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Una tragedia moderna

la tragedia irlandese
Recensione di  |   | napoleone/


Una tragedia moderna
Napoleone 52 "Orme sull'acqua"


Scheda IT-NP-52

Si avvia alla conclusione la serie di Napoleone, che sarà sostituita da Pollock, nuovo personaggio che vedrà all'opera lo stesso staff di autori, in storie che, ambientate nel mondo dell'arte, assomiglieranno a ”La donna del dipinto”.
Un avvicendamento di questo tipo, che avverrà nel corso del 2006, impone probabilmente un'accelerazione delle storie già in lavorazione per la serie che va chiudendosi, in modo di riuscire a pubblicarle in tempo. E' legata a questo motivo probabilmente l'alternanza dei due disegnatori, Ornigotti e Camagni, avvenimento più unico che raro all'interno della serie. I due disegnatori, ormai veterani della testata, si rivelano come al solito più che adeguati interpreti della sceneggiatura di Ambrosini, riuscendo a mantenere ognuno le proprie notevoli peculiarità espressive, senza far notare troppo la differenza di mano.

Il kursaal dei morti
Napoleone 52

(c) 2006 SBE

Il kursaal dei morti<br>Napoleone 52<br><i>(c) 2006 SBE</i>

L'intereccio scorrevole si basa sulla rivisitazione della tragedia greca "Alcesti" e sulla Questione Irlandese, tema quest'ultimo che rimane però solo sullo sfondo, costituendo di fatto esclusivamente la base su cui scaturisce la tragedia iniziale, il suicidio di Theresa.
Gli elementi classici delle storie di Napoleone ci sono tutti: l'alternanza tra i differenti piani, il mistero svelato grazie a un interludio onirico, l'interpretazione della vicenda data dal Cavallo Filosofo, solo che a differenza di altre occasioni tutto pare più sfumato, meno incisivo. Anche il momento topico del racconto, rappresentato dalla vicenda narrata da Theresa, durante il delirio onirico di Napoleone, non si amalgama completamente alla restante parte della storia, pur facendosi apprzzare per alcuni rimarchevoli momenti di tensione.

L'aspetto meno riuscito di questo albo è sicuramente la caratterizzazione di Napoleone, semplice spettatore cui non spetta alcun ruolo nella vicenda, salvo cadere dalle scale per dare avvio al flashback di Theresa. Come di consueto è coinvolto per caso nella vicenda, e dato che anche il movente dell'omicidio iniziale è scoperto grazie alla lettura di una lettera trovata nel suo albergo, si può tranquillamente affermare che in quest'occasione tutto avrebbe potuto svolgersi assolutamente senza di lui.
Neanche le due protagoniste, nonna e nipote Mac Brady, si impongono in maniera significativa, la prima motore della storia rimane inesplicabile nei suoi gesti, la seconda non può che essere spettatrice insieme a Napoleone, fino alla sua fuga finale dalla Svizzera. I personaggi di contorno come Boulet e Allegra, solitamente comprimari essenziali, quando non co-protagonisti, rimangono sullo sfondo quasi come semplici macchiette che ripetono all'infinto mla parte consueta, e perfino le dotte spiegazioni del Cavallo Filosofo non convincono appieno neppure Lucrezia, anche quando rivela che alla fine in questa storia tutto può essere riconducibile a "un esaurimento nervoso e alla vendetta tardiva di un vecchio rimbambito".

Un albo nel complesso particolare ma che, pur ragiungendo la sufficienza, non è destinato a lasciare un segno nella serie. "Orme sull'acqua", Napoleone 52, Sergio Bonelli Editore, 94 pag. b/n, brossurato, bimestrale, marzo/aprile 2006, €2,5

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