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Il mondo di domani? No, quello di molti anni fa

il sogno malinconico di Serra
Recensione di  |   | nathannever/


Il mondo di domani? No, quello di molti anni fa
Nathan Never 203 "Il mondo di domani"


Scheda IT-NN-203

In genere gli albi celebrativi o contraddistinti da un taglio peculiare concidono con anniversari ed eventi topici della serie: cifre tonde (il n.100, il n.200) o compleanni (decennali, ventennali, ...). Questi albi tendono ad uscire dagli schemi, magari sono a colori, magari sono scritti a quattro o più mani, magari fanno svoltare la serie, magari raccontano momenti segreti dei personaggi e ne svelano abitudini, ricordi, desideri.

Magari sono tutto questo (e ne potremmo citare a bizzeffe), o magari sono anche albi "normali". Quel che accade di rado, invece, è trovarsi tra le mani un albo presumibilmente "normale" e scoprire che, invece, è tutto fuorchè "normale".

Un albo sorprendente, che va preso come un semplice gioco malinconico, che mostra però quanto sarebbe facile chiudere qualche trama...

Questo n.203 di Nathan lascia perplessi già dal tamburino: 6 disegnatori differenti ed un solo autore, Serra. E poi un titolo che incuriosisce: "Il mondo di domani". Viene quindi da chiedersi cosa stia celebrando, questo n.203, per scomodare ben 7 menti della scuderia Bonelli.

Nessun numero tondo, nessun compleanno, nessun evento.
La sensazione è che questo n.203 stia celebrando i sogni infranti di Serra. La sensazione è che ci sia un profondo sconforto, che il Nathan "sempre più cupo e nero" che vede Mac sia lo specchio di un Nathan che non appartiene più ai tre sardi, e a Serra in primis. La sensazione è che lo stesso Serra sia divenuto, per un albo solo, la voce dei lettori neveriani di prima generazione, e abbia espresso tutta la sua disillusione verso quello che è diventata la testata.

Arrivano i deus ex machina serriani
disegni di G. Olivares

(c) 2008 SBE

Arrivano i deus ex machina serriani<br>disegni di G. Olivares<br><i>(c) 2008 SBE</i>

Intendiamoci: nessuna accezione negativa in "quel che è diventata la testata", che magari ora conquista molti più lettori di 10 anni fa. O magari no. Ma non è questo il nodo. Il nodo è nel fatto che questo albo cerca di regalare un momento di ristoro ai lettori orfani di un certo Nathan. Quei lettori perplessi da mille fili lasciati a penzolare, senza che nulla venisse spiegato. Quei lettori stanchi di trovare un universo frammentato e fin troppo multiforme. Quei lettori che si perdono tra filoni e sotto-saghe, tra sezioni eurasiatiche e nemici che ritornano, in un mondo schizofrenico, che alterna cyberpunk a noir.

La sensazione è che questo n.203 stia celebrando i sogni infranti di Serra.
E quindi Serra cosa fa? Si prende carico dei dubbi di tutti i lettori scettici e li mette su carta. Anzi, li fa mettere su carta ad Antonio Never. Che scrive, scrive, scrive e sogna di annodare qualche filo, di ritrovare un percorso lineare, anche se per farlo magari rasenta la faciloneria ed usa deus ex machina fin troppo banali, che azzerano gli ultimi anni di vita neveriana per provare a ripartire da capo.

Però sogna. E sogna cose semplici.
E con lui sognano i lettori, che ritrovano amici perduti, che si crogiolano per un attimo nel leggere 5 finali plausibili, sei parole "Fine" che non lascino tutto a metà. Che vedono realizzato da uno dei padri fondatori della testata quel che magari loro stessi hanno immaginato per anni.

Nathan butta via le trame appena scritte
disegni di C. Di Clemente

(c) 2008 SBE

Nathan butta via le trame appena scritte<br>disegni di C. Di Clemente<br><i>(c) 2008 SBE</i>

Si può quindi perdonare a Serra la faciloneria di cui sopra, e la velocità con cui scorre tutti i possibili finali. Lo si può fare perchè se si sta al gioco, l'albo è un regalo che Serra fa ai "suoi" lettori. Un regalo malinconico, ma gradito.

Un regalo che vale ancor di più perchè unisce 6 tra le matite che più hanno saputo raccontare l'universo di Nathan, ognuna a suo modo: il tratto leggero e sbarazzino di Elena Pianta, perfetto per raccontare la gioiosa Nicole.

Bacio romantico tra Nathan e Nicole
disegni di E. Pianta

(c) 2008 SBE

Bacio romantico tra Nathan e Nicole<br>disegni di E. Pianta<br><i>(c) 2008 SBE</i>

Le linee futuristiche, pulite e super-eroistiche di Martino, allineato ai poteri delle molte gang della Città Est.
Le tavole oniriche e luminose di Olivares, in omaggio agli Eterni di Kirbyninana memoria, per raccontare silenziosamente i deus ex machina sognati da Serra.
L'eleganza fisica e dinamica di De Angelis, l'unico forse davvero capace di restituire la vita ad una Legs mai dimenticata dai lettori di Nathan.
Un Calcaterra che cita Miller, ideale per la cupezza dello scontro finale tra Nathan, Andy e Mister Alfa.

Andy uccide Mister Alfa
disegni di I. Calcaterra

(c) 2008 SBE

Andy uccide Mister Alfa<br>disegni di I. Calcaterra<br><i>(c) 2008 SBE</i>

Ed infine, il tratto ombroso di Di Clemente, che è forse il punto di collegamento tra il Nathan di Serra e quello di Vietti, tra le trame ancora aperte della testata e questo albo, che immagina di chiuderle.

Tra gli albi celebrativi, quindi, oltre al n.100, al n.200, alle saghe lunghissime, alle guerre e ai colpi di scena, occorre lasciare uno spazio per questo n.203. Un albo sorprendente, che va preso come un semplice gioco malinconico, che mostra però quanto sarebbe facile chiudere qualche trama, senza necessariamente imbastire saghe lunghissime, senza creare improbabili personaggi, senza recuperare situazioni ed idee ormai esaurite.

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