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" Segnali dallo spazio"

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Gli alieni fanno nuovamente capolino nel mondo di Nathan Never. Ma forse questa volta sono solo di passaggio...

Morali dallo spazio
recensione di Alberto Lingua



TESTI
Sog. e Sce. Michele Medda    

"Vi aspetta un'avventura carica di colpi di scena, che porterà radicali sconvolgimenti nell'universo di Nathan". Così recita l'introduzione all'albo. Sulla prima parte dell'affermazione possiamo anche essere d'accordo, ma sulla seconda parte non ci metteremmo la mano sul fuoco.

Infatti gli alieni (i primi, veri extraterrestri apparsi nella saga neveriana?) non si comportano certo in modo da lasciare conseguenze, o come se di noi abitanti del terzo pianeta dal sole importasse loro davvero qualcosa.

"Quello che interessa a Medda non è raccontare uno sbarco alieno sulla Terra, ma piuttosto le conseguenze di questo incontro sui comportamenti umani."
   

"Vennero, portarono a termine la loro missione e se ne andarono. Non lasciarono tracce del loro passaggio" sottolinea lo stesso Nathan mentre l'astronave si allontana nel cielo. Non c'è interazione, quindi tra E.T. e terrestri. Quello che interessa a Medda non è raccontare uno sbarco alieno sulla Terra, ma piuttosto le conseguenze di questo incontro sui comportamenti umani.

Ognuno dei personaggi della storia reagisce secondo la propria indole e la propria base culturale: così Holt vede gli alieni in chiave utilitaristica, Tutazua in luce mistica, per Jamie sono l'occasione di scoprire la propria vera vocazione, per Peter la molla che fa scattare il proprio istinto di autoesaltazione. Nella scena delle pag.92-94, che conferisce la dimensione morale alla storia, Medda conclude per bocca di Legs, con l'abituale sarcasmo: "C'è vita nello spazio? Sì, no, ma chi se ne frega?" Rimane da sottolineare come, anche in una storia dall'intreccio più convenzionale del solito e priva di particolari virtuosismi di sceneggiatura (com'era invece il caso, ad esempio, del n.102 "Una canzone per Sara") la narrazione di Medda sia sempre pimpante e coinvolgente, con dialoghi vivaci e personaggi ben delineati.



DISEGNI
Roberto De Angelis    

Forse il vero alieno di questa storia è lui, De Angelis, la cui bravura ha ormai raggiunto livelli stellari. Nelle interviste il disegnatore campano rivendica orgogliosamente la propria formazione non accademica, ma con la forza delle anatomie e la perfezione delle inquadrature ormai costituisce una sorta di "nuova classicità", con la quale molti altri disegnatori dello staff neveriano si sono confrontati. Lo stesso dicasi del suo stile di inchiostrazione, con il pennello secco che spesso lascia uscire la "grana" della carta.

De Angelis è uno dei pochi disegnatori che ragionano con lo spirito di un abile direttore della fotografia, cercando sempre la migliore illuminazione delle scene: da momenti di luce accecante, a fasi di cupa oscurità. Colpisce anche la sua velocità di esecuzione (negli ultimi 2 anni sono uscite ben 6 storie disegnate da lui, senza contare le copertine), strabiliante se si pensa alla ricchezza di dettaglio delle sue tavole.

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splah page della nave aliena
pag.80-81, n.122
(c) 2001 SBE

Il nostro sfrutta da vero maestro l'assist della sceneggiatura nella sequenza di pag.80-87, compresa un'inusuale e ghiotta splash page a doppia pagina, utilizzando per l'occasione i retini (rigorosamente manuali, resi sfumati tramite sapienti grattature).



GLOBALE
 

E' sempre un piacere vedere all'opera il team Medda-De Angelis. Questa storia non è clamorosa, ma garantisce la consueta attenzione al dettaglio propria dei due autori.

Non di particolare rilievo la cover (ci sono scene molto più spettacolari all'interno dell'albo), ma finalmente da questo numero De Angelis si colora da sé, con lo stile pittorico alla Gimenez riservato finora solo alle occasioni importanti. E penso che da ora in avanti potremo apprezzare fino in fondo anche le sue doti di copertinista, finora messe in ombra da una colorazione non sempre all'altezza.
 

 


 
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