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" Caccia sadica "


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Intervista a Faraci

Ci sono persone convinte che l’unico vero Frank Zappa sia quello delle Mothers of Invention. E c’è gente che pensa che i Pink Floyd siano solo quelli con Syd Barrett, senza considerare che con David Gilmour hanno fatto il triplo di dischi... Gente che non sa che l’ultimo disco dei Doors è Full Circle, con Ray Manzarek vocals e ovviamente senza Jim.

...E poi ne rimasero due
recensione di Giuseppe Pelosi



TESTI
Sog. e Sce. Tito Faraci    

E ci sono pure quelli, neanche molto criticabili, che dopo Peter Gabriel non hanno più ascoltato i Genesis. Però c’è qualcuno che crede che l’unico MV sia quello di Manfredi. E adesso sappiamo che non è così.

Faraci ci regala la sua personale interpretazione dello sciamano, e, primo tra coloro che hanno provato a scrivere Magico Vento senza essere Manfredi, ci convince, proprio perché non è Manfredi.

Non è Manfredi
Vi è una trama sola, senza ellissi. Vengono rispettate le unità aristoteliche di tempo, luogo e azione. L’esatto contrario di Manfredi.
Magico Vento viene attirato nell’azione da un sogno premonitore, espediente narrativo che Manfredi non usa più da parecchio tempo (questa storia è stata scritta un anno e mezzo fa, dunque circa quando in edicola usciva il numero 50. L’espediente, allora, avrebbe stonato meno). Anche la visione di Ned nell’avvicinarsi a Uccide se stesso, o il fatto che il killer sia posseduto da uno spirito malvagio, sono soluzioni che sanno di stilemi che la serie non usa da un po’.
Il Magico Vento di Faraci le prende. Oddio, non molto, ma è sicuramente meno granitico e supereroico di quello di Manfredi. Preferiamo l’altro, ovviamente, ma apprezziamo il coraggio.
Il soggetto è piuttosto tipico, trattandosi di un serial killer.
Eppure, pur non essendo un episodio manfrediano, l’episodio ci convince, perché è Magico Vento.

È Magico Vento
Sì, anche se prende le botte. Faraci in particolare coglie bene i personaggi comprimari della serie: Uccide se stesso è usato benissimo, diventa quasi un Groucho, con il suo capovolgimento della realtà, molto godibile. Perfetto è anche l’uso di Rifiuta di smettere, che oltre tutto non si vedeva da tempo e a cui noi siamo sempre affezionati...

(22k)
Questo non è Uccide se stesso
(c) 2002 SBE

Perché ci piace
Perché fila, fila come il vento. Non ci ho mai messo così poco a leggere un numero di questa serie. Grandi, gli intrighi di Manfredi, gratificante la “fatica” che deve fare il lettore per seguire dialoghi complessi; ma una volta ogni tanto ci piace anche poter divorare un Magico Vento in venti minuti.
La personale via di Faraci sul personaggio è tutta azione; numerose sono le sequenze in cui non compare neanche un balloon, e prima della revisione di Queirolo erano ancora più numerose. E inoltre, se è vero che la figura del serial killer gode di una certa inflazione in campo narrativo, ultimamente, è pur vero che Faraci la tratta con due bei punti di merito: ne fa un cattivo all’altezza dell’eroe (nello scontro fisico diretto Magico Vento è in difficoltà), e, soprattutto, gli fornisce una bella dose di violenza e di immagini ad impatto (il dialogo iniziale al saloon, la giovane donna con la catena al collo).

Il punto più debole dell’intera impalcatura ci pare essere il fatto che Stark è posseduto da uno spirito maligno, ma del resto questo spunto è talmente esteriore e marginale da risultare la classica concessione a certe atmosfere della serie, invero ormai piuttosto remote. Nulla di sostanziale, nulla di cui curarci; stortiamo pure il naso, ma guardiamo il buono che c’è.



DISEGNI
Corrado Mastantuono    

Il buono, per esempio e in aggiunta a quanto detto, è come Faraci riesca a far lavorare Mastantuono. Si vede che i due se la intendono, date le loro collaborazioni Disney... Incontrato a Lucca, Faraci ci ha raccontato un simpatico aneddoto sulla realizzazione di questo numero: Mastantuono lo ha pregato di non fargli disegnare gente seduta che parla, dato che la trova una cosa noiosa. Lo scrittore ha raccolto la sfida, e a parte la scena iniziale nel saloon, tutti i dialoghi avvengono all’impiedi; fino a pagina 96, in cui Faraci ha voluto prendersi la sua vendetta, obbligando Mastantuono a disegnare tre personaggi che parlano seduti in una tenda...
Mastantuono non appariva sulla serie regolare di Magico Vento da più di venti numeri (dal 42, Acqua di fuoco, per l’esattezza), e qua la sua prova ci colma di una dolce nostalgia per quelle prime memorabili prove su questa pagine. Cupo creatore di atmosfere anche in questo caso, l’eclettico disegnatore ci da immagini che realmente suggestionano, come quella crudele che vede incatenata la preda del pessimo Stark o quella agghiacciante che la vede appesa. Impatto assicurato...

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Mi concede questo valzer?
di Mastantuono (c) 2002 SBE



GLOBALE
 

Ci dispiace aver parlato per quasi tutta la recensione di quello che Faraci fa rispetto a Manfredi: l’ottimo Tito avrebbe meritato una critica tutta per sé; il fatto è che l’ombra di Manfredi su Magico Vento è ingombrante assai... Faraci stesso lo ammette nella breve intervista che ci ha rilasciato e a cui vi rimandiamo. Nel complesso, però, la prova è personalissima, e se resistiamo alla tentazione di un confronto che sarebbe scorretto anche solo a livello anagrafico (Manfredi ha circa 20 anni di esperienza in più rispetto a Faraci...), resta un numero godibile, godibilissimo. Basti non pretendere di ritrovarci Manfredi... Quello stesso Manfredi che, permetteteci lo spot, ci ha già da due mesi anticipato che il prossimo numero di Magico Vento, disegnato da Goran Parlov, sarà da urlo...


 

 


 
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