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Lacrime di coccodrillo per Napoleone

una riflessione a mente fredda
Recensione di  |   | napoleone/


Lacrime di coccodrillo per Napoleone
Napoleone 54


Lacrime di coccodrillo per Napoleone

Una scommessa anomala

Si può tranquillamente affermare che Napoleone è la più bizzarra e anomala scommessa fatta da Sergio Bonelli in quel periodo di gran fermento che vede la nascita di Julia, Magico Vento, Dampyr, Gea e Brendon.
Tutti personaggi che, in un modo o nell’altro, stanno ancora lasciando il segno perché vivi, dotati di spessori psicologici ben delineati, e che sono figli di Martin Mystère e Dylan Dog discostandosi quindi dai cliché degli eroi senza macchia e senza paura. Eppure Napoleone si distacca ulteriormente dal gruppo, immerso com’è in un’atmosfera onirica e fantasiosa, dove l’amore per la spiritualità si fonde alla sensibilità estetica di una generazione particolare di autori cresciuti all’ombra della fondamentale rivoluzione culturale che ha interessato il fumetto italiano negli anni settanta. Questa e i riferimenti a Jung e alla sua concezione dei sogni, all'astrattismo pittorico, alla mistica delle culture orientali, al genere letterario noir sono state le basi su cui Ambrosini ha costruito il mondo di Napoleone Di Carlo. E non solo...

Napoleone e i suoi prodotti psichici
disegni di Pasquale Del Vecchio da Napoleone 2 Tavola 94 Vigneta 3

(c) 1997 Sergio Bonelli Editore

Napoleone e i suoi prodotti psichici<br>disegni di Pasquale Del Vecchio da Napoleone 2 Tavola 94 Vigneta 3<br><i>(c) 1997 Sergio Bonelli Editore</i>

All'ombra del fumetto d'autore

Carlo Ambrosini è un autore cresciuto artisticamente in un periodo in cui sperimentare era d’obbligo. Le sue prime esperienze d'autore completo vedono la luce in quel che si può definire il crepuscolo del fumetto d'autore, in cui i punti di riferimento erano autori del calibro di Guido Buzzelli, Sergio Toppi, Guido crepax e Dino Battaglia.
Basti pensare a Nico Macchia, il mercenario interamente creato e sviluppato daa Ambrosini a metà degli anni ottanta le cui avventure sono ambientate in medioevo inquietante, dove esorcismi e esseri fantastici si mescolano a un’ambientazione storica dettagliata (“La rocca del Diavolo” su Orient Express 18 e “La città delle ombre” su Orient Express 25, 26, 27 e 29) e a una miriade di tributi all'iconografia anni settanta. Non le classiche citazioni a cui certi fumetti ci hanno abituati (Nathan Never su tutti) ma veri e propri rimandi a capolavori del cinema, della letteratura, dell'arte pittorica e, ovviamente, del fumetto, a volte appena suggeriti o impercettibili.

Molto è rimasto di questo stile ed è con queste peculiarità che il lettore di Napoleone si deve confrontare. Questi molteplici livelli iconografici permettono a chi li sa cogliere di trovare punti cardinali comuni in cui l’eventuale cultore di un fumetto autoriale ormai quasi del tutto scomparso nel nostro paese, può riconoscersi senza togliere il divertimento al neofita o a colui che in un fumetto cerca solo un momento di relax. Nonostante questa peculiarità la collana risente a volte dei limiti della serialità e della cadenza periodica, con il risultato di un prodotto non sempre all’altezza. Siamo comunque lontani dalla tranquilla piattezza qualitativa a cui eravamo abituati con Nick Raider, dove la serie procedeva senza picchi, in un senso o nell’altro, dando vita a un prodotto onesto e utile al rilassamento, un pop-corn comic potremmo dire, dovuto a personaggi non particolarmente curati e, soprattutto, a un abuso di genere datoci dalla televisione e dal cinema.

Incursione nella mitologia
disegno di Paolo Bacilieri da Napoleone 15 Tavola 60 Vignetta 1

(c) 2001 Sergio Bonelli Editore

Incursione nella mitologia<br>disegno di Paolo Bacilieri da Napoleone 15 Tavola 60 Vignetta 1<br><i>(c) 2001 Sergio Bonelli Editore</i>

Un progetto lievitato nella (dis)continuity

Nata come miniserie di otto numeri, si dimostra immediatamente distaccata dai canoni bonelliani e si ritaglia una fetta di pubblico, un gruppo di lettori di nicchia, entusiasti di storie gialle e noir ma con contaminazioni di humor grottesco dovute agli affanni di Lucrezia, Caliendo e Scintillone, i tre prodotti psichici, come Napoleone li chiama, tre spiriti guida che si confrontano quotidianamente con i patetici personaggi mistici del loro "oltremondo" e con la loro burocrazia tutta terrena, capace di rendere il loro universo alternativo una regione sì ai confini della realtà, ma afflitta dagli stessi luoghi comuni del nostro mondo. Una serie gestita con entusiasmo da Ambrosini che realizzano storie per lo più gradevoli, con punte di ironica acidità e spruzzate di genialità. Il contesto particolare in cui Napoleone si muove e la cura con cui il protagonista e i suoi tre prodotti psichici sono sviluppati sono state al tempo stesso pregio e croce della collana perchè, viste le brillanti idee, l'unica cosa che si poteva sperare di non vedere era la mancanza di fluidità tra le varie trame. Questa (dis)continuity pesa parecchio sulla qualità complessiva della serie e il tentativo di Ambrosini di ovviare a questa mancanza inserendo a più riprese la figura del malvagio Cardinale a nulla porta se non alla generazione di uno strano senso di deja-vu. Ciononostante le avventure di Napoleone si rivelano sempre un valido prodotto valido e al di sopra della media, complici anche gli interventi di un team agguerrito di collaboratori tra cui spicca Paolo Bacilieri che, con il suo stile decisamente naif, ha regalato autentiche perle non solo nell'ambito della serie ma per l'intero panorama bonelliano tanto da meritarsi alcuni premi quale, a esempio, il premio "Fumo di China" come miglior autore completo.

Il sopravvissuto
disegno di Paolo Bacilieri da Napoleone 53 Tavola 2 Vignetta 1

(c) 2006 Sergio Bonelli Editore

Il sopravvissuto<br>disegno di Paolo Bacilieri da Napoleone 53 Tavola 2 Vignetta 1<br><i>(c) 2006 Sergio Bonelli Editore</i>

I due finali

Ed è proprio la presenza di un autore particolare come Bacilieri a chiudere in modo peculiare la collana perchè se da una parte è stato inevitabile e giusto scegliere per il numero di chiusura il n.54 "Al di là delle stelle", storia interamente scritta da Ambrosini e dai toni forse troppo apocalittici, dall'altra balza all'occhio il n.53 "Crash" (penultimo numero della collana) che risulta essere più inquietante ma più vicino all'atmosfera tipica degli episodi precedenti. È in ogni caso lodevole la soluzione della chiusura prima che il prodotto scadesse in una sequenza di episodi scialbi, tirati via e senza alcuna attrattiva se non per i soliti fans sfegatati che, pur di continuare a leggere avventuredel proprio personaggio preferito, sono disposti a leggere per decenni sempre le stesse storie mal rielaborate. Ma costoro non si disperino perchè una nuova creatura di Ambrosini spunta all'orizzonte. Il suo nome è Pollok ed è il progetto con cui Ambrosini & Co. intendono sostituire Napoleone. E, anche se nell'ultimo numero di Napoleone questo nome risuona come una sorta di tormentone anche se si parla non del nuovo personaggio Bonelli ma del grandissimo, e quasi omonimo, pittore statunitense, famoso per la sua tecnica particolare chiamata "Dripping", la brevissima anteprima nella quarta di copertina di Napoleone 54 lascia ben sperare. Napoleone è morto. Lunga (il giusto) vita a Pollock!

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