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" Il regolatore"


Pagine correlate:

Un inizio da paura: “buongiorno, signor Van Buren, lei è in arresto”; orpo, aspetta un po’... Chi era più Van Buren? Ah, sì, me lo ricordo, adesso. E Ned sulla tomba di Nelly Rushmore Ellis. Orca, e questa? Ah, sì, adesso mi ricordo anche lei. Bhè, Norma poi me la ricordavo di sicuro... Solo qualche leggero imbarazzo a riallacciare i vari fili, ma basta sfogliare qualche arretrato, cosa che si fa volentieri. Insomma...

La svolta nera
recensione di Giuseppe Pelosi



TESTI
Sog. e Sce. Gianfranco Manfredi    

Magico Vento vale tutti i soldi che costa, e anche di più. Ci sono fumetti che a metà lettura ti fanno pensare “ho buttato via i miei soldi”. Ce ne sono altri che una volta che li hai chiusi li hai già dimenticati. E poi c’è Magico Vento, che, in episodi come questo, devi leggere due volte per essere sicuro di aver compreso tutto. Madonna se è intricato. Manfredi esplora una strada nuova nella narrazione seriale a fumetti e incontra il genere spionistico. Mica facile. Qualche durezza narrativa emerge: il numero si ricollega a diversi episodi precedenti, alcuni dei quali molto lontani nel tempo (n.22). Se leggete MV senza prendere appunti potreste trovarvi in difficoltà. I piani narrativi sono almeno tre (Poe, Ned, Van Buren-Hogan), e l’episodio serve soprattutto ad eliminare il fondatore della Volta Nera, Torvald Van Buren, e a restituirci un Hogan più temibile che mai; questi numeri di passaggio sono particolarmente difficili da gestire, ci devi infilare più parole che azione, in attesa dei futuri colpi di scena. Oltretutto lo spionaggio a fumetti un po’ disorienta. Forse Manfredi stesso sta cercando la strada di un giusto equilibrio tra parola e azione (cfr. sulla scheda, la parola dell’autore). Fattostà che in definitiva un nuovo sottogenere compare nella testata di MV, fumetto di mostri, cowboy, leggende indiane, Storia e spionaggio. Per non parlare del resto, e della miracolosa coesione di tutto ciò. Insomma, anche in un numero non facile e non del tutto riuscito, non mancano motivi di soddisfazione per il lettore: grande il ruolo di Dick Carr, stuzzicante la rivelazione del fatto che Hogan potrebbe essersi legato alla Volta Nera solo per vendicarsi di Van Buren, il cui padre indusse al suicidio lo stesso padre di Hogan, intellettualmente gratificante, come al solito, l’inserirsi tra le pieghe della Storia, citando l’ottavo presidente degli S.U. e la rivolta del Canada inglese.



DISEGNI
Luigi Piccatto e Cristiano Spadavecchia    

Luigi Piccatto esegue le matite, e il giovane Cristiano Spadavecchia le chine. L’apprendista è nella bottega dell’artigiano, e non combina disastri ma anzi. Rispetto alla precedente prova del duo, sul n.48 (episodio premessa logica di questo), sembra di notare un certo miglioramento globale, e di intesa tra i due, e di equilibrio formale. Le chine di Spadavecchia ammorbidiscono certe asperità del tratto di Piccatto. Certo che a chi piace Piccatto, non piacerà questa semplificazione del tratto, e chi invece non lo ama, comunque poco gusterà quel retrogusto visivo che richiama gli spigoli piccattiani. Insomma, il problema di queste operazioni è che rischia sempre di venirne fuori un ibrido. Il nostro occhio di lettori non ne resta comunque ferito. E poi, chi è giovane, bisogna pure che da qualche parte incominci. E vi sono stati esordi peggiori.

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Hogan, velenoso sin da giovane... - (c) 2002 SBE



GLOBALE
 

Mah. La cosa in copertina è una cannoniera. E comunque già non è facile da disegnare. Il tizio a mollo con il coltello in mano dovrebbe essere Magico Vento. Deve essere una bella storia quella che vede il nostro eroe salire su una cannoniera armato solo di un coltello e far fuori tutti i cattivi cospiratori, come già fece in quella battaglia sul fiume. Ci resterà il dubbio, perché questa scena nel fumetto proprio non esiste. E non ci piacciono molto le copertine poco denotative. Oltre a ciò, per una volta vogliamo dare un globale non del tutto positivo a fronte di questa semplice costatazione: ma chi compra Magico Vento per caso solo questa volta, cosa capisce? Ricca di gratificazioni per il lettore abituale, la collana in questo caso disorienta il lettore occasionale. Ma non si può avere tutto.
 

 


 
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