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" Killer town"


Pagine correlate:

I vecchi sanno affascinarti. Con storie spesso piccole ed essenziali, forse non vere, scritte con naturale armonia da fantasia e paura della solitudine, ma superbamente narrate: con gesti lenti e solenni, sorrisi, imprecazioni, lunghi silenzi. E tu lì, rapito, ad ascoltare come non ci fosse altro che quel totem parlante, a osservare i segni sul suo volto recitare parole dal suono profondo e antico.

I padroni della storia
recensione di Fernando Congedo



TESTI
Sog. e Sce. Gianfranco Manfredi    

Un pò come quei punti di congiunzione tra l'ieri e l'oggi, Manfredi affida alla fertile terra del proprio talento di narratore la metamorfosi di un soggetto valido quanto "normale" in un'avventura dal prepotente magnetismo: un albero forte, solidamente svettante, adatto a reggere il peso di chi, salendovi, desidera bagnarsi della qualità di quelle scintillanti gocce nere che piovono copiose da bianche nuvolette.
Sui rami, frutti antropomorfi: unità parmenidee che si staccano dalla pianta per gestirne la crescita, l'evoluzione: per impadronirsene.

"I personaggi padroni della storia: questa, una funzione dei personaggi."
     
I personaggi padroni della storia: questa, una funzione dei personaggi.
Nello scrigno di questo principio - perno ideologico del lavoro dello scrittore di Senigallia - è custodito uno dei segreti della straordinaria bellezza di Magico Vento.

C'è da credergli: non se ne separerà mai: perché è oramai una seconda pelle, perché ci vivono le sue vittorie, perché quella giacca è la testimonianza del tradimento subito; perché ha detto che sarà così. Sul tessuto liso, medaglie e toppe intrecciano il suo passato e il suo presente, raccontando di lui: di Jeff Holmes, eroe della Guerra di Secessione americana.
L'Esercito lo ha precipitato nelle sabbie mobili dell'oblio, al pari di un abito fuori moda; lo ha abbandonato come fa un bimbo con un balocco venutogli a noia: lo ha tradito.
Da allora il tempo è trascorso danzando sulle note dei propri ritmi imprevedibili. E' giunta la stagione della ferrovia e del suo carico di speranze, delle boom town piene di illusioni e d'ogni sorta di umanità: un enorme squalo d'acciaio attorniato dai suoi piccoli. Sulla giacca dell'eroe gli zigzaganti sentieri che l'ago lascia dietro sé son cresciuti di numero e lunghezza e appaiono sempre più simili ad antiche, orribili cicatrici; sul suo volto catturano lo sguardo zigomi che l'erosione degli anni ha reso acuminati.

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Jeff Holmes, disegno di Darko Perovic
(c) 2004 SBE
   
 
Holmes ha fiutato la nuova aria, ha compreso e si è adeguato, dedicandosi totalmente al ruolo assegnatogli dal personale destino: è divenuto uno Spazzino, comandante supremo di una squadra incaricata dalla Union Pacific di cancellare gli indesiderabili, di pulire i binari, di dare ossigeno a quel piccolo cuore di città materializzatosi improvviso come un temporale d'estate, spaccato dalla strada riservata alla corsa del fulmine a vapore; muscolo cardiaco che dell'acquazzone d'agosto condivide non solo il battito violento ma anche la repentina conclusione.
Rapida, infatti, la Storia ha asciugato quasi ogni chiazza d'umido, lasciando, negli agglomerati che soltanto poco prima brulicavano di voci e passi, rumori e ricordi.

Jeff ha fiutato la nuova aria, ha compreso e si è adeguato, trasferendo a Headville la sede della società e mutandone la ragione in Anonima Omicidi al servizio dei privati cittadini. Anche in questo inedito segmento della sua esistenza, tuttavia, Holmes ha sfoggiato la divisa deontologica indossata in ogni punto costituente la propria parabola umana, redigendo un non scritto codice d'onore: mai accettare un incarico senza una preventiva e accurata valutazione, mai accettarlo senza aver verificato se il bersaglio meriti d'essere centrato. Una incorporea sentinella, un tentativo estremo di impedire che anche la dignità possa fuggire via da Killer town, permettendo ai suoi abitanti di divenire belve sanguinarie.
Jeff Holmes, eroe della Guerra Civile, non è mai stato un volgare assassino: solo un uomo che ha saputo fiutare l'aria, comprendere e adeguarsi. Ma il tentativo è stato inutile: per molti, a Headville, egli è Shaker, il tremolante, perché le mani non vogliono più saperne di stare ferme; tanti, a Headville, giurano che sia ancora vivo in quanto protetto da due angeli custodi: uno nero, Hurricane, e uno rosso, Naso Forato; tutti, a Headville, si sono convertiti alla filosofia di Sneaky Pete: offrire la propria arte a chiunque, senza chiedersi nulla, senza regole.

Nel cielo incendiato dal tramonto, le nuvole si allungano in scie purpuree e farinose: presagio di sangue e polvere da sparo.
Lo scontro avanza, inevitabile.

Lungo le due lignee braccia in cui si articola il tronco dell'albero, si muovono Ned e Poe.

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Holly, disegno di Darko Perovic
(c) 2004 SBE
   
 
A Plum Creek, dove la storia affonda le radici, quest'ultimo dona anima e corpo - con netta prevalenza del secondo - alla protezione di Holly, giovane e avvenente prostituta, esatta concretizzazione della spensieratezza e della gioia di vivere e vittima di un tentato omicidio. Il giornalista conduce un'indagine lontana dai canoni consueti, atipica, perché priva del pathos e dello slancio agonistico solitamente caratterizzanti le sue inchieste. Un'indagine perfettamente proporzionata alla forma e alla dimensione del personaggio intorno al quale ruota: Felix Nelly, proprietario dell'emporio, di un nome beffardo e di un'ossessione che lo ha schiavizzato e reso folle: ore infinite passate a spiare le notti di Holly, tormentato dalla vana speranza di averla unicamente per sé, sottraendola a tutti. Un'ombra senza requie, occhi spiritati che solo il proiettile sparato dalla Sharps di Poe poteva chiudere.

Nelle vie polverose e negli edifici di Headville battuti dal vento, Ned e Jeff intarsiano col loro essere uomini strani il tratto finale dell'avventura: tessono una tela in cui ai colori accesi dell'azione - d'impatto e ben orchestrata nella notturna resa dei conti -, si affiancano e si fanno preferire quelli intensi di schegge di riflessione, che, conficcandosi nella mente, consegnano alla memoria questi due splendidi frutti antropomorfi.

Il racconto è terminato.
La mano dello sciamano bianco dei Sioux, sicura e veloce, ha salvato Holmes e piantato una croce sui suoi guai. Killer town è un'eco lontana. Spira una nuova aria: l'eroe la fiuta e comprende; si adeguerà, ancora una volta. Ricostruendo la propria vita altrove: magari nel mondo sereno e spensierato della bella Holly.



DISEGNI
Darko Perovic    

L'artista traduce in un perfetto linguaggio grafico la narrazione manfrediana, abbinando a una tecnica eccellente la non comune dote di captare il codice psichico dei personaggi, di decifrarlo e rivestirlo con appropriate strutture anatomiche: capi su misura, confezionati con classe ed eleganza, che sfilano per le novantaquattro pagine facendosi ammirare e convogliando l'attenzione sulla raffinatezza tanto delle componenti essenziali quanto dei dettagli.
Gli occhi di Felix Nelly, lanterne sempre accese, patetici osservatori, burattini tragicamente manovrati dal mangiafuoco della follia: un paradigma, estratto da un orizzonte di tavole in bianco e nero - manipolati magistralmente - in cui Perovic incastona i mille volti dell'animo umano, le molteplici sfumature di un'epoca irripetibile.

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Poe e Felix Nelly, disegno di Darko Perovic
(c) 2004 SBE

Ottimi gli scenari e le soluzioni prospettiche.
Discorso opposto per alcuni profili e visi di Magico Vento, concentrati nella prima parte dell'albo e decisamente mal realizzati ( pag.14, vign.3 ): aspetto, questo, che nell'impedire l'assegnazione del massimo punteggio, non danneggia una prova davvero pregevole.



GLOBALE
 

Magnifica la cover di Mastantuono, miglior copertinista della serie. La scena, dominata da un Ned disegnato stupendamente, è una porta dalla calda colorazione che, facendola intuire, introduce nell'energia emozionale che attraversa l'intera avventura.
 

 


 
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