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  L'ombra della sera
Codice: [39] 94pp
Rating:
scheda di Paolo Paronetto

    Soggetto/Sceneggiatura:
    Paolo Bacilieri e Alberto Ostini
    Disegni/Copertina:
    Paolo Bacilieri / Carlo Ambrosini
    Lettering:
    Cristina Bozzi

    SERIE REGOLARE
    n.39 "L'ombra della sera" - 94pp - 04.01/02
    (5k)


In due parole. . .

Passando di mano in mano, una banconota da 100 franchi svizzeri unisce i destini di un ex-terrorista dell’Ira, divenuto killer a pagamento e ormai in fin di vita, due giovani teppistelli, un nano, una ragazza con più di un pretendente, un malavitoso sudamericano e un ricco e potente affarista. E finisce per ben due volte nelle mani di Napoleone, trascinandolo – complice un numero di telefono – nell’intricata vicenda…


Note e citazioni

  • Nuovo “one man show” di Paolo Bacilieri, che scrive soggetto e sceneggiatura (in collaborazione con Alberto Ostini, che si era già occupato dell'Ira nel n.42 di Dampyr, "L'uomo di Belfast") e firma, naturalmente, anche i disegni. Il fumettista veronese aveva già fatto altrettanto per i numeri 22, 28 e 34 della serie.
  • Il numero di coincidenze, grandi e piccole, che garantiscono il funzionamento del meccanismo narrativo raggiunge in quest’avventura dimensioni stratosferiche, superando di gran lunga persino gli standard assai generosi della serie. A differenza di quanto avveniva in altri episodi, però, qui Bacilieri riesce a gestire perfettamente tale incredibile proliferazione, senza cercare di “nasconderla” al lettore, ma mettendola, al contrario, bene in vista, rendendola protagonista della storia grazie al ricorso alla banconota da 100 franchi, banconota che diviene narratore e motore della vicenda e che, seguita nei suoi passaggi di mano, consente di ricostruire la rete di incontri occasionali e di relazioni fortuite che sostiene lo svolgersi degli eventi.
  • Continua, nelle pagine della posta, la querelle sulla copertine della serie: modificarne o non modificarne lo stile? Rispondono i lettori.
  • Come più volte ripetuto nell’albo, la banconota da 100 franchi svizzeri è dedicata ad Alberto Giacometti. Nato nel 1901 a Borgonovo in Val Bregaglia, nel Canton Ticino, e figlio di Giovanni, noto pittore post-impressionista, divenne celebre in tutto il mondo in seguito alla vittoria, nel 1962, del premio come migliore scultore alla Biennale di Venezia, a coronamento di una quarantennale carriera. La sua fama aveva comunque già da tempo oltrepassato i confini dell'Europa: nel 1948, in particolare, espose per la prima volta a New York. Scultore e pittore, tanto a causa della natura del suo lavoro, quanto per via dell’amicizia che lo legò al filosofo Jean-Paul Sartre, Giacometti è stato spesso considerato uno degli artisti più vicini al movimento Esistenzialista. Morì nel 1966 a Chur (Coira) e venne sepolto a Borgonovo, accanto ai genitori.
  • L’uomo che cammina, una delle opere più note di Giacometti, risale al 1947, quando l’artista, dopo aver lasciato Ginevra (dove, durante la guerra, aveva lavorato in un albergo) fece ritorno a Parigi, città che dal 1922 era divenuta la sua casa. Come nota giustamente il cavallo filosofo a p.98, sembra che la scultura sia ispirata all’Ombra della sera (la paternità della poetica definizione - che dà anche il titolo all'albo - è stata attribuita a Gabriele D’Annunzio), bronzetto etrusco (probabilmente un ex-voto) risalente al II secolo a. C. e custodito nel museo Guarnacci di Volterra.
  • Sylvie, la spogliarellista del 'Pussy Cat', richiama alla memoria, col suo abito da scena in stile cow-girl, l’altrettanto avvenente Nancy, protagonista di alcune avventure della Città del Peccato (Sin City) di Frank Miller e interpretata sul grande schermo da Jessica Alba.
  • Come ricordato a p.61, Alvaro Mendez, detto Pilato, aveva già fatto la sua comparsa sulle pagine del n.18 "L'enigmatico signor Bloom". Viste le condizioni in cui lo vediamo ridotto a p.62, ulteriori apparizioni non sembrano pronosticabili.
  • A p.16 Napoleone, alle prese con uno Yo-Yo, dimostra di cavarsela egregiamente. E manifesta una spiccata preferenza per il colore rosso.
  • Bellissimi come sempre i disegni di Bacilieri, che si distingue tanto nella caratterizzazione dei volti dei personaggi (primo fra tutti quello di Maud), quanto nella resa delle sequenze di azione (il pestaggio di Tristan a p.63), tanto nel rendere emozionanti ed efficaci campi lunghi e panoramiche di ogni genere, quanto nell’illustrazione degli interni. Menzione particolare per la sequenza dell'esecuzione di Pat ad opera del fratello Tristan, resa con un sapiente uso del nero e del trateggio più fitto che ne mette in risalto la drammaticità. Unici appunti marginali: la ripetitività di alcune inquadrature e la rappresentazione del mondo onirico, che in una storia come questa avrebbe forse potuto riservare qualche emozione in più.
  • Ottima prova, poi, del duo Bacilieri-Ostini per quel che riguarda la stesura di una sceneggiatura che riesce a fondere in modo organico ed efficace un gran numero di personaggi, tempi e luoghi diversi, destreggiandosi tra sequenze che non risultano mai gratuite - e tantomeno scontate - e donando ad ogni personaggio – per quanto secondario – una consistenza tale da spingere il lettore a parteggiare, almeno per un attimo, anche per lui. Tristan, Pilato, Maud, Sylvie, Lescaze e sua figlia, Pototsching, Pat e Banshee “vivono” il loro ruolo nella storia, resi più veri da un surplus semantico, da un potenziale narrativo che rimane inespresso, ma che consente ad ognuno di loro di essere in ogni momento davvero credibile. Memorabili, poi, alcune tavole: dai flashback sulla giovinezza irlandese di Tristan al ricordo-sogno di Napoleone (a p.41), dallo striptease al 'Pussy Cat' all’ultimo incontro tra Napoleone e Tristan sulla terrazza della villa di Lescaze inondata dalla luce del tramonto.
Incongruenze
  • Piccola “disonestà” in sede di sceneggiatura a p. 14: il dialogo telefonico tra Tristan e Pilato impone al lettore un’interpretazione erronea. Vista la sua natura abbondantemente e sapientemente ellittica e dato il contesto in cui avviene, è impossibile non pensare che Pilato abbia chiesto a Tristan di uccidere anche Maud.
  • Non si capisce perché Tristan non tranquillizzi immediatamente Maud, spiegandole che non intende affatto ucciderla: si sarebbe risparmiato una botta in testa ed il fallimento della missione affidatagli da Pilato.
  • La Maud che appare nella copertina di Ambrosini non è nemmeno lontana parente di quella – ben più affascinante – di Bacilieri.
  • Nella copertina Tristan appare in posizione eccessivamente defilata, visto il ruolo che il personaggio rivestirà nella vicenda.
La frase
    Cavallo filosofo: "Osservate l'incedere del nostro amico: vedete con quanta fatica, con quanta tenacia, mette un piede davanti all'altro? Non è forse questa la vita di ogni giorno di molti uomini e donne? O meglio non è forse questa l'essenza di ciò che più ci coinvolge? Di ciò che noi riconosciamo come umano?"
    Lucrezia: "Ehi, cavallo, tu non sei umano, sei equino!".
    Dialogo a p.80.

Personaggi

Napoleone Simenon, Rose governante dell'Hotel Astrid Boulet ispettore della polizia di Ginevra O'Keefe, Tristan [+], detto Barabba, ex-terrorista dell'Ira ora killer a pagamento, amico di Pilato O'Keefe, Patrick [+] fratello di Tristan Banshee vecchia amica di Patrick e Tristan De Karlowitz, Maud [+] amica di Pilato e di Morelli Morelli, Serge [+] pregiudicato, gestore di un night club Mendez, Alvaro [+], detto Pilato, piccolo criminale amico di Tristan, lavora per Lescaze Carvalo, Diego [+] e Roger [+] scagnozzi di Pilato Lescaze, Lester [+] ricco affarista Pototsching contabile di Lescaze Lescaze, Claudia figlia di Lescaze Sylvie spogliarellista del Pussy Cat Joubert barista, innamorato di Sylvie Lucrezia, Caliendo e Scintillone prodotti psichici di Napoleone cavallo filosofo prodotto psichico uomo che cammina prodotto psichico

Locations

Ginevra Hotel Astrid magazzino nei pressi dell'aeroporto usato per ospitare combattimenti clandestini Pussy Cat night club villa di Lescaze bar di Joubert Irlanda del Nord Sudamerica

Elementi

Questione nord-irlandese Ira Terrorismo Amicizia Tradimento Combattimenti clandestini Casualità Condizione umana
 

 


 
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