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Pagine correlate:

  Pugno d’acciaio
Codice: [72] 94pp
Rating:
scheda di Giuseppe Pelosi

    Soggetto/Sceneggiatura:
    Gianfranco Manfredi
    Disegni/Copertina:
    Mario Milano / Corrado Mastantuono
    Lettering:
    Riccardo Riboldi

    SERIE REGOLARE
    n.84 "Pugno d’acciaio" - 94pp - 06.2004
    (5k)


In due parole . . .

Poe viene invitato da un suo amico giornalista a Quiet Town, per tenere una conferenza. Insieme a Ned si accorge che Quiet Town non è per niente tranquilla: il passatempo preferito è la rissa, con scommesse annesse e possibilmente un indiano che perde. Magico Vento freme...


Note e citazioni

  • Scrittori esordienti e piccoli editori; pensieri indiani e segnali di fumo; western bizzarri e film di culto: la Posta di Poe si dedica a risposte varie ai lettori.
  • La Blizzard Gazette è dedicata al tema della scazzottata, tipico di tanti film western e argomento di fondo di questo episodio di Magico Vento.
  • Ci sembra che per il volto dello sceriffo Floyd Mario Milano abbia avuto presente il personaggio di Blueberry, di Jean Giraud-Moebius.
  • Il personaggio di Peggy Sue ha invece qualcosa di Marylin Monroe, naturalmente.
  • Poe si conferma il vero latin lover della serie, benché questa volta un marito geloso impedisca al baffino di... ehm, “consumare” il suo pasto...
Incongruenze
La parola all’autore
  • Questa storia rappresenta un tentativo una tantum di entrare nei territori dell’umorismo. Però non ci ho messo l'umorismo mio, ma ho giocato casomai sull'umorismo dei film di Ford e per sottolineare qualcosa di niente affatto umoristico e che alcuni lettori hanno perfettamente capito: quella gente normale, di un paese normale, è desolante, non cambierà mai, non capirà mai nulla. La loro simpatia coincide con la più totale superficialità. Sono la massa di pecoroni che scoraggia qualsiasi tentativo di farli diventare eroi o comunque protagonisti. Rappresentano un contesto nel quale Pugno d'Acciaio, Ned e Poe, cioè gente che ha delle convinzioni, vivono come marziani. Mi piaceva rappresentare gli abitanti di Quiet Town con un tono di commedia proprio per non farli diventare quegli odiosi personaggi di "uomini comuni", individui tagliati con l'accetta in modo tale che poi possano essere davvero fatti a fette senza alcun senso di colpa. Il punto è che la gente comune, gli ordinary people, è gente umana, con un’indubbia simpatia... Questo ci impedisce di farli a fette, anche se sarebbe bene che socialmente incidessero meno... D'altro canto è bene non confidare troppo (come fanno gli anglossassoni) che l’educazione, la scuola e la stesse esperienze di vita che si attraversano possano mai farli ragionare o cambiare in profondità. Dunque nel fondo della storia, anche se si sorride, c’è un contenuto piuttosto amaro. Se Ned e Poe tornassero a Quiet Town l'anno dopo, troverebbero esattamente la stessa situazione.

La frase
  • Pugno d’acciaio: “Tu non combattevi contro gli avversari, Cielo-In-Tempesta, ma contro te stesso. Ora hai scoperto il tuo limite e non devi amareggiarti per questo. Quando si combatte contro se stessi, ogni sconfitta è anche una vittoria... L’importante è che prevalga la parte più saggia!”
    p.96


Personaggi

Cielo-In-Tempesta, pugile indiano Belly, pugile bianco Pugno di Acciaio, non un semplice pugile Willie Richards, detto Poe Ned Ellis, Magico Vento Lydon, bookmaker Lago Nero e Roccia che Rotola, indiani amici di Cielo-In-Tempesta Pierce, giornalista amico di Poe Sceriffo Floyd, [+] forse più stupido che cattivo Clad, pugile bianco Peggy Sue, disinvolta moglie di Clad

Locations

Quiet Town Redazione del Quiet American Ranch di Clad Saloon di Quiet Town Prigione di Quiet Town

Elementi

Boxe, razzismo sceriffo prepotente
 

 


 
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