RecensioneNote

Mappa del SitoNovitàIndice

Agenzia Alfa n.1 (B)
" Le maschere della morte "
(1k)
( 3 , 4 , 4 ) 2 + 2
48% equiv.
4/7
Vedere anche la Scheda della Storia nell'uBC Database.


Nathan Never accetta di aiutare il capitano Ishimori nel tentativo di liberare sua figlia Naoko. I due dovranno prendere parte a un mostruoso gioco orchestrato da un anfitrione mascherato, e affrontare gli orrori di cinque stanze, dalla stanza del Dolore a quella della Morte.

I videogiochi fanno male alla salute
recensione di Daniele Alfonso
Nathan Never



Soggetto
(1k)
3/7
Gino Udina In passato, lo scrittore Philip K. Dick ha esplorato in lungo e in largo il tema della gnoseologia, proponendo ai lettori le realtà artificiali generate dall'uso di sostenze stupefacenti. Oggi, nella moderna fantascienza, questo tema ha trovato nuova vita grazie alla Realtà Virtuale, che è al centro di questa avventura di Nathan Never in due diverse forme. La prima è quella dei mondi virtuali generati da proiezioni olografiche, che ricorda il Ponte Ologrammi della serie Star Trek: The Next Generation. La seconda è quella della realtà illusoria indotta direttamente nella mente del soggetto, scavalcando la percezione sensoriale. In questo caso, Nathan e Ishimori, ignari di essere le vittime di una simulazione, subiscono un doppio inganno, dato che i mostri virtuali, troppo assurdi per essere credibili, sono presentati come robot. Tutto è inquadrato nello scenario, ormai classico, della "tecnologia cattiva", vera costante universale nel mondo dell'Agente Alfa, in cui ogni singola scoperta scientifica sembra destinata non al progresso dell'umanità, ma alla sua dannazione.

Scarsa originalità, dunque, per una storia in cui il tema della follia, filo conduttore di questo numero speciale, gioca un ruolo di contorno. Il cattivo, Fukushima, architetta una vendetta, nei confronti del fedifrago Ishimori, che sembra un po' troppo astrusa , spiegabile con la raffinatezza dei popoli orientali nell'arte dell'infliggere tormenti al nemico (ma sarà poi vero, o è un luogo comune troppo sfruttato?) e con il fatto che Fukushima è uno psicopatico... e il suo clone è proprio matto da legare (miracoli della genetica).

Purtroppo, il mondo virtuale ha un effetto controproducente sulla qualità della storia. Nathan e Ishimori, incredibilmente alleati, si trovano ad affrontare una serie di situazioni improponibili, che mi hanno reso la lettura estremamente fastidiosa. Con l'espediente di far apparire i mostri come robot, l'autore, Udina, è riuscito nel tentativo di depistaggio: non ho mai pensato alla realtà virtuale finchè il mistero non è stato svelato, e tutto quello che mi rimaneva era un assurda pagoda situata chissà dove, piena di assurde stanze popolate da assurde creature, che i nostri riuscivano assurdamente a sconfiggere. Il colpo di scena ha gettato una nuova luce sulla situazione, ma non ha riscattato una mezz'ora di lettura che non posso definire divertente, e inoltre ha aggiunto un elemento poco chiaro: che cosa è successo all'interno della simulazione dal momento in cui questa ha inizio al momento in cui Nathan ne entra a far parte? Niente, pare.

Sceneggiatura
(1k)
4/7
Gino Udina e
Stefano Piani.
Dialoghi di Antonio Serra
Il duello sul campo di battaglia costituisce un buon inizio, e ricorda una scena di "L'impero colpisce ancora", quando Luke Skywalker, dopo aver decapitato un Darth Fener illusorio, si accorge che l'avversario ha il suo stesso volto.

L'uso delle didascalie è forse un po' eccessivo e alla lunga rischia di farle venire a noia. I dialoghi sono di buona fattura, ma ho la sensazione che Nathan e Ishimori parlino un po' troppo, anche quando sono impegnati nei combattimenti, e in questi casi dovrebbero pensare più a salvare la pelle che a chiacchierare; questo è particolarmente evidente nello scontro con i due Oni nella prima stanza ("Non... non riesco... non posso combatterli...", e intanto i due robot stanno lì fermi ad aspettare). Queste sgradevoli chiacchierate, già riscontrate altre volte, sono una caratteristica di Antonio Serra, che qui si esprime proprio nel ruolo a lui meno congeniale, riuscendo comunque a fare un più che dignitoso lavoro.

Nell'insieme, la storia pare ben strutturata, con una serie di flashback che sviluppano i personaggi del capitano Ishimori e di Fukushima, e c'è un certo collegamento tra la natura delle riminiscenze dei due uomini e i nomi delle varie stanze della Pagoda (dolore, sofferenza, angoscia...). Il passaggio da una stanza all'altra dà una buona occasione per un ottimo montaggio intrecciato delle varie sequenze, ambientate in differenti tempi e luoghi.

Da notare come il lettore venga introdotto al colpo di scena della realtà virtuale da una serie di situazioni di assurdità crescente. Se lo scontro con gli Oni può essere accettabile, la battaglia con le maschere (che con il loro ossessionante kilt-klat mi hanno ricordato i ragni robot del film "Runaway") comincia a far inarcare le sopracciglia, e poco dopo vedere le spade che si liberano dalle ragnatele e cadono nelle mani di Nathan e Ishimori fa quasi gridare allo scandalo. Proprio quando la mia pazienza era ormai scaduta, ecco la provvidenziale intuizione di Nathan.

Superato il gigantesco videogame, l'avventura si chiude così com'era iniziata (non passa inosservata l'astuta trovata del videocellulare), con i pensieri di un Ishimori in vena di autocommiserazione, ma direi che inizio e fine sono i due momenti migliori dell'intera vicenda.

Disegni
(1k)
4/7
Andrea Artusi e
Davide Perconti
I due autori non si sprecano in troppi dettagli, nè in ombreggiature ricercate, tranne che in alcuni casi. I disegni sono in genere molto solari, e le retinature realizzate con punti decisamente troppo grossi (da leggere da lontano!). I vari mostri, veramente da B-movie, come giustamente osserva Nathan, sono ben disegnati, soprattutto i due Oni. Tra tutte le stanze della Pagoda, quella dell'Angoscia sembra la più accattivante, grazie a un layout delle tavole meno banale del solito e ad una retinatura più elaborata; in compenso, il mostro di turno pare che cambi di dimensione da una vignetta all'altra. Pregevole l'illuminazione utilizzata nelle scene in cui compaiono Legs e Sigmund, anche se qualche riflesso dovuto alla luce diffusa dai monitor sarebbe stato opportuno.

Non mi è piaciuta l'interpretazione grafica di Ishimori, piuttosto diverso da come lo ricordavo da avventure precedenti, mentre i personaggi dell'Agenzia Alfa sono okay.

Umorismo involontario a pag.180, in cui si vede un Fukushima che, per sottoporsi ad "analisi e controlli", si trova crocefisso a un apparecchiatura da incubo, peggio di Ned Mace (cfr. NN n.18, "L'abisso delle memorie"). E dire che c'è chi si lamenta delle strutture ospedaliere dei giorni nostri...

Copertina
(1k)
2/3
Roberto di Angelis nota: non si riferisce a questa storia

Overall
(1k)
2/3
Episodio con alcuni pregi e diverse pecche, che sa un po' di occasione sprecata. Solo un'osservazione: secondo gli autori, questa sarebbe una storia corale?



Partecipate! Esprimete il vostro voto su quest'albo utilizzando il form qui sotto. Inviateci anche commenti/osservazionisull'Albo o sulla Recensione, segnalazioni di errori di sceneggiatura o curiosità, utilizzando la pagina del Fatecelo sapere!. Siamo sempre pronti a raccogliere le vostre osservazioni anche per storie uscite da molto tempo. I vostri commenti appariranno nella stessa pagina della recensione.
Soggetto

 
Sceneggiatura

 
Disegni

 
1/7 Adesso Basta! - 2/7 Mediocre - 3/7 Sufficiente - 4/7 Discreto - 5/7 Buono - 6/7 Ottimo - 7/7 Capolavoro! ( note sul Metodo di Valutazione )

(c)1997 uBC all right reserved worldwide creation date [ 17.05 1997 v1.0 ]