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" Drammatico tango"


Pagine correlate:

Una storia stupenda, scritta...

Nel rispetto della legge
recensione di Fernando Congedo



TESTI
Sog. e Sce. Diego Cajelli    

Dal codice civile italiano del 1942, art. 1587:
"il conduttore deve prendere in consegna la cosa ( locata ) e servirsene per l'uso determinato nel contratto".

Obbedendo alle regole invisibili nascoste tra le pieghe del destino, la medesima norma apre, opportunamente modificata, il metafisico codice deontologico degli scrittori di fumetti non ancora padri. Di quegli autori, in altre parole, che dedicano parte della vita alla crescita ed alla maturazione di eroi cartacei figli di altrui inchiostro e fantasia.

"Chi scrive deve rispettare le caratteristiche genetiche e strutturali del personaggio affidatogli.
E' altresì libero, nel rispetto del comma precedente, di adattarlo ai propri ritmi ed esigenze"

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L'albergatore...
Gabriele Ornigotti (c) SBE 2002
   
 
Il Napoleone di Diego Cajelli è frutto della piena osservanza della legge, osservanza che consente all'artista dalla penna senza prole di scrivere a quattro mani con la passione, unica madre di grandi storie.

Tanti sono i giri compiuti dal dio Tempo su se stesso. Roba del secolo scorso... Eppure, sotto la calda luce rossastra dei lunghi tramonti argentini, Plaza de Mayo è ancora viva. D'incanto, con imperscrutabile regolarità, rompe l'assordante silenzio il battito di mille cuori, pulsa la speranza di avere giustizia, di veder riemergere qualcuno dalle acque di un torbido passato.

Il soggetto vibra della partecipazione di Cajelli al tema trattato. Ed è proprio la volontà di riaprire questa ferita mai totalmente rimarginata che consente di non cadere nel banale, in una trama retoricamente scontata.
Non può non notarsi la ferma intenzione di denunciare, di far conoscere una pagina drammatica della Storia. Una pagina nera, di difficile lettura. Egli ha il merito di adottare una chiave d'accesso semplice e immediata servendosi di una splendida sceneggiatura che si evolve in un climax ascendente di emozioni, pathos e azione fino a giungere ad un finale solo apparentemente buonista.

Luce rossa. Zoom. Vignette, immagini da ascoltare. Suoni remoti. Quanto rumore fanno quelle scarpe buttate lì in un angolo, in un mucchio senza futuro... Il frastuono aumenta con ossessiva metodicità, aumenta, aumenta. Fino a diventare intollerabile. Impossibile non riconoscerlo. E nella mente tornano spettrali filmati di muri ammuffiti, di piedi nudi nella neve gelida, di mani ossute e tremanti, di occhi dagli sguardi persi in un vuoto infinito in cui soffia un vento carico di dolorosa umanità.
Stacco. Cambio di inquadratura. Elenchi: numeri, nomi, codici. Chi era M31? Qual era il suo vero nome? Numeri sulla pelle: sbiadita carta d'identità, unica ricchezza per chi non era, marchio d'infamia per mostri senza volto, sempre uguali e sempre presenti in ogni foglio del millenario Quaderno.
Stacco. Cambio di... No. E' la stessa scena: "l'organismo umano è un ottimo conduttore di energia elettrica...". Quante sono le sfumature del Nero?
Ruote che girano, ali d'acciaio che si librano nell'aria cercando nascondiglio tra le nuvole. In lontananza un sinistro brusio metallico, qualcosa che si apre. Dissolvenza...

"L'industria della repressione è un crimine contro l'umanità...".

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...l'ostrica...
Gabriele Ornigotti (c) SBE 2002
   
 
"...Napoleone e Cleopatra! Adesso arriva la neuro a portarci via!"
L'autore offre brevi attimi di pausa nelle cui vene scorre un'ironia frizzante e ben calibrata che dopo aver irrigato le terre al di sopra sgorga nei recipienti raffiguranti i tre spiritelli, donando loro una compiutezza volumetrica ed una caratterizzazione forse mai così precise ed efficaci.
Lucrezia, Caliendo e Scintillone con i loro simpatici battibecchi non si traducono nella mera esecuzione di un ordine o di uno schema dogmatico, ma, tuffandosi senza schizzi, alimentano la corrente con estrema naturalezza, imitati alla perfezione dagli intermezzi onirici in cui Torquemada è il muscoloso trait d'union tra l'albergatore ginevrino e l'intelaiatura della vicenda.

Napoleone, sperimentando sulla propria pelle gli orrori della dittatura militare, svolge un lavoro faticoso quanto necessario che lo qualifica pedina insostituibile, fondamentale nel disegno tattico di Cajelli. Le scintillanti perle che scivolano giù per il viso, inoltre, gli consentono di strappare il sottile velo scuro che impediva la visione della seconda faccia della medaglia e di completare in tal modo l'identificazione della "sensazione particolare" presentatasi col solo nome di gelosia.

I dialoghi, al pari di lussuose ed eleganti navi, trasportano emozioni forti e intense mettendo in reciproca comunicazione personaggi simili a meravigliose isole di uno stesso arcipelago.
Tango, Rudy ( quante sono le sfumature del Nero? ), Cleo - pronta, con coraggioso amore, ad una triste rinuncia per prendersi cura del vecchio camoscio gravemente ferito -, sono prodotti di un'arte raffinata e pregiata, capace di regalare una profondità psicologica scolpita con la completezza delle fattezze esteriori.

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...e lo scoglio
Gabriele Ornigotti (c) SBE 2002
   
 
Il generale Montero attraversa l'albo in verticale macchiandolo indelebilmente con la sua lunga ombra lugubre, angosciosa ed angosciante, partorita dalle deformi luci diaboliche che lo avvolgono in un amplesso mortifero.
Ornigotti traccia con maestria la parabola di quest'uomo divorato dal rimorso: le fiamme che guizzavano alte nelle orbite illuminando il disgustoso progetto lasciano il passo ad un buio freddo; gli zigomi sporgenti non hanno più nulla di minaccioso: eroici spuntoni di roccia, tentano invano di opporsi all'implacabile e incessante ritorno erosivo della consapevolezza. La consapevolezza...

"I colpevoli dello sterminio sistematico devono risponderne all'intero genere umano".

Dicono che in punto di morte ognuno veda il film della propria vita scorrere sullo schermo cerebrale.
Per l'ex militare la proiezione è cominciata in anticipo e - "non c'è pace per lui..." - nell'abisso nel quale è sprofondato oscuri ballerini lo attendono per un perpetuo ballo infernale... "Così s'osserva in me lo contrapasso" ( Inferno, XXVIII, 142 ).



DISEGNI
Gabriele Ornigotti    

Ottimo lavoro. Ornigotti, al suo quarto albo "napoleonico", dimostra di essere sulla strada della piena maturazione artistica e narrativa. La diligente padronanza di Napoleone, il sapiente dosaggio delle mezze tinte, utilissime soprattutto nel creare la malinconica e romantica atmosfera delle tavole conclusive, il lineare rincorrersi di luci ed ombre sui volti dei protagonisti e la semplicità mai banale delle scelte in materia di prospettiva e posizionamento delle "telecamere" si mescolano in una formula magica ammaliante.

Colpisce la straordinaria abilità a far recitare i personaggi: espressioni, mimica, movimento delle figure all'interno delle singole vignette sono ingranaggi perfetti che permettono all'intero meccanismo un armonioso funzionamento.

A suo agio in ogni tipo di scena, l'autore si fa apprezzare per la resa anatomica di attori e comparse e per un tratto capace di seguire fedelmente lo sviluppo emozionale della sceneggiatura.



GLOBALE
 

Bella la cover: Ambrosini sintetizza magistralmente ed anticipa senza svelare il contenuto dell'albo. Unica pecca: il volto di Napoleone.

vedere anche la scheda della storia
 

 


 
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