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" Dalle ceneri"


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Distrutto un palazzo, se ne costruisce un altro...

Tutto cambia, nulla cambia
recensione di Giovanni Gentili



TESTI
Sog. e Sce. Alberto Ostini    

Si chiude la "Saga Alfa" con una storia di collegamento, utile solo a tirare le somme sugli avvenimenti importanti accaduti nei numeri passati e presentare il nuovo scenario in cui si muoverà la rinnovata Agenzia Alfa. Una storia del tutto interlocutoria, necessaria, con pochi avvenimenti ma condita dagli ottimi dialoghi orchestrati da Ostini.

Quello su cui vale la pena di spendere due parole non è tanto la storia in sé ma sul bilancio complessivo della saga.

Se guardate bene vedrete che i cambiamenti introdotti nella serie non sono poi così marcati. Chiariamo subito che questa non è una scelta ci sentiamo di censurare.

"i cambiamenti introdotti nella serie non sono poi così marcati (..)"
   

Lo stravolgimento di una testata è una cartuccia pericolosa, forse l'ultima cartuccia di una testata sulla via del tramonto. Nathan Never non aveva bisogno di essere stravolto. Inoltre qualsiasi stravolgimento scontenta almeno la metà dei lettori (nei casi favorevoli). Basta guardare alla recente esperienza di Mister No che è dovuto tornare sui suoi passi per non scontentare i vecchi aficionados.

Certo si è scontentato chi si aspettava chissà quali innovazioni. Presentare la saga con frasi come "niente sarà più come prima" è stata un'abile operazione commerciale che ha forse creato troppe aspettative. Alcuni si sono sentiti traditi se avevano pensato a Nathan che si trasferisce su Marte alla guida di un gruppo segreto di rivoluzioanri oppure ad una strage di agenti alfa (e chi scrive è tra quelli che qualche agente l'avrebbe eliminato: due nomi su tutti, Andy e Al Goodman...).

Ma i cambiamenti ci sono, ed alcuni sono importanti. La prima cosa che salta agli occhi è Darver come capo dell'agenzia al posto di Reiser. A parte i caratteri esteriori, Darver sostituisce in maniera quasi indolore Reiser, però l'ambiguita sul fatto che sia o meno Reiser stesso appare interessante per possibili sviluppi futuri basati sul perpetuarsi del dubbio. Già il fatto che gli agenti non possano fidarsi troppo di lui appare interessante.

A parte Reiser, il personaggio che ha subito di più i cambiamenti da questa saga è "Sigmund il traditore". Per lui effettivamente "nulla sarà più come prima" se ben sfruttato dagli autori. Certo molto dipende da come sarà gestito, potrebbe addirittura essere lui a prendere il posto di Nathan come "musone". Oppure potrebbe rientrare nelle fila senza battere ciglio, e allora questa sì sarebbe una delusione.

Attenzione a non sottovalutare la portata degli eventi a cui abbiamo assistito. Al momento non potevano certo avere effetti immediati e stravolgenti sul carattere degli agenti alfa, ma il grosso "tradimento" vissuto dal gruppo potrebbe portare sviluppi caratteriali interessanti (che come giusto vedremo con il tempo). Nathan e Legs saranno sicuramente più disillusi, di Sigmund abbiamo già detto, Andy, Branko e Luke devono ancora dire la loro in relazione ai loro cloni ad esempio.

Il nuovo palazzo e le nuove dotazioni sono elementi esteriori, ma dopo dieci anni sono comunque un rinnovamento piacevole nel look (ne parliamo più a fondo sotto).

Niente è cambiato se guardiamo ai caratteri cardinali della serie. Nathan ha sempre aperte davanti a se sempre tutte le sfumature del racconto di fantascienza (elemento importante per un prodotto seriale): dalla storia introspettivo-sociale, all'epica spaziale, dal paradosso temporale, alla lotta politico-genetica. Nathan è un contenitore che si presta a tutte le occasioni così come ha fatto in passato riuscendo ad ospitare fianco a fianco "Gli occhi di uno sconosciuto" (9) e "Il satellite Killer" (44). Anzi, il nuovo carattere para-governativo dell'agenzia gli da anche qualche possibilità narrativa in più (e soprattutto eviterà i problemi che l'agenzia aveva ad essere infilata in missioni militari).

Il carattere di Nathan è meno "musone" data la guarigione di Ann e l'amore di Hadija (elementi comunuque non introdotti dalla saga) ma non è certo meno "sensibile" di un tempo e potrebbe reinterpretare "Gli occhi di uno sconosciuto" anche domani. Ci saranno sempre storie più chiassose e storie più profonde.

Questa saga è solo l'avvio di un nuovo ciclo di avventure. Gli autori hanno programmato con attenzione i prossimi tre anni di Nathan Never che saranno più che altro nelle mani di Piani e Vietti.

Si chiude oggi il grande ciclo serriano dei tecnodroidi durato dieci anni (se ne parla anche nella recensione del gigante 5). La serie aveva assoluto bisogno di un nuovo filo conduttore, di alimentare quella continuity, magari fatta di pochi elementi di rimando tra gli albi ma sicuramente importante. Il numero di autori all'opera su Nathan Never è ben più numeroso che un tempo e Serra sembra ben intenzionato a svolgere il suo ruolo di coordinatore meno coinvolto nella scrittura diretta di Nathan. Al fine di ottenere uno svolgersi più serrato degli eventi ed il rispetto delle scadenze che gli autori si sono prefissati.

Ci sembra che questa saga abbia posto dei buoni pressupposti per lavorare bene in futuro al di là di ben pochi elementi, invero preoccupanti, ma che speriamo marginali (tipo le demenziali gemelle Ross, i pupazzetti degli Agenti Alfa, lo scudo stellare del palazzo...
vedi anche scheda della storia). All'orizzonte ci sono due nuovi tomi periodici spin-off di Nathan Never in cui questi elementi troveranno "sfogo": Asteroide Argo (che ospiterà le avventure siderali di Jack&April) e Stormo Alfa (con le avventure sparatutto delle gemelle, da notare che Stormo Alfa tradotto in inglese diventa Alfaflight). Sulla necessità di varare questi due spin-off ci permettiamo di avanzare qualche dubbio...

Sono tanti invece gli elementi che sembrano promettere bene per la serie regolare di Nathan. Gli intrecci politici e l'inserimento para-governativo dell'agenzia, il rinvigorito Skotos e il misterioso Mister Alfa, i problemi dei cloni e delle colonie...

Come diceva Gabriel nella scena culminante del gigante 3: "ciò che è stato è stato... ma ciò che deve venire è tutto da decidere".



DISEGNI
Ernestino Michelazzo    

(cliccare 75k)
Nuovo Alfa Building, disegno di Michelazzo
(c) 2000 SBE
   
Prima un commento sul lavoro fatto da Michelazzo per quest'albo: veramente un ottimo lavoro sia nel montaggio che nella caratterizzazione dei personaggi. Darver e Sigmund spiccano su tutti, di grande intensità ad esempio le sequenze fotografiche a pag.54 e pag.58.

Sicuramente la sua più bella prova per Nathan Never. Forse il tratto pecca ancora un po' di dinamismo, ma non era questa la storia adatta a mettere in luce questo aspetto.

Come seconda cosa, passiamo ad un commento sui cambiamenti grafici della testata.

Il mondo neveriano è da tempo sulla strada della "pulizia" startrekkiana, soprattutto sulla spinta del bravissimo copertinista De Angelis che, come già detto, ha imposto una defuturizzazione alla serie (guardate il cimitero a pag.7 quanto è lontano dalla tomba di Laura, oppure la Città e lo stesso nuovo Alfa Building riportato qui a fianco quanto potrebbe essere una metropoli americana di oggi, o ancora il ristorante di pag.34).

E' altrettanto chiaro l'abbandono della "sporca" e stratificata ambientazione bladerunneriana (a meno di qualche livello inferiore, ormai però pressochè disabitati) e non c'è più traccia della ridondante tecnologia alla Castellini (guardate che linearità nei corridoi, non c'e' più traccia degli incredibili impianti di condizionamento alla Castellini, oppure guardate quanto sono piccole le armi).

Dieci anni fa, alla nascita della serie, era sicuramente molto più alta l'influenza nell'immaginazione collettiva di Blade Runner che aveva rotto con un certo tipo di fantascienza pulita e in tutina. Ma oggi è forse di maggior impatto l'incredibile e inumana pulizia di un film come Gattaca. Sicuramente la ripulitura del mondo di Nathan Never dai suoi caratteri gotici, va di pari passo con la parziale solarizzazione del personaggio stesso (e forse degli autori): oggi Nathan Never è comunque una serie molto più fiduciosa nel futuro di un tempo e l'ambiente lo rispecchia.

Ormai di bladerunneriano rimane solo il frontespizio: visto che si era in tema di cambiamenti, perchè non è stato sostituito anche quello?

La nuova linea grafica del mondo neveriano è stata creata da Giancarlo Olivares: è un interessante sintesi giappo-bonelliana e pur nella continuità, svecchia diversi elementi.

Piacevoli e colorate le nuove tute (non molto diverse dalle vecchie, e speriamo definitivamente prive dei manicotti-gadget di cui erano fornite nel 107); bello il nuovo logo (che sostituisce il vecchio esagonone che faceva molto anni-ottanta); molto bello il nuovo alfa building (forse da un punto di vista architetturale un po' troppo west-coast mentre la Città è sulla costa orientale); ricercati i nuovi ambienti interni (la sala computer ad ologrammi si prospetta d'effetto già da questo numero per movimentare scenograficamente dialoghi altrimenti statici); belli i nuovi flyer Mustang (un po' deficienti però le tre gemelle Ross...).

Vedremo come si incastreranno le novità con la linea grafica portata avanti da De Angelis, altro disegnatore leader della testata. Comunque sia chiaro che ogni traccia di castellinità è ormai sparita dalla serie.



GLOBALE
 

Se guardate bene vedrete che i cambiamenti della serie non sono poi così marcati. E' questa una scelta che non ci sentiamo di censurare.

Gli autori con l'operazione "Saga Alfa" hanno ottenuto il risultato di riattirare l'attenzione su Nathan Never, darci una buona serie di storie, svecchiare e rinnovare la paludata agenzia senza stravolgere nulla e guardando alla pianificazione delle storie future.

Il bilancio che se ne trae è nel complesso positivo, come sembra confermare anche il sondaggio di uBC in corso.

Al termine, si può proprio dire: "Tutto cambia, nulla cambia".

Vedi anche la scheda della storia.
 

 


 
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