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Sog. e
Sce. Gianfranco Manfredi
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Raccontami, o Musa, raccontami una storia. Raccontami la storia di un prode eroe, svelto, preciso, dal multiforme ingegno, che da solo sventa, con la mente non meno che con larmi, la minaccia degli Skidi.
Skidi, orrore della coscienza, guerrieri che sacrificano donne. Non cè onore in ciò, un valoroso non uccide chi è più debole e non può difendersi. Ma cè anche chi le indiane le violenta, come ci racconta la tua storia, o Musa. Ovvio poi che gli si spezzi una freccia in gola...
Musa, voglio sentire una storia per grandi, non filastrocche per bambini, ti prego: per una volta, basta Pinocchio, non sono quelli di Cappuccetto Rosso i Lupi che voglio. Voglio sentire una storia di dolore e di umanità tradita, in cui i padri non sanno più tenere i figli, in cui luomo bianco si libera delluomo rosso quando non gli serve più, una storia in cui un figlio vendica la madre frecciando come fosse la mano di
Dio.
"Voglio sentire una storia di dolore e di umanità tradita, in cui i padri non sanno più tenere i figli"
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Voglio ascoltare una storia che descriva la cieca e brutale violenza di chi riservava albero e corda a chi cadeva in sospetto; di come sia vaga la cosa che gli uomini chiamano giustizia, se un vicesceriffo può vendersi al linciaggio. E voglio vedere i confini di tutto ciò, per quanto labili e indefiniti.
Ma non lasciare che la mia notte sia popolata da incubi, o Musa: difendimi dalle forze del Male, lascia che alla fine vinca leroe; anche gli adulti hanno bisogno di sognare, una notte ogni tanto. Che muoia solo il cattivo, che un vento magico spiri sopra il caos e porti, almeno per un momento, un tranquillizzante ordine sulle cose degli uomini.

Main Street di Perovic (c) 2002 SBE
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E di una cosa ancora ti prego, o Musa: questa storia che ti chiedo, raccontamela bene: mischia gli elementi come sai fare, rendi profondi i personaggi che vi agiscono, regala verosimiglianza a questo sogno, tira i fili della trama, tessili bene. E io, ancora una volta, ne sarò lieto.
  

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Darko Perovic
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Meditate, gente, meditate di Perovic (c) 2002 SBE
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Musa, ti vedo ispirata. Solo per questo chiedo ancora una cosa: regalami una storia disegnata da un artista che sappia cosa si deve raccontare con le immagini e come bisogna farlo. Un disegnatore che trasmetta il movimento, che dia senso alla parola dinamico, che sappia raccontare la guerra perché, purtroppo, lha vissuta dal di dentro. Non figurine, questa volta: siamo bambini grandi, non possiamo sempre giocare.
Musa, se riuscirai a darmi tutto questo, forse questa volta anche Queirolo sarà contento; contento di un disegnatore alla sua prima prova su MV, che si comporta come un veterano. Di lui, ancora, lautore che tu ispiri, o musa, ci ha detto questo: Ha un curriculum di tutto rispetto: in passato ha lavorato in Spagna nel giro di Jordi Bernet e altri numi del fumetto. Inoltre è disegnatore e regista di cartoni animati (mai arrivati da noi perché prodotti dalla televisione serba). I Lupi Blu era la sua prima prova per noi, e nonostante il periodo da incubo che Darko ha passato, alla fine ha fatto un lavoro notevole. Renato Queirolo è al settimo cielo: mai gli era capitato di dover correggere solo tre o quattro vignette in un lavoro. Dunque tutto quello che si vede in pagina è puro Darko senza interventi redazionali. Attendiamo con impazienza di vedere le prime tavole del suo nuovo lavoro: sicuramente avrà preso maggiore confidenza con i tratti somatici di Magico Vento, di cui tendeva a enfatizzare gli zigomi. Probabilmente il vasto pubblico dei lettori farò un po' di fatica ad abituarsi al suo stile convulso, però noi (io e Renato) siamo veramente entusiasti. Abbiamo avuto pazienza e siamo stati premiati. Darko tecnicamente è un mostro! E adesso che può lavorare concentrato, chissà cosa ci darà.
  

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Musa, non ti chiedo niente sulla copertina, perché tanto ci pensa Pasquale Frisenda... Questa è una delle più belle copertine di Magico Vento di sempre. Tre indiani circondano leroe, sono a cavallo, ognuno di loro impugna unarma, ma tutti hanno il braccio in una posizione diversa (caricato indietro pronto per colpire, disteso in avanti a mirare, alzato in aria a minacciare), e il tutto è un girotondo di morte formidabile, dinamico e spaventoso. I colori impreziosiscono, con questo insolito arancione controbilanciato dal viola del basso pagina, bellissimi.
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