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Pagine correlate:

  Moosbrugger l'assassino
Codice: [32] 94pp
Rating:
scheda di Sabrina Mancosu

    Soggetto/Sceneggiatura:
    Carlo Ambrosini
    Disegni/Copertina:
    Pasquale Del Vecchio / Carlo Ambrosini
    Lettering:
    Luca Corda

    SERIE REGOLARE
    n.32 "Moosbrugger l'assassino" - 94pp - 02.11/12
    (5k)


In due parole. .

Invitato a partecipare, a Vienna, ad una mostra dedicata al pittore Max Beckman, Napoleone rincontra la psichiatra Katia Besson che segue, come osservatrice, il caso di Kaspar Klainz, pluriomicida sessuale. Tanti i punti di contatto tra la vicenda del fabbro e quella di Franz Moosbrugger, reo dei medesimi delitti e impiccato nel 1913, che si insinua nei sogni di Napoleone... come dire che... le stesse cose ritornano.


Note e citazioni

  • Lo spunto letterario di "Moosbrugger, l'assassino", come afferma lo stesso Ambrosini nell'editoriale, è il personaggio di Christian Moosbrugger creato da Robert Musil (1880-1942) ne "L'uomo senza qualità". In realtà, Ambrosini, pare andare ben oltre il semplice spunto dal momento che alcune scene (tra cui parte della seduta psichiatrica e l'incubo di Napoleone a pag.78, dove Moosbrugger è condannato a morte) si dimostrano particolarmente fedeli ai testi di Musil, così come gran parte delle battute recitate dai personaggi "letterari" (Moosbrugger/Klainz, dottor Pfeiffer, dottor Meisner, dottor Freidenthal e padre Kooler).
  • Pag.5, lo ammettiamo: quella didascalia nella prima vignetta ci ha proprio ingannato… faceva pensare più ad un antefatto che ad un incubo… probabilmente la verità, nelle intenzioni dell'autore, sta nel mezzo. Anche perché mai saputo che, per quanto veritiero, un sogno possa contenere la completa ed esplicita indicazione di luogo, mese, anno. Anche nell'ultimo incubo (pag.78) ricorre la medesima informazione.
  • Nel primo incubo di Napoleone compaiono l'ispettore Dumas e il viceispettore Boulet in abiti d'epoca. A pag.82 il primo si rivolge al secondo "germanizzandone" il nome: Bouletszky.
  • Pag.11, vignetta 4, il biglietto del dottor Pfeiffer a Napoleone ne chiarisce il motivo della presenza a Vienna e contiene un accenno all'antefatto (un'asta a Ginevra nel corso della quale Pfeiffer ha "soffiato" al Nostro un ritratto, battuto come ignoto, di Max Beckmann) che giustifica l'invito.
  • Max Beckmann, (Lipsia 1884-New York 1950) insieme a George Grosz e Otto Dix fu tra i maggiori esponenti del movimento artistico noto come "Neue Sachlichkeit" (Nuova Oggettività) che vide la luce in Germania nel 1925. Inserito, dopo l'avvento nazista al potere, tra gli esponenti dell'"Arte degenerata" abbandonò la Germania ed emigrò in Olanda. Terminata la guerra non accettò le offerte delle più prestigiose accademie tedesche e, nel 1947, si trasferì negli Stati Uniti, dove insegnò presso vari istituti d'arte.
  • Nel corso della mostra Napoleone conoscerà i periti del caso Klainz e padre Kooler, tutti, come già accennato, personaggi "letterari" nel senso di presenti e, in parte, con la medesima caratterizzazione nella vicenda del Moosbrugger di Musil. Da notare che nel testo letterario il nome del dottor Pfeiffer è, in realtà Pfeifer, e quello del dottor Freidenthal è Friedenthal; non compaiono, invece, quelli del dottor Meisner e di padre Kooler.
  • Pag.13, il manifesto della mostra su Max Beckmann riproduce il quadro "Self portrait in a Tuxedo" (1927). Beckman compose numerosissimi autoritratti e Napoleone, nel corso della mostra, avrà modo di ammirarne alcuni tra cui, oltre al sopraccitato, il "Self portrait with a cigarette" (1923) a pag.17, e il "Self portrait" (1922) a pag.25.
  • Pag.16, scopriamo essere Napoleone un grande estimatore di Max Beckmann.
  • Pag.16, Napoleone rincontra Katia Besson, la psichiatra conosciuta nel 6 "La profezia del merlo". Un personaggio caratterizzato dalla grande passione per il proprio lavoro, tratto già emerso nel precedente albo e che le era valso un, poco diplomatico, rimbrotto da parte di Napoleone che l'aveva, implicitamente, accusata di amare più la malattia del paziente. Non si smentisce neppure stavolta la dottoressa: dopo aver raccontato al Nostro della perizia psichiatrica che la vede osservatrice per una rivista svizzera, sempre durante la mostra cercherà di "convincere" il dottor Pfeiffer a rivedere la sua posizione su Klainz e, non paga del tutto, la sera propinerà a Napoleone l'intera documentazione sul paziente subito dopo aver fatto l'amore!
  • L'espressione "Arte degenerata" o "Entartete Kunst" fu coniata dalla propaganda nazista per definire le opere artistiche che si opponevano ai canoni stilistici graditi al regime (Deutsche Kunst). Al saccheggio ed all'epurazione dei musei tedeschi dalle opere moderne (cubiste, espressioniste, dadaiste, astrattiste e primitiviste) seguì, nel 1937, la nota mostra Entartete Kunst, appunto, in cui furono esposte 650 opere di 112 artisti "degenerati". Fu Göbbels ad affidare l'incarico di organizzarla, a Monaco, al pittore Adolf Ziegler, con opere che datassero dal 1910 in poi. L'esposizione era organizzata in sezioni, ognuna delle quali, idealmente, dedicata a presunte perversioni e minorazioni fisiche e mentali, come la follia, la prostituzione, l'impotenza, il giudaismo e il cretinismo. I quadri erano commentati da scritte dispregiative e, spesso, messi a confronto con disegni di malati mentali. Inaugurata da Hitler e Göbbels subito dopo l'apertura ufficiale della Grande Rassegna di arte Germanica, l'esposizione di Arte degenerata non rispettò le aspettative del regime ottenendo un vastissimo favore di pubblico e creando così le premesse per un'ampia diffusione dell'arte moderna dopo la caduta del Nazismo. Tra i pittori "messi all'indice" ricordiamo, oltre Max Beckmann, Marc Chagall, Otto Dix, George Grosz, Paul Klee, Oskar Kokoschka.
  • Pag.18, vignetta 6, è mostrato uno dei quadri più famosi di Beckmann: "Die Nacth", 1918/19.
  • Pag.23, l'impressione era proprio di averlo già visto: l'agente di sicurezza della clinica Freindethal ricorda tantissimo Maurice, l'addetto alla vigilanza della fondazione Rochelle, del 6 "La profezia del merlo". Albo, manco a dirlo, disegnato sempre dal grande Del Vecchio.
  • Pag.24, il quadro commentato da Napoleone a Katia è "The actors 2".
  • Pag.26, vignetta 2, gioca con la sua fonte, Ambrosini, affermando che in Klainz Napoleone non avrebbe trovato un "personaggio letterario". In realtà, il personaggio di Klainz è un "doppio" del Moosbrugger di Musil.
  • Pag.30, non pare anche voi un comportamento da "mezzano" l'allusivo congedare del dottor Freidenthal Napoleone e Katia?
  • Pag.47, la vittima di Christian Moosbrugger, Hedwig, a differenza di quella di Franz è una prostituta, una ragazza di quelle che si vendono agli uomini sui prati, una serva disoccupata, una cosetta di cui si scorgevano solo due occhi adescanti di topo sotto il fazzoletto da testa (da "L'uomo senza qualità", par.18, di Robert Musil).
  • Pag.57 e seguenti, la partita a briscola chiamata, giocata durante la seduta psichiatrica, nei testi di Musil è invece di tarocchi e vede vincere padre Kooler.
  • Pag.67, proprio una maledizione quella di Katia Besson! Ogni volta che incrocia Napoleone si ritrova con una pistola puntata alla tempia! Nel precedente albo che la vede protagonista, le capita per ben due volte: la prima ad opera dell'agente Jalabert, la seconda del commissario Labbè. In questo somma l'esperienza da ostaggio.
  • Dopo un'assenza di 10 albi ricompare un irriconoscibile Cardinale. L'ultima volta l'abbiamo incontrato nel 21 "La sentinella".
  • Pag.76, Freidenthal/Cardinale quasi si tradisce con Napoleone. La frase: Voi siete sempre stato un impulsivo, suggerisce, infatti, una conoscenza che va ben oltre il poco tempo trascorso insieme, il giorno prima, nel corso della mostra e che Napoleone non rileva irato e impotente davanti alla successione degli eventi.
Incongruenze
  • Pag.26, Napoleone chiede al dottor Pfeiffer di poter conoscere Kaspar Klainz motivando la sua curiosità con l'affermazione che il paziente gli ricorda il Moosbrugger dipinto da Beckmann. In realtà, come tra l'altro ribadisce lo stesso Napoleone a pag.70, egli di Moosbrugger non conosceva niente più di quanto, nel corso della mostra, proprio il dottor Pfeiffer gli aveva raccontato, vale a dire che l'uomo era stato un pluriomicida sessuale, impiccato all'inizio del secolo scorso. Solo più avanti (pag.46 e seguenti) rivivrà nel sogno, l'omicidio e stupro della giovane Karin Schild ad opera di Moosbrugger. Troppo poche, quindi, al momento, le informazioni per poter considerare giustificata la relazione posta tra i due personaggi da Napoleone.
  • Pag.56, Lucrezia afferma che Napoleone è ossessionato da giorni dal pensiero di Moosbrugger ma considerando l'evoluzione temporale della narrazione, a ben vedere, possiamo segnalare un solo incubo, il primo, la notte dell'arrivo a Vienna, e niente più sino alla botta in testa ricevuta nella stalla e conseguente sogno in cui Moosbrugger assume il volto del Nostro.
La frase
  • " "Moosbrugger non è un uomo... è un paesaggio in rovina... un posto situato dietro l'uscio di casa, appena oltre la soglia... accedervi è semplicissimo per chiunque."
    riflessioni/razionalizzazioni di Napoleone, pag.86-87


Personaggi

Nel Mondo di Sotto:
Napoleone Franz Moosbrugger pluriomicida impiccato nel novembre del 1913 e proiezione nei sogni di Napoleone Dumas ispettore della polizia di Ginevra e amico di Napoleone, in questo albo proiezione nei sogni di Napoleone Boulet viceispettore della polizia di Ginevra e amico di Napoleone, in questo albo proiezione nei sogni di Napoleone Dottor Artur Pfeiffer medico legale, esperto d'arte e socio della fondazione Kunster Mayer Katia Besson psichiatra Dottor Freidenthal primario della clinica psichiatrica Freidenthal e socio della fondazione Kunster Mayer Dottor Meisner psichiatra Padre Kooler Kaspar Klainz fabbro pluriomicida sessuale Karin Schild quindicenne vittima di Franz Moosbrugger Gustav e Olga Kramer proprietari della fattoria nella cui stalla Napoleone è colpito

Nel Mondo Sopra:
Lucrezia, Scintillone, Caliendo prodotti psichici cavallo filosofo prodotto psichico giudice Frog prodotto psichico

Locations

Vienna Hotel König Stabel Palace dove si tiene la mostra di Max Beckmann Auberwritz dove è sita la clinica Freidenthal Gasthäus Pizza ristorante Hotel Klosterbräu Fattoria dei coniugi Kramer Villa del dottor Freidenthal

Elementi

Follia Mostra d'arte Seduta psichiatrica Omicidi Rapimento di Katia Besson
 

 


 
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