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Può l'uomo creare macchine intelligenti?
I robot scendono nell'arena e si battono...
Robot Wars
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Questa storia di ben 316 pagine è la più lunga mai scritta per Nathan Never. Forse troppo lunga. Nathan funziona benissimo sulla misura delle 94 o (se l'avventura è particolarmente complicata) 188 tavole, quindi non vediamo la necessità di inserire decine di scene d'azione per portare la storia a queste dimensioni. Detto questo bisogna riconoscere che Vietti è riuscito ad imbastire una storia congruente e mai noiosa (cosa non da poco vista la lunghezza). Ricco anche il numero di personaggi in gioco, anche se in 316 pagine si poteva sperare di trovare lo spazio per una caratterizzazione meno stereotipata degli stessi. Da segnalare però Branko e Link, mossi sulla scena con abilità, e un Edison "scienziato pazzo" complesso e ben sopra gli standard neveriani del genere. La storia introduce nel mondo di Nathan un nuovo tipo di intelligenza artificiale, basata su reti neurali realizzate su chip e non su basi biologiche. Questo nuovo elemento si affianca alle IA già presenti sulla scena ovvero i robot di classe C-3 o C-0 basati su cervelli "bio-elettronici" ovvero ricavati per clonazione di parti di cervello umano a partire degli studi del dottor Sung (vedi 28). La storia cresce man mano che ci si avvicina al suo epilogo ed è sicuramente interessante il finale con il complesso rapporto tra Custode e Link, tentati (come tutte le intelligenze artificiali che si rispettino) dalla possibità di avere sentimenti umani che non comprendono. Naturalmente, per esigenze narrative, il Custode diventa subito violento e vuole sopprimere l'umanità, ma i discorsi che Vietti mette in bocca a Edison e Link riescono a dargli una giustificazione.
Dante Bastianoni torna in coppia con Vietti come nella sua prova precedente, lo speciale 8 "Oceano verde". Buona nel complesso la prova, soprattutto se si considera la mole impressionante di tavole. Ma a voler guardare i particolari, in diverse vignette le fisionomie o la prospettiva sfuggono un po' di mano al disegnatore (esempi: che è successo all'astronave della prima vignetta di pag.8 o alla Melody di pag.293?). Tra i personaggi, ben caratterizzato e molto espressivo il cattivo Tobias. Di contro abbiamo un Link molto insicuro (confrontate i 4 volti diversi di pag.72, quello di pag.248 con quello di pag.298, ecc.) e uno Yuri con una delle facce più lunghe che si siano mai viste. Bruttini i robot usciti da qualche film di fantascienza degli anni '60 e per niente minacciosi (come quelli a pag.270). Un po' fuori sintonia anche diverse scenografie e il design della tecnologia (un casco come quello di pag.204 non si vedeva più da anni) dopo le sterzate imposte alla serie da De Angelis e Olivares (vedi recensione 108). Anche se si nota un tentativo di allinearsi ai nuovi canoni, c'è ancora molta strada da fare.
Vedi anche la scheda della storia.
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