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Sog. e
Sce. Alberto Ostini
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Il giorno che i nostri portafogli tanto temevano è arrivato: l'annunciato rincaro delle testate Bonelli
arriva puntuale con l'inizio del 1998. Si sperava che, almeno nel caso del malaticcio NN, ciò coincidesse
con un pari aumento della qualità delle storie. Vediamo se le nostre aspettative sono state soddisfatte.
Partenza in tromba dell'albo con un altro scorcio della biografia di Nathan che si svela ai nostri occhi.
Troviamo il nostro, con i capelli ancora monotinta, in serena compagnia della (futura?) moglie Laura e alle
prese con il programma di addestramento spaziale. Il flashback continua con Ricky, amico fraterno di Nathan,
alla vigilia della battaglia culmine della rivoluzione. La storia procede spedita e intrigante fino a circa
metà dell'albo per poi scadere di qualità man mano che Ostini inizia a chiudere la trama.
Nella prima parte è ben costruita la motivazione psicologica della paranoia del gruppo dei rivoluzionari nel
sospettare il dualismo Iron - Arguedas, ma è poi esagerato il raid per poter confrontare il DNA del soggetto
con quello del colonnello: sarebbe bastato un lembo di pelle "facilmente" recuperabile in altro modo
che non un rapimento. Tanto più che si rischiava di coinvolgere un innocente.
"irritante il modo in cui la tecnologia viene usata come deus ex machina"
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E' inoltre irritante il modo in cui la tecnologia viene usata come deus ex machina per risolvere qualunque
situazione, senza però tener conto del "bilanciamento tecnologico" all'interno del mondo di Nathan. Mi
spiego meglio: siamo venuti a conoscenza dell'esistenza di potenti sonde microscopiche che
possono, una volta entrate in circolo nell'organismo, interfacciarsi al nervo ottico del soggetto ospite.
Quindi un dispositivo microscopico in possesso di un'intelligenza sofisticatissima e di una memoria
di svariati megabyte (riesce a trasmettere anche in playback). Non oso pensare quanto sarebbe potuto
essere banale per i rivoluzionari procurarsi una "pulce elettronica" da mandare in casa Iron per
un bel prelievo di sangue. E cosa dire della facilità con cui la folla in piazza viene convinta
dal filmato proiettato dagli ex-rivoltosi? La cosa è inconcepibile, in un mondo in cui persino le
immagini live (Iron veniva informaticamente "sfinato" in diretta) sono ritoccate ad arte. In un tal
contesto tecnologico le immagini televisive avrebbero lo stesso potere di persuasione di un
cartone animato di Willy il coyote.
Capitolo Mister Jinx: se gli autori Bonelli continueranno a tirare in ballo con tanta facilità il suo
computer biologico, ci saranno seri problemi di identità per i loro personaggi...
Ma l'episodio che fa davvero colare a picco la storia è quello in cui il dittatore-pluriomicida-psicopatico
colonnello Arguedas decide di lasciar morire il manipolo di congiuranti per ipotermia invece di falciarli
senza scrupoli in un paio di secondi con il proprio mitra. Davvero un espediente da film di serie C2
girone B...
Peccato perché quello (poco) che resta non è affatto malvagio: il flashback iniziale è intrigante;
ben costruiti i momenti di poesia dei dialoghi tra Ricky e l'adolescente Valentina, buona anche
la resa dell'atmosfera della rivoluzione e del cameratismo tra i complottanti. Non abbastanza
però per salvare una storia troppo inverosimile.
  

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Ivan Calcaterra
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La "Bahia del Espejo" di Calcaterra
(c)1998 SBE
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Molto belli i disegni di Calcaterra, funzionali ed artistici al tempo stesso, mix perfetto per una
serie di fantascienza.
Il viso di Nathan è un po' più ovale rispetto allo standard mentre le donne di Ivan
sono sempre stupende (ricordate la fatale Hadija?).
Grande il tratto anche nella resa dei paesaggi,
con punte di assoluto valore nella rappresentazione della sognante Bahia del Espejo.
  
Copertina sui solito standard qualitativi di De Angelis, anche se rappresenta una situazione completamente
contraria a quelle che poi si trovano nell'albo.
Una storia che sembra essere stata trasportata innaturalmente in un contesto fantascientifico, per
di più usato malissimo. Colpi di scena scontati, l'invadente onnipresenza di Mister Jinx, escamotage narrativi
da B-movies affossano una storia che di per sè sarebbe dignitosa.
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