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" Vite passate"

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Con il DNA si possono fare tante cose, ma fate attenzione o potreste farvi male...

Salvate il DNA del soldato Ryan
recensione di Giovanni Gentili



TESTI
Sog. e Sce. Stefano Vietti    

Esattamente come tre mesi fa, anche questo mese abbiamo trovato in edicola due storie di Stefano Vietti: questo n.89 e lo speciale n.8 di Nathan (vedi recensione).

I risultati sono diametralmente opposti: mentre nello speciale Vietti intreccia una storia gradevole e avventurosa, si stenta a credere che lo sceneggiatore di "Vite passate" sia la stessa persona. Il commento più positivo che ho raccolto è "neanche nel peggiore Dylan Dog si poteva digerire una storia così".

Vietti ci presenta ancora una volta uno scienziato pazzo e giochi genetici pericolosi (fortunatamente non c'e' il mostro mutante). L'intreccio narrativo è inconsistente: basti accennare all'incredibile (forse comica) serie di avvenimenti e combinazioni con cui lo sceneggiatore porta avanti l'indagine di Nathan (per altri particolari vedere scheda della storia). Il tutto strutturato in maniera estremamente lineare e senza alcuna suspance: il colpevole è l'unica persona che può esserlo.

Alla base di tutta la storia l'idea di fondo sarebbe riassumibile come "ricordi delle vite passate degli antenati rimangono nel codice genetico e si impossessano dei corpi attuali". Non vogliamo certo sostenere che per scrivere fantascienza bisogna essere scienziati, ma qui basta essere lettori della rivista "Focus" per capire che lo sceneggiatore non ha idea di cosa sia il DNA. O fa finta di non saperlo.

Ma trascuriamo l'aspetto scientifico: si potrebbe sostenere che l'autore ha tentato un approccio d'atmosfera gotica alla genetica e che quello che conta sono le emozioni che la storia suscita. Purtroppo la genetica e il DNA pongono oggi alla nostra società tali problemi filosofici ed etici (problemi tangibili che dobbiamo affrontare) che non è accettabile un approccio ad un argomento del genere con espedienti di bassa lega. Sono talmente tante e di spessore le tematiche sollevate dal DNA che è un delitto sfruttarle così.

Sebbene l'idea di fondo sia abbastanza sballata, forse la si poteva salvare con la sceneggiatura cercando qualche appiglio tangibile. Invece la sceneggiatura la affossa definitivamente con dialoghi retorici e personaggi macchietta.

Tra le trovate narrative sbagliate non si può non ricordare il fatto che Sigmund a pag.65 oltre a rilevare la manomissione di un'immagine digitale (il che è plausibile) riesce a vedere l'immagine originale dietro l'immagine ritoccata come se le modifiche fossero state attaccate con la colla: una cosa indecente per chi sa che cosa è un immagine digitale (ed è ingiusto che un fumetto dia un idea così sbagliata del trattamento digitale a chi sa cosa sia).



DISEGNI
Andrea Artusi    

(9k)
Lo sbarco in Normandia nel DNA di una vita precedente,
disegni di Artusi (c) 1998 SBE
   
Artusi mostra due facce: abbastanza positiva la realizzazione delle scenografie soprattutto nelle scene del passato, tendenzialmente negativa la realizzazione delle figure umane. Artusi sembra avere un buon senso dell'inquadratura ma la realizzazione non è sempre all'altezza.

Il tratto di Artusi sembra ancora molto ingenuo nel tratteggiare i personaggi: non ci sono problemi anatomici evidenti ma i volti risultano molte volte un po' piatti, pesanti. Comunque è sicuramente sufficiente la caratterizzazione dei personaggi dell'Agenzia Alfa.

Le donne sono realizzate in maniera gradevole, ma hanno un problema: sono tutte uguali (forse clonate? :-).

Chiudiamo segnalando l'interessante miniserie (attualmente nelle fumetterie) Seira, della Musa Edizioni con i bei disegni di Marco Checchetto. Artusi partecipa ai testi di questo curioso esperimento stilistico italo-americano, e forse può avere maggior fortuna come sceneggiatore che come disegnatore.



GLOBALE
 

Per favore, basta con i riempitivi di questo genere nella serie Nathan Never.

Per altre considerazione vedi la scheda della storia.
 

 


 
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