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" Ritorno a casa"

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Ce la farà il giovane Luke a diventare grande?

Comparsa o prim'attore?
recensione di Riccardo Panichi



TESTI
Sog. e Sce. Stefano Vietti    

Tra gli ultimi acquisti dell'Agenzia Alfa Luke Sanders è sulla carta il personaggio più inutile. Dotato di scarso carisma e privo di una qualità peculiare che lo distingua dagli altri agenti (si pensi a Branko, unico mutato e utile per la sua forza eccezionale; ma si pensi persino alle gemelle Ross, che possono entrare in gioco ogni volta ci sia da pilotare un mezzo aereo), Luke si è ritagliato pochissimo spazio in questi anni di presenza sulle pagine di Nathan Never. Anche durante la Saga Alfa è stato, insieme al sempre più snobbato Al Goodman, il personaggio più trascurato e meno approfondito.

Questa storia rappresentava dunque la grande occasione per Luke di entrare finalmente a essere parte integrante dell'agenzia Alfa, emancipandosi da quel ruolo di eterna comparsa sul fondo delle vignette, ruolo a cui era stato relegato soprattutto dai tre sardi. Obiettivo riuscito? Forse! Anzi, sbilanciandosi, sì! Vediamo in che senso.

Per chi, come noi, cominciava la lettura con questa speranza, l'attacco della storia non lascia presagire nulla di buono. Dopo essere stato salvato da Branko, Luke ritrova una vecchia amica che lo riporta indietro nel tempo, con conseguente squarcio sul passato dell'agente, fino ad ora avvolto nella nebbia (ma qualcuno se ne era mai davvero interessato?!?). Al di là della banalità dell'espediente, reso ancor più abusato dal successivo tradimento delle vecchie compagne, Vietti sembra inizialmente concentrarsi semplicemente sulla personalità di Luke, conducendo un'operazione simile a quelle che ci sono state proposte nell'intento di caratterizzare altri agenti come Andy, May o Branko. Operazioni che ci hanno sì fornito dati sulle singole vicende dei personaggi, ma che di fatto non hanno contribuito a togliere loro di dosso quell'"aurea" da eterne macchiette.

Ma, con le ultime dieci pagine, Vietti ci sorprende alla grande e dà un senso compiuto alla storia, che diventa improvvisamente, senza nessun avvertimento, il prologo di una lunghissima saga che si andrà sviluppando nei prossimi tre anni. Una saga, e questo è il dato veramente importante, che vedrà Luke in veste di prim'attore. Dalle ultime due pagine, stucchevoli quanto si vuole, ma basilari per il futuro della serie, si intuisce infatti che il giovane agente sarà il cardine di una delle tante sottotrame che si susseguiranno prossimamente. Ecco dunque che l'idea di svelarci le origini di Luke diventa una necessità, in quanto, se davvero il ragazzo sarà in futuro un protagonista attivo, la sua caratterizzazione sarà così più credibile e attenta.

Insomma, "Ritorno a casa" è una storia di per sè veramente sciatta, ma, se come crediamo, è solo il prezzo da pagare per divertirci veramente con gli sviluppi che ci attendono per i prossimi anni, allora paghiamo volentieri! Nathan Never ha un bisogno disperato di un nuovo corso e soprattutto di nuovi personaggi, sia buoni che cattivi, che ravvivino la scena. Luke è potenzialmente uno di questi, ora tocca agli autori, e in particolare a Vietti, mantenere le promesse.



DISEGNI
Andrea Mutti    

Appena sufficiente la prova di Andrea Mutti, che da qualche tempo a questa parte sembra aver perso lo smalto che tanto avevamo apprezzato nei suoi primi lavori (nonchè su Hammer). Se l'interpretazione di Luke è nel complesso positiva, a deludere sono i personaggi di contorno. Wendy ad esempio fatica a trovare una sua fisionomia definitiva e soprattutto risulta nel complesso poco espressiva.

Approssimative alcune anatomie: particolarmente disastrosa la mano di pag. 241, ma nel complesso tutto il prologo è disegnato veramente male. Sgradevole anche l'improvviso alternarsi di sequenze retinate e vignette singole inchiostrate. Non mi riferisco naturalmente alla scelta della tecnica tradizionale nelle scene ambientate nel passato, scelta dietro la quale c'è una precisa soluzione stilistica adottata dal disegnatore; intendevo invece mettere in luce la disomogeneità di tavole come quelle di pag. 268 e 272.

Un aspetto positivo del lavoro di Mutti è invece rappresentato dall'efficacia nella resa degli interni, a volte particolarmente eleganti (si pensi all'appartamento di Luke). Aiuta in questo senso un'applicazione dei retini spesso più che soddisfacente, con sfumature degne di nota.



GLOBALE
 

Nell'attribuire i punteggi ai testi siamo stati abbastanza stretti, nonostante le parole di fiducia espresse in precedenza. Questo perchè nel valutare un qualsiasi lavoro dobbiamo sempre attenerci al presente, non cedendo alla tentazione di proiettare su di esso le nostre speranze e aspettative. Se dunque gli evidenti difetti della storia non ci hanno permesso di andare oltre ad un certo punteggio di base, ci sentiamo tuttavia tranquilli nell'alzare al massimo il globale, scelta dettata dalla piacevole sensazione di attesa che la storia ha saputo suscitare. Una sensazione, lasciatecelo dire, che nemmeno la Saga Alfa era riuscita a risvegliare.
 

 


 
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