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Innamorata pazza recensione di Giovanni Gentili Il ritorno di Susan Connery... Il ritorno di Raven... Il ritorno di Hadija... Il "ritorno" di Mister Jinx...
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Serra ci svela subito chi c'è dietro a tutti i guai che presto cadranno su Nathan, ovvero Mister Jinx che, non contento dei grattacapi già dati a Martin Mystère, si presenta ora sulle pagine di Nathan. A seguire ecco riapparire Raven, finito nel capiente computer a proteine viventi di Mister Jinx. I lettori attendevano da tempo di sapere chi è veramente Raven, ma la sorpresa è davvero minima nello scoprire che Raven non è altro che... Selena. Quello che tutti sospettavano. Il difetto del soggetto sta nella mancanza di elementi originali: Mister Jinx fa tornare Susan dalla morte grazie alla sua macchina travasa-ricordi (già vista all'opera sulle pagine di Martin, nel team-up e nel gigante n.2...). Proprio nella recensione del gigante n.2 auspicavamo che non ci fosse ancora la macchina di Jinx dietro il ritorno di Nemo... e invece ci ritroviamo addirittura con l'apparizione di Jinx in persona. E ancora: il gigante ci diceva che Nathan sarebbe stato "ucciso" da Susan Connery (e quindi non è certo una sorpresa vederlo "morire" al termine del n.76). C'è una certa delusione nello scoprire nel n.77 che in realtà era solo ferito e non c'è niente di fantasioso nella sua "rinascita".
Raven-Selena e Mister Jinx, in questa avventura, sono solo "di contorno" e devono dire la loro in futuro: ancora una volta Serra ci dà una storia che non finisce. Il soggetto vede come interessante elemento centrale l'ossessione di Susan (lei sì tornata dalla morte) ed è pieno zeppo di personaggi e collegamenti ad altre storie. E' una specialità di Serra quella di intrecciare sempre le stesse idee su se stesse, ottenendo un piacevole pastone. Il 5/7 vuole premiare proprio questo: non ci sono elementi originali ma una storia godibile c'è lo stesso. Per quanto riguarda la sceneggiatura, anche questa è senz'altro piacevole, ma vanno evidenziati diversi elementi negativi:
Il ritmo complessivo della storia e i dialoghi sono però di buona qualità ed è per questo che non mi sembra giusto penalizzare la sceneggiatura con una valutazione sotto i 4/7.
Ritorna alla grande Roberto De Angelis. Serra, conoscendo bene le sue caratteristiche, gli ha fornito una storia piena di belle ragazze, più o meno vestite, offrendogli così un'occasione per dimostrare le sue grandi capacità nel realizzare ipervitaminici corpi femminili. A nessuno può passare per la testa di criticare le sue anatomie, sia femminili che maschili.
Ma le capacità di De Angelis non si limitano certo solo a questo: perfetta è l'interpretazione di tutti i personaggi dell'Agenzia Alfa (forse Legs è troppo giovane e sbarazzina, ma questo è in linea con la figura attuale del personaggio) e di tutti gli altri personaggi (tra cui vanno citati sicuramente la rediviva Susan Connery e poi la dott.Leyla e Janine nelle loro brevi apparizioni). Mefistofelico al punto giusto il mysteriano Mister Jinx. La qualità del lavoro di De Angelis rischia di limitare gli aggettivi che è possibile utilizzare al solo "perfetto": la scenografia è grandiosa, l'occhio vaga sulle tavole inseguendo i particolari dei corridoi o le linee del panorama (da citare pag.9 e pag.91 del n.76 o le fantastiche pag.33,38,57 del n.77). Gli interni hanno un tratto omogeneo, piacevole e si riconosce lo stile personale di De Angelis; sebbene la scena sia particolareggiata, questa non opprime mai i personaggi che sono sempre individuabili con facilità e le scene d'azione sono estremamente dinamiche pur mantenendo la loro leggibilità; bellissime le sfumature dei neri sui volti o nelle ombre; infine, il rischio di una scena particolareggiata è di trasformarsi in un disegno tecnico e quindi senza "vita", ma De Angelis schiva anche questo pericolo e ci fornisce ambienti precisi, prospettici, ma d'atmosfera: vivi. Con questa storia il "perfetto e veloce" De Angelis sorpassa nei nostri gusti personali il "mitico" Castellini. Il sorpasso avviene metaforicamente in un punto preciso: pag 50 del n.76 (la tavola del n.1 riprodotta), che mostra tutti i punti dell'evoluzione dei personaggi dal modello fissato (a suo tempo) proprio da Castellini ai nuovi dettami grafici messi a punto dall'attuale copertinista della serie: Nathan è più cupo, con gli occhi segnati dal dolore, non ha più la barba incolta ma solo un "pizzetto", Legs è più giovane (gli anni passano per tutti..) e ride sempre, l'impermeabile di Nathan ha una foggia più realistica, l'arma non è più in stile castelliniano. Due parole sulle copertine: molto (molto) bella quella del n.76 "Fenice". Meno riuscita quella del n.77 "La signora della morte" (soprattutto il volto di Nathan che non sembra nemmeno disegnato da De Angelis).
Nel complesso una bella storia, trainata più che
altro dalla magnifica realizzazione di De Angelis,
che merita sicuramente un totale dell'80%.
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