Buñuel "Bella di giorno" ("Belle de jour", 1966).
E più complessivamente nella ormai consolidata tradizione del bovarismo: donne benestanti, annoiate che cercano di speziare la propria vita col gusto del proibito. Il tema dell'alta borghesia newyorkese, inoltre, ha sempre fatto capolino nei gialli di Nick,
intrecciandosi con l'altro tema portante, quello della "feccia" metropolitana: tanto per citare qualche albo ricordiamo lo Sp.8 "Acque torbide" o il n.71 "Trappola infernale". L'altro elemento dell'albo è la
classica caccia all'oggetto del desiderio, il "McGuffin" dei film hickcockiani: in questo episodio, come già nel recente Sp.9 (anche quello opera di D'Antonio) la mala ne sa meno di Nick&C., elemento che contribuisce a intricare la vicenda.
"Il tema dello "stupro piacevole" sembra uscire da un giornaletto porno"
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La trama escogitata da Gino D'Antonio si complica di pagina in pagina: "Sembra un caso semplice, Nick", dice già a pag.10 Marvin rivolgendosi al suo partner e, implicitamente, a tutti noi lettori. Poi sul palcoscenico entrano altri protagonisti: Miki Lambrakis e i suoi uomini, il romantico Kid, i killer Buller e Tania. Un plot già visto, così, pian piano, diventa se non da urlo, quantomeno passabile. La sceneggiatura, comuque valida come nella tradizione di D'Antonio, è nettamente inferiore alla bella prova del recente speciale. I personaggi sono piuttosto convenzionali e poco credibili (Kid, la stessa Lady); oppure sono appena abbozzati e meritavano un ulteriore sviluppo per diventare pienamente significativi (Tania). Non male l'epilogo dell'albo, con i nostri buggerati e impotenti, un po' simboli della legge scavalcata dalla giustizia sommaria.
Una nota di biasimo per la giustificazione che l'autore adduce per la doppia vita di Lady: il tema dello "stupro piacevole" è un disdicevole retaggio del più becero maschilismo (sembra uscito da un giornaletto porno). Tutti gli studi psicologici sulle vittime di stupri e le testimonianze l'hanno ampiamente sconfessato.
  

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Ferdinando Tacconi
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L'impressione che, per i disegnatori, questa serie sia sempre stata considerata solo un corridoio per accedere a stanze più riccamente arredate (leggi altri personaggi più prestigiosi) diventa più che un'impressione. Perduti da tempo Capitanio, Brindisi, Trigo e Mario Rossi, le recenti dipartite (che siano più o meno definitive) di Ramella, Barbati, Parlov, Mastantuono (tutti a Magico Vento) e di Del Vecchio (Napoleone), lasciano un vuoto non piccolo nello staff grafico del nostro detective. Che dipenda dal caso, da strategie della SBE o dalla volontà di Queirolo, fatto sta che Nick Raider è in mano a disegnatori vecchi, tanto anagraficamente (Polese, Tacconi) quanto stilisticamente (Antinori, Biglia&Copello), oppure a "scarti" (senza offesa) di altre testate (Dall'Agnol, Siniscalchi). Il che ci offre una qualità media che punta decisamente verso il basso, e un progetto grafico complessivo...privo di progetto.
"Le tavole si fanno leggere bene, ma in quanto a piacevolezza non ci siamo"
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Tacconi non è certo un pivellino: il suo stile è quello, ed così da anni (da sempre?). Bella la recitazione dei suoi personaggi, con quei volti schizzati da un tratto nervoso e quei menti appuntiti così caratteristici. Assai discutibile la rese estetica degli stessi volti, soprattutto di quelli dei protagonisti: Nick ha un pessimo naso da pugile, Jimmy sembra dimostrare 20 in più (Tacconi lo fa stempiatissimo). Fastidiose certe pose plastiche, così plastiche che sembrano uscire da un museo delle cere (con anche una bella incongruenza: vedere scheda della storia). Insomma, le tavole si fanno leggere bene (aspetto essenziale per questa testata, ed è forse l'unico tratto che accomuna le varie matite di Nick Raider), ma in quanto a piacevolezza della grafica non ci siamo tanto.
  

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Gli sceneggiatori sono ormai costretti a giocare a "raschia il fondo del barile" e se la cavano col mestiere. Sul disegno già abbiamo detto; aggiungo solo che gli arrivi di Bellagamba e Toppi ci rallegrano alquanto. Un un po' pesante il tratteggio di Mastantuono sulla cover, dovuto alla scena in notturno.
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