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Pagine correlate:

  I quattro sciamani
Codice: [35] 94pp
Rating:
scheda di Daniele J. Farah

    Soggetto/Sceneggiatura:
    Gianfranco Manfredi
    Disegni/Copertina:
    Luigi Piccatto / Pasquale Frisenda
    Lettering:
    Riccardo Riboldi

    SERIE REGOLARE
    n.39 "I quattro sciamani" - 94pp - 00.09
    (5k)


In due parole. .

Gli uomini bianchi prima prendono le immagini e poi la terra. In questa frase è racchiusa l'opinione di Cavallo Pazzo verso un popolo che si rapporta alla natura con una logica che è una commistione di superficialità e prepotenza. Eppure anche uno sciamano di nome Lungo Sacerdote non è immune da quella cecità dell'anima che lo spinge a fare affidamento in una fede placebo, piuttosto che in un reale moto dello spirito. "Lento" era un indiano schernito e additato come "diverso" dai suoi stessi simili. Grazie a lui il popolo rosso darà ai bianchi una lezione di saggezza. Magico Vento sarà orgoglioso di cavalcare al fianco di quest'uomo capace di confidare nella pace anche quando fischiano le pallottole. Lento detto Il Vecchio entrerà a far parte della storia col nome di Toro Seduto.


Note e citazioni

  • Il redazionale è sempre ricco di informazioni: ben curato ed esaustivo, risulta un valido apporto, complementare alla lettura dell'albo. E' consigliabile leggerlo almeno due volte: una prima della lettura della storia ed un'altra volta, al termine. Questa abitudine rende più godibile l'acquisizione degli elementi colti contenuti nell'albo, senza nulla togliere alla lettura spensierata fatta per puro divertimento.
  • Dal Blizzard Gazette: L'episodio rievoca i primi scontri tra l'Esercito degli Stati Uniti e i Sioux di Toro Seduto nell'agosto del 1872 lungo il fiume Yellowstone. Molti dei personaggi rappresentati sono storici e hanno fatto proprio quello che è raccontato.
  • Nomi indiani apparentemente bizzarri, come ad esempio quello dello sciamano Lungo Sacerdote, o quello del guerriero Molti Pidocchi, erano così e così sono stati lasciati.
  • Le truppe dell'esercito erano realmente al comando del Maggiore Baker.
  • Il personaggio del fotografo William Henry Jackson è autentico.
  • Il nome di Toro Seduto allude alle qualità di "temporeggiatore". Questo atteggiamento attendista era decifrato con difficoltà dagli stessi Sioux che in battaglia erano in genere impetuosi e sfrenati.
  • Da mettere in risalto è anche la cura con cui Manfredi ci ha mostrato pregi e difetti di entrambe le parti della barricata. Per fare un esempio: la fiducia in se stessi è importante in battaglia, ma vi sono modi per ottenerla che a lungo termine sono controproducenti. Vediamo così che l'inganno è ugualmente presente sia nelle file indiane con le bugie di Lungo Sacerdote che nell'esercito con la figura di Hampton. Il primo ha infuso fiducia nei giovani, con false promesse di invulnerabilità. Qualcosa di simile ha fatto Hampton col Maggiore Baker, lasciandogli credere di essere stato lui ad abbattere il bisonte. L'intento era infatti di infondere al Baker "uomo" un'illusione di onnipotenza che in battaglia avrebbe reso il Baker "ufficiale", sufficientemente galvanizzato e quindi spietato da accelerare il progetto di una guerra architettata dai bianchi, ma scatenata dagli indiani (opportunamente provocati).
Incongruenze
  • Cercare incongruenze in una sceneggiatura di Manfredi è la via più rapida per rendersi ridicoli. Eppure, nonostante lo sforzo immane, l'incongruenza è stata trovata: non vi è una sola scena in cui Molti Pidocchi viene mostrato mentre si gratta. La totale mancanza di questa componente è una chiara e vistosa contraddizione.
La frase
    La scelta d'obbligo è una delle tante perle di saggezza. Il fatto e' che in questo albo, di perle ne abbiamo abbastanza per farne un collier. Preferirne una è uno spreco. Che abbia inizio la sgranatura:
    1. La flemma non sempre è una forma di pigrizia o di passività.
    2. Le grandi imprese... vale la pena di esagerarle un po' per celebrarle come si deve.
    3. Saper mantenere la calma è una grande virtù, soprattutto nelle circostanze difficili.
    4. Gli uomini bianchi prima prendono le immagini e poi la terra.
    5. I guerrafondai non sono stupidi... cercano sempre di dimostrare all'opinione pubblica che la guerra è stata causata dal nemico, non da loro.
    6. Si può vincere una guerra e perdere la pace.
    7. E' meglio una gloriosa sconfitta che una sopravvivenza umiliante.
    Una al giorno, per sette giorni, ma se cercassimo ulteriormente potremmo colmare di saggezza anche le settimane seguenti


Personaggi

Willie Richards detto Poe, giornalista e compagno d'avventure di Magico Vento Magico Vento alias Ned Ellis, sciamano Sioux ed ex soldato Hunkeshnee detto "Lento" e "Il Vecchio", Toro Seduto adolescente Lungo Sacerdote, sciamano Toro Seduto, sciamano e grande stratega William Henry Jackson, fotografo Cavallo Pazzo Serpente e pipistrelli, visioni precognitive Topo Muschiato, giovane Sioux Aquila Nera, giovane Sioux che supera per primo la prova di Lungo Sacerdote Maggiore Baker, militare al cui comando sono poste le truppe dell'esercito Signor Colton, ingenere facente parte della spedizione incaricata di compiere rilevamenti geologici Hampton, sorvegliante inviato dalla ferrovia Costola D'Oro, guida Crow dell'esercito Sergente Porter, sottoposto di Baker Sabbia Gialla, Molti Pidocchi, due giovani indiani che seguono Aquila Nera in un'azione notturna nell'accampamento dell'esercito Dooley, portavoce di tutti i tecnici della ferrovia

Locations

Blizzard, ghost town usata come base d'appoggio per Ned e Poe Yellowstone River, fiume chiamato dagli indiani "il Fiume dei Cervi" Crystal Falls, le Cascate di Cristallo che sono ubicate a poche miglia dallo Yellowstone Valle degli Spiriti, zona vulcanica dello Yellowstone disseminata di geyser villaggio Sioux accampamento dell'esercito

Elementi

Biografia di Toro Seduto Akicita, sorta di servizio d'ordine indiano Manovre atte a provocare le tribù indiane Primi scontri fra indiani ed esercito Visioni sciamaniche La vittoria dello spirito
 

 


 
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