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Magazine




Il grande Diabolik n.2
"La vendetta ha la memoria lunga"

albo edito in Italia da:
ASTORINA S.r.l.


Dal 1962 non manca un appuntamento nelle edicole italiane. Eva paziente a casa ad attenderlo e Ginko, altrettanto paziente, dietro ad inseguirlo. Malgrado la routine, in questi 36 anni, il genio del crimine non ha certo avuto il tempo di annoiarsi...

36 e non li dimostra.
recensione di Fabrizio Gallerani



TESTI
Sog. Mario Gomboli
Sce. Patricia Martinelli
   

Ormai da un paio di anni, la Astorina, editrice della storica testata di Diabolik, ha concesso a tutti i suoi affezionati lettori, alcune emozioni extra-collana, che rompono la rigida tradizione degli albi mensili: nell'estate del 1997 è infatti uscito il primo speciale, battezzato il grande Diabolik , ed esattamente ad un anno di distanza, nel luglio del 1998, ecco il secondo numero di questa serie che presenta l'inusuale formato bonelliano, e conta ben 180 pagine di cui 170 occupate interamente dalla storia a fumetti.

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Copertina di Sergio Zaniboni
(c)1998 Astorina
   
I testi sono affidati, per il soggetto a Mario Gomboli, collaboratore storico delle sorelle Giussani, autrici del personaggio, fino dal 1967, e per la sceneggiatura a Patricia Martinelli, già in passato redattrice alla Astorina (dal 1969 fino al 1975) e ora, dopo una lunga parentesi (durata fino al 1992) presso la casa editrice Universo, direttore responsabile della testata e principale autrice delle sceneggiature che appaiono sulla collana regolare. Il cospicuo numero di pagine a disposizione ha consentito agli autori di realizzare una storia con un inedito respiro narrativo, diversamente dalle solite avventure di Diabolik, basate unicamente su una idea o uno stratagemma, molto serrate nello svolgimento e dalla struttura chiusa su se stessa.

Il divertente teaser iniziale (in puro stile Indiana Jones o, meglio ancora James Bond) prima dei titoli di testa (in questo caso la classica splash page sempre presente negli albi di Diabolik), introduce direttamente al cuore della vicenda: il potente Gabriele Quinn vuole eliminare Diabolik (detto per inciso, è sinceramente incredibile come, dopo anni di tentativi falliti da parte della polizia e di ogni esponente della malavita, ci sia ancora qualcuno che si illuda di poterlo veramente fare :-) ).

Il complotto ai danni del criminale diventa così il pretesto per cucire assieme quattro ampi flashback, relativi ad altrettante reali storie passate, nelle quali Diabolik ed Eva hanno eccezionalmente incontrato degli antagonisti che si sono poi rivelati persone con le quali hanno instaurato una profonda amicizia. Questo amarcord personale di Diabolik ha il pregio di regalare alla serie una sorta di piccola continuity (muoiono vecchi amici, crescono quelli più giovani) caratteristica altrimenti assente negli albi della collana regolare.

Può risultare curioso rilevare una simpatica citazione presente nel flashback realativo a Valentino, giovane ladro che incontra Diabolik sul suo cammino (anche se certamente involontaria in quanto già presente nell'albo che racconta per la prima volta la vicenda "Un piano perfetto", Diabolik n.26 Anno XI del 1972). Complici in un doppio furto incrociato, Valentino e Diabolik, si introducono nelle case di due industriali che si chiamano, rispettivamente, Willer e Parker. :-)



DISEGNI
Sergio e Paolo Zaniboni    

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Diabolik e Eva. Disegno di Sergio e Paolo Zaniboni
(c) 1998 Astorina
   

Sergio Zaniboni arriva a Diabolik nel 1969, ereditando un personaggio già fortemente caratterizzato. Eppure il suo segno, moderno e particolarmente incisivo, sarà proprio quello che donerà alla testata il definitivo look, caratterizzato dall'uso massiccio dei retini, che ancora oggi ne è la connotazione tipica.

I disegni di questo speciale, realizzati da Sergio con la collaborazione del figlio Paolo, mostrano una ulteriore evoluzione, verso una sintesi che avvicina il suo stile, tipicamente fotografico, al fascino della linea chiara. Non particolarmente felice invece la suddivisone della tavola che, indecisa fra la classica griglia bonelliana (6 vignette per pagina) e quella tipica dei tascabili (2 vignette per pagina) mostra spesso soluzioni narrative e visive poco equilibrate, così come il lettering, maldestramente realizzato al computer, al contrario di quello, classico, che appare sugli albi mensili.

Un plauso invece al rigore dedicato alle ambientazioni, agli arredamenti ed all'abbigliamento dei personaggi. Non credo esiste altro fumetto (a parte ovviamente il solo Martin Mystère) dove un oggetto come il personal computer (considerato ancora folkloristicamente alieno fra le pareti domestiche) sia disegnato in maniera così verosimile e curata.



GLOBALE
 

Al pari di altri grandi classici del fumetto, oggi Diabolik è un'icona, immediatamente riconoscibile e perfino tranquillizzante nel suo costume nero e nel suo formato libretto. Ma non era certo così all'epoca del suo esordio. Allora il re del Delitto inaugurava l'era del fumetto nero, nel quale il cattivo aveva sempre la meglio sugli sfortunati tutori dell'ordine: il male trionfava sul bene. Questo sovvertimento delle regole della narrativa disegnata (certamente non scritte ma fino ad allora praticate da tutti gli editori) suscitò immediatamente le ire della società benpensante e aggettivi come diseducativo, malsano e aberrante si sprecarono.

"... contrariamente a quanto accadrà ai suoi numerosi epigoni, quasi immediatamente Diabolik abbandona la sua componente eversiva per rifugiarsi in una familiare routine casalinga."
   
Eppure, contrariamente a quanto accadrà ai suoi numerosi epigoni, quasi immediatamente Diabolik abbandona la sua componente eversiva per rifugiarsi in una familiare routine casalinga. Alla violenza gratuita, le sorelle Giussani, sostituiscono presto la meraviglia e l'ingegnosità degli straordinari espedienti inventati per realizzare i colpi. E abbandonato il sesso esplicito e proibito, Diabolik scopre le gioie del focolare domestico e del fedelissimo rapporto con la compagna Eva, non disdegnando nemmeno di prodigarsi in iniziative degne del migliore impegno sociale.

Questa operazione di surgelamento editoriale, è sicuramente stata fondamentale per la salvaguardia della testata che è giunta, immutata, fino ad oggi, lasciandosi alle spalle una folta schiera di emuli bruciati dalla loro stessa efferatezza.

Da un certo punto di vista, questa è l'estremizzazione della formula che la Bonelli ha sempre utilizzato per la gestione dei suoi character storici: l'immobilismo di Tex e Zagor sono da sempre una delle loro carte vincenti.

Questo albo speciale di Diabolik,che costituisce senz'altro una piacevole lettura, può forse essere l'occasione per avvicinarsi alla testata del genio del crimine, anche solo per capire cosa affascina ancora, dopo decenni di furti, fughe e trabocchetti, migliaia di lettori ogni mese.

 

 


 
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