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articolo di Sabrina Mancosu


…ovvero mai regalare alla ragazza di cui si è innamorati un carillon con la ninna nanna di Brahms per il suo compleanno!!! Meno che meno se non avete l'assoluta, matematica certezza di essere innegabilmente ricambiati! Anche se quello trovato in una piccola vetrina male illuminata è il carillon più bello del mondo e, magari, vi è stato, "con generosità", offerto gratuitamente da un bizzarro e ieratico vecchietto che farfugliava oscure parole dal sapore vagamente profetico...

In giro per la rete..
Panini Comics
Il sito ufficiale di Rat-Man

Diffidate, perché dietro l'angolo incombe su di voi la minaccia di una maschera, di un quadro e di un buffo nanetto, con tanto di bombetta in testa e papillon al collo, di nome Giuda... Sfuggite alla tentazione!!! Ma non alle risate che vi strapperanno le tragicamente esilaranti vicende di Aldo, l'innamorato abbandonato, Bedelia, la bellissima e crudele carnefice, e Giuda, il fedele, e carognissimo, servitore… se avrete la fortuna di leggerle e non la sventura di incapparvi personalmente! ;-)

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Giuda, il fedele servitore!
(c) 2002 Panini Comics

Vanta un papà illustre la saga di Venerdì 12, come sapranno i più. Quel Leo Ortolani su cui grava la responsabilità ;-) di aver dato vita al famosissimo Rat-Man. Un fenomeno di comicità che, in breve tempo, ha conquistato un ampio pubblico di fedelissimi che ne seguono entusiasti le ingloriose disavv... le eroiche avventure ;-) nelle quali l'estro e l'abilità manipolatoria del suo malefico artefice lo precipitano.

Non di rado vicine di … pagina (a seguito della ristampa di "Venerdì 12" su "Rat-Man Collection" prima e su "Tutto Rat-man" poi) le due opere, la saga di Aldo, Bedelia e Giuda e le vicende del mitico Topastro che flette i muscoli ed è nel vuoto - una conclusa, l'altra ancora in fieri -, pur condividendo un medesimo stile di scrittura, sono, vale la pena ricordarlo, concettualmente e strutturalmente differenti. Nondimeno possono appagare in egual misura il lettore. Al di là, ovviamente, dei gusti personali e delle preferenze che la fanno sempre da padrone. Il recensore, ad esempio, si assume la responsabilità di scandalizzare i più agguerriti fan confessando che con Rat-Man non c'è stato il colpo di fulmine. C'è voluto del tempo per abituarsi al personaggio e alle sue gag demenziali e, in particolare, per entrare nel gioco che, come vedremo, Ortolani propone. Con "Venerdì 12", al contrario, è stato amore a prima vista!

"Parola d'ordine: imprevedibilità! Ed è la riscoperta del piacere che può regalare la closure..."
   

Uno stesso stile di scrittura, si diceva. Uguali i meccanismi su cui l'autore fa leva per attrarre e conquistare il lettore. Divertendosi a tenerlo con il fiato sospeso. Parola d'ordine: imprevedibilità! Ed è la riscoperta del piacere che può regalare la closure, nella quale si addensa tutta la meravigliosa aspettativa per ciò che accadrà immediatamente dopo, avendo come unica certezza il non sapere cosa ci attende nel passaggio tra una vignetta e l'altra, come evolverà una situazione, uno scambio di battute... Ogni singolo episodio è come se contenesse in sé una doppia dimensione temporale: quella della narrazione e quella della reazione - personalissima - alla narrazione. Un tempo, quest'ultimo, dal ritmo... "spezzato" perché in agguato c'è sempre il cambio improvviso di "registro" che raggela, spiazza, commuove. Momenti di intenso pathos - enfatizzato nei testi e nei disegni - negati, sconfessati due secondi dopo da una beffarda risata, da una agghiacciante battutaccia, da un verso infantile, o anche solo - magari sempre all'interno della medesima vignetta - dall'espressione stolida, dall'atteggiamento irriverente e/o puerile di uno dei personaggi, dall'uso strumentale degli oggetti presenti.

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Disperazione!... ovvero quando anche il cielo ti abbandona...
(c) 2002 Panini Comics
Ed è anche per questo che non si riesce mai a credere - immaginiamo con somma soddisfazione del perfido Leo :-) - fino all'ultimo ai brevissimi istanti di tenerezza, squarci di poesia, che Ortolani concede con il contagocce alle sue creature. Non si riesce a credere, in particolare, a quei frammenti... "puri" dove la battuta non trova asilo; quelli che emozionano e commuovono di più perché, che si tratti dell'eroe Rat-Man o dell'infelice Aldo, restituiscono ai personaggi un barlume di umanità. Veri, piccoli atti d'amore del loro pudico creatore.

Un "gioco" che si rinnova episodio dopo episodio, nutrendosi dell'inventiva, della sensibilità, della capacità di Ortolani di rielaborare e proporre, parodiandolo, l'infinito materiale cinematografico, letterario, fumettistico, televisivo, a sua disposizione. Ma anche, in "Venerdì 12", l'infinito materiale "umano". Ad esso l'autore attinge con semplicità e immediatezza per consentirci di confrontarci, protetti dal filtro della risata, con una delle tante piccole, grandi, immense disavventure/tragedie che colpiscono l'essere umano.

Venerdì 12 trae linfa dalla vita vera, quella delle piccole gioie e dei grandi dolori. Quella di cui, quando e se possibile, non dispiace ridere un po'!
   

La vita, con il suo bagaglio di gioie e dolori, come fonte primaria d'ispirazione: è quanto attrae e conquista nella saga di Aldo, Bedelia e Giuda. E segna la grande differenza con "Rat-Man".

Senza rinunciare alla metafora ludica, che ci pare particolarmente indicata, potremmo dire che con l'eroe Rat-Man Ortolani invita il lettore ad un gioco ... "di testa", dove il non conoscere i vari riferimenti e rinvii al mondo del cinema, della letteratura, della televisione, del fumetto - l'universo narrativo, la struttura, in "Rat-Man" - può rendere difficoltosa, e qualche volta impedire, la fruizione completa e piena della storia offerta. "Venerdì 12" propone, invece, un gioco ... "di cuore", fondato sull'empatia con una situazione - l'abbandono da parte della donna amata/dell'uomo amato - che, in linea di massima, è parte del bagaglio (come esperienza vissuta o temuta, a vario titolo e nei vari ruoli) di ogni persona. E che, all'origine di questa saga vi sia o meno una reale disavventura amorosa del buon Leo Ortolani, come pare voler avvalorare lo stesso autore all'interno dello speciale "Venerdì 12 - Le Origini", è cosa del tutto ininfluente, se non nella misura in cui ha reso lo stesso particolarmente sensibile e attento alle singole e dolorose fasi che, con pur qualche variante sul tema, segnano il lungo e oscuro cammino di ogni innamorato/a abbandonato/a alla riconquista della Luce.

La vicenda raccontata in sé è, in effetti, come si diceva poco sopra, quanto di più "quotidiano" e, pur con i dovuti distinguo, universale possa esistere. Ortolani la scompone con rigore (sospetto ;-)) nei suoi tempi - dai quali non si fa mai tentare, rispettandone, piuttosto, la durata naturale -, le attribuisce i toni della tragedia e la carica esageratamente di pathos. Su tutto questo innesta la sua micidiale carica umoristica. L'effetto è chiaramente dirompente.

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Aldo e la maschera
(c) 2002 Panini Comics

Piccoli cammeo i riferimenti cinematografici che "nobilitano" alcuni espedienti narrativi. La maschera indossata da Aldo, ad es., per nascondere la sua presunta mostruosità è una strizzata d'occhio al lettore che conosce, ma non impedisce di coglierne il senso anche a chi è a digiuno di un certo tipo di cinematografia. E così le scene dove il protagonista affida all'organo il compito di dare voce al suo dolore, e tutte le altre nelle quali l'autore indulge dando libero sfogo ad un'esigenza probabilmente iscritta nel suo dna. Godibilissime a prescindere, anche perché, divenute oramai patrimonio collettivo a seguito delle rivisitazioni delle fonti originarie in chiave filmica, fumettistica, pubblicitaria...

Da applausi a scena aperta i protagonisti maschili. L'impressione è che per entrambi, Aldo e Giuda, Ortolani abbia saccheggiato la tipologia... per ruolo e... tutti dentro un contenitore, chiuso ermeticamente, scosso vigorosamente il contenuto, scoperchiato... ecco l'esempio più abominevolmente mostruoso di innamorato abbandonato, seguito a ruota dalla più miserevolmente carognosa spalla su cui piangere e dalla quale essere confortati. :-)) Maschere, certo. Eppure così... vicine.

Ovviamente Aldo dovrà bere l'amaro calice fino in fondo, soffrire disperatamente davanti al quadro/feticcio con l'immagine di Bedelia, sperimentare le varie e improbabili terapie d'urto - dagli effetti imprevedibili - proposte da Giuda per aiutare il suo "padrune" a dimenticare, essere abbandonato dall'esasperato e sempre fedele servitore, trovarsi solo come - e con ;-) - un cane, rimanere disperatamente abbrancato al suo dolore, provare a risalire, cadere e riprovare ad alzarsi, per poi, quasi contro la propria volontà, a poco a poco, incominciare a guarire. "Venerdì 12" è anche il disperato cammino di un uomo che cerca di riscattarsi da un dolore che gli ha tolto dignità e che, in un perverso scambio, ha imparato ad amare.

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Tutti insieme appassionatamente
(c) 2003 Panini Comics

E anche Giuda dovrà fare il suo dovere fino in fondo: spronare, rimproverare, minacciare, proporre, irridere per provocare una qualsiasi reazione, dare con discrezione tanto affetto e poi, quando tutto passa, sempre con discrezione farsi da parte. Un personaggio assolutamente splendido, costruito magnificamente. Capace di infierire con ostentata crudeltà e tuttavia sempre presente e complice. Davvero l'icona, e la metafora, del miglior amico da avere vicino nei momenti peggiori.

Bedelia, la bellissima carnefice:
un non-personaggio
   

Bedelia: non l'unico ma di certo il più importante personaggio femminile. Un non-personaggio, in realtà. Sì, perché noi non conosceremo mai la vera Bedelia. Quella che ci viene proposta è piuttosto una proiezione dei ricordi di Aldo. Una presenza simbiotica che si nutre del suo dolore. E che in una sorta di corto circuito si sdoppia nella sua mente, assumendo contemporaneamente le sembianze della Bedelia che Aldo avrebbe voluto lo amasse e di quella che, invece, l'ha rifiutato. Ne danno conto le vignette "schizofreniche" che la raccontano in un modo mentre i pensieri dell'innamorato, nelle didascalie, in un altro. Splendido espediente che al di là dell'immediato effetto gustosamente paradossale, è apprezzabile soprattutto perché in esso si consuma "finemente" la vendetta di Aldo. Che punisce nell'inconscio la sua Bedelia, dipingendola invariabilmente come una sorta di ninfomane per il rifiuto, senza perdere, contemporaneamente, il disperato sogno per ciò che non è stato. Ovviamente Aldo sa benissimo chi sia la donna di cui si è innamorato ma a noi non sarà dato, giustamente, scoprirlo. L'unica cosa certa è che per guarire definitivamente, Aldo dovrà uccidere il crudele fantasma cui ha dato, con il suo dolore, vita. Solo così gli sarà concesso di custodire il ricordo di ciò che realmente è stato il sentimento per questa donna (chiunque ella fosse) dentro uno dei cassetti dell'anima.

Non vi diremo niente di più e tanto meno vi sveleremo un finale che, lo ammettiamo, si arriva a temere ma che, invece, soddisfa appieno, in nulla sminuendo il piacere che ci ha accompagnato lungo la lettura dell'intera saga. Vi invitiamo piuttosto a scoprire personalmente gli altri personaggi (le battute, le situazioni...) che si alternano su questo grande palcoscenico di vita che è "Venerdì 12". Attualmente la saga sta completando la ristampa su "Tutto Rat-Man". Proprio in questi ultimi giorni, inoltre, la Panini ha proposto l’ultimo volume della serie degli Speciali che raccolgono l’intera serie. Il volume "Venerdì 12 – La conclusione!", di cui potete ammirare la splendida cover poco sotto, con una sensualissima e affascinante Bedelia, raccoglie gli ultimi tre episodi che chiudono la saga e pubblicati sinora solo su Rat-Man Collection. Non ce ne voglia Andrea Plazzi se però lamentiamo in questo Speciale l’assenza di un qualsiasi corredo critico: nessuna presentazione, nessun editoriale di Leo Ortolani, nessun articolo... Insomma, verrebbe da dire, un volume tirato un po’ via... Dispiace, e tanto.
La conclusione di "Venerdì 12" avrebbe, ci pare, meritato un pochino di più... E allora, in cerca di consolazione, osiamo chiedere: a quando un volume unico che raccolga gli episodi dell’intera serie? Da buoni entusiasti noi attendiamo, fiduciosi! ;-)


Le copertine

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Le origini
Venerdì 12
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La solitudine
Venerdì 12
La solitudine
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Il risveglio
Venerdì 12
Il risveglio
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La conclusione
Venerdì 12
La conclusione
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cover 38
Rat-Man Collection
n.38
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cover 39
Rat-Man Collection
n.39
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cover 40
Rat-Man Collection
n.40


Venerdì 12 di Leo Ortolani (testi e disegni)
Collana Special Events, Panini Comics, volumi nn.35-39-44-51, Euro 3,25 cadauno i primi 3, Euro 3,50 il quarto; Collana Rat-Man collection, Panini Comics, albi nn.38-39-40,Euro 2,00 cadauno. Albi brossurati, b/n.

NB. "Venerdì 12" è stato pubblicato per la prima volta sui 10 numeri usciti della rivista contenitore "L'isola che non c'è" (Comica), da maggio 1996 a marzo 1997 [cfr. la guida alla lettura].


 
 


 
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