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" I proverbi
fiamminghi "


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May
Mosca

Pagine correlate:

Un famoso quadro viene rubato dal museo di arte antica. Chi se non May, l'esperta in pinacoteche del gruppo, può occuparsi del caso?

May rubare in casa del ladro
recensione di Gianluigi Fiorillo



TESTI
Sog. e Sce. Stefano Piani    

"Chi ben comincia è a metà dell'opera." Inizio alla Martin Mystère, per la storia di apertura del nuovo Speciale Agenzia Alfa. Questa volta però nessun mistero ci attende; semplicemente è un modo di presentare l'oggetto cardine della trama: il quadro "I proverbi fiamminghi". Peculiarità della tela, quella di raffigurare ben 118 proverbi della tradizione fiamminga, sotto forma di scene di vita che rappresentano appunto i vari detti popolari.

"Quod licitum Jovi, non licitum bovi." Intenzione di Piani è quella di emulare Peter Bruegel il Vecchio, il pittore autore del quadro succitato. Eccolo infatti a intitolare le varie sezioni della sua storia con altrettanti proverbi. Il problema è che l'effetto è molto meno riuscito di quello ottenuto dal suo "maestro". Difatti ci vuole tantissima immaginazione e almeno una rilettura per cogliere lo spirito dei singoli paragrafi e correlarli con i vari titoli.

"Volere la botte piena e la moglie ubriaca." Era forse questa l'intenzione del Piani, magari riuscendo ad ottenere un bel mix tra l'impegnato Nathan (con il background "culturale" dato dalla presenza del quadro) e il dinamico Legs. Ne esce invece fuori una discreta storia da albetto, che però si spalma su 84 pagine. Infatti gag e espedienti narrativi appaiono eccessivamente bidimensionali per un albo regolare. Gatti robot che eludono sofisticatissimi sistemi d'allarme (che dovrebbero riuscire a distinguere un gatto da un uomo, ma non un gatto robot da un gatto) e dolori lancinanti che piegano la volonta di un uomo praticamente all'istante sono due degli esempi di questa mancanza di spessore.

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Il volto non si vede, ma sono sicuro la riconoscerete...
disegno di Michelazzo (c) 1999 SBE
   
 
"Mens sana in corpore sano." E May deve allora avere una mente sanissima, a vedere il suo corpo. Essì, perché sulle (ex-?)puritane testate Bonelli inizia a far capolino il nudo. E' già un paio d'anni che timidamente scorci di corpi nudi fanno la loro apparizione nelle storie di Via Buonarroti, magari in situazioni inevitabili o nelle quali censurare apparirebbe troppo da bigotti.
Nei proverbi fiamminghi invece i nudi da funzionali alla storia la fanno addirittura funzionare. A patròn Bonelli sarà venuto un coccolone, a vedere l'albo in edicola (perché prima sicuramente non glielo avranno fatto vedere ;-)



DISEGNI
Ernestino Michelazzo    

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Un metodo sicuro per far fuori una mosca
disegno di Michelazzo (c) 1999 SBE
   
 

Bei disegni, quelli di Michelazzo. Lui sì che riesce a coniugare i due stili, il tradizional-bonelli e il manga, in modo impeccabile. Disegni di un realismo d'autore e personaggi con espressioni nippo-emotive si sposano perfettamente sulle tavole di Ernestino.

Inoltre molto ben resa è la dinamicità nelle tavole di azione, grazie all'uso di effetti grafici ad hoc. Da aprrezzare, inolre, i nudi della prorompente May ;-)



GLOBALE
 

Per giudicare questo albo, bisognerebbe capire se Piani avesse preventivamente in mente su quale testata sarebbe stato pubblicato. Sì, perché "I proverbi fiamminghi" potrebbe essere, di volta in volta, un discreto Legs, un pessimo Nathan, un buon albetto. E come accade (purtroppo) spesso a queste storie di confusa identità, una bella raccolta frullatore come questo Agenzia Alfa diviene la scelta naturale.
I lettori però sperano che questa prova sia servita solo a Piani per tenersi occupato tra una tavola di sceneggiatura e l'altra del Nathan Never Gigante.
 

 


 
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