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uBC Intervista Tito Faraci

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la cover del saggio
a cura di Davide Barzi
© Coniglio Editore S.r.l.

Ecco un bel libro che racconta di un autore che racconta di come racconta.
Ma soprattutto tante pagine di racconti da toccare.
E studiare.

di Emanuele De Sandre


E' in giro da marzo 2004, ma oramai lo si trova a fatica, sia nelle librerie specializzate che in quelle non specializzate. Si tratta del primo volume della collana Scuola di Fumetto - Saggi, curata da Francesco Coniglio e Laura Scarpa.
Ma chi si è fatto il mazzo a frugare tra le scartoffie di Faraci è Davide Barzi, al quale Tito Faraci ha aperto i suoi archivi.
E Barzi ha saputo scegliere con perizia il meglio di quanto l'autore gli ha messo a disposizione.
In giro per la rete..

Intervista a Tito Faraci dal sito di Sergio Bonelli Editore

Intervista a Tito Faraci dal sito Comicus

Coniglio Editore

Scuola di fumetto

Intervista a Davide Barzi

Dietro ad una prefazione che è un fumogeno ad incenso, vergata con affetto puro dall'amico e collega (nientepopòdimenocchè) Sandrone Dazieri, si, proprio quello di "Attenti al Gorilla", curatore per anni delle collane gialle da edicola di Mondadori, si nasconde in verità una minuziosa e appassionata raccolta di quanto Faraci ha disseminato nei suoi numerosi colloqui con le più prestigiose riviste, cartacee come elettroniche, di critica fumettistica.
Ne viene fuori un volume che rispecchia fedelmente ciò che è, a tutt'oggi, Tito Faraci: un libro aperto.
Faraci ama raccontarsi, celando di sè e del suo lavoro quel tanto che basta a non inimicarsi gli editori che gli danno da mangiare...;-)
Così il primo capitolo, Trucchi del mestiere, ci travolge con un'infinità di spunti per chi coltiva il più o meno segreto desiderio di intraprendere la professione di scrittore di fumetti. Le parole raccolte da Barzi emanano autentico trasporto nello scrivere e per lo scrivere fumetti. Passione, quel sapersi fare travolgere dalle avventure che si vogliono creare, e la voglia di stupirsi per stupire.
Se il secondo capitolo, Persone e personaggi ci accompagna nella rapida scalata di Tito alle porte di tutti i più grossi editori italiani di fumetti, è nei capitoli successivi che il libro ha il suo cuore.
Il capitolo 3, Nero topo, ci offre una decina di tavole di sceneggiatura tratte dal numero zero di Mickey Mouse Mistery Magazine, con tanto di testo commentato e tavola a fronte.
Ancora meglio il capitolo successivo, in cui le tavole di sceneggiatura dello speciale Dylan Dog "La fortezza del demone" (Sp 17) sono precedute dall'intero soggetto dell'albo. Se c'è una cosa più rara da procurarsi di una sceneggiatura di un autore affermato, beh, questa cosa è un soggetto.

Il soggetto è le viscere di un racconto. I segreti del ritmo, le chiavi di volta di un'avventura, la sua banalità o la sua potenza, sono tutte cose che stanno allo sceneggiatore come il pane della pizza nelle mani del pizzaiolo: dev'essere buono, poi lo si deve tirare per bene, senza che si strappi, o che troppa pasta vada sui bordi (che poi chi mangia la butta via), e poi metterci gli ingredienti.
Per gli amanti del Re del Terrore, i capitoli 5 e 6 riportano rispettivamente un intero soggetto e alcune pagine di sceneggiatura scritti da Tito per Astorina.
Ed è risaputo che i soggetti, per gli albi di Diabolik, valgono ben più dei disegni. L'intreccio la fa da padrone, il colpo di scena dev'essere sempre dietro l'angolo, a perpetuare l'inevitabile domanda che martella i lettori di Lui: chi tra questi personaggi è Diabolik? Quando schizzeranno gli aghi soporiferi di Diabolik? Quando swisserà nell'aria la lama mortale di Diabolik? Dove potrà nascondersi Diabolik?
A completare la carrellata sulle varie modalità di sceneggiatura, il capitolo 7 ci consegna alcune tavole mute studiate per l'Infierno! di Silvia Ziche, mentre nel capitolo 8 possiamo venire a contatto con un altro tipo di sceneggiatura: quella per cartoni animati. Perchè Tito si è occupato non solo del Lupo Alberto cartaceo, ma anche di quello televisivo!

E poi ci sono quattro paginette, capitate lì quasi per caso, forse rubate dalla scrivania dell'esadattilo Faraci (per scrivere così tanto non può che avere più di cinque dita per mano!). Sono appunti. Prima ancora del cuore, dello scheletro, della pizza e di qualsiasi altra metafora, ci sono loro. Gli appunti, gli schizzi, le prove, le riprove, gli strafalcioni impiastricciati. Cioè il trascendente. La sala parto dell'avventura, il punto in cui nella carta viene laicamente transustanziata l'anima del racconto.
Il quadrumane Faraci (perchè, a giudicare dalla bibliografia che chiude il libello, Tito ha certamente più di due mani) ha finto di distrarsi un'attimo e Davide ne ha approfittato.

Un libro aperto.
Ed è così che traspare anche dalla genuina perchè quanto mai vera postfazione di Massimo Marconi.
Per come noi lo conosciamo, Tito è un autore che scrive per essere letto, perchè chi legge i suoi lavori possa trarre il massimo piacere dalla lettura. E che per questo ti cerca, ti chiede il perchè di tante critiche, ti spiega ciò che ha fatto e perchè lo ha fatto.
Tito ti cerca, per darti tutte le chiavi di lettura per varcare tutte le soglie del suo regno narrativo, fatto di palazzi alti, in molti dei quali ai lettori basterebbe fermarsi al piano terra, o al più al terzo.
Più in su ci sono le vertigini, la dimora dell'autore, che, come con questo libro, ci manda giù un ascensore affinchè possiamo salire a trovarlo. Anche solo per un caffè, e guardare il panorama.

Tito Faraci Per Scrivere Fumetti - Teorie e Tecniche - Diabolik, Dylan Dog, Lupo Alberto, Topolino a cura di Davide Barzi
(Coniglio Editore/Scuola di Fumetto - Saggi) 190 pp. b/n, Euro 14.50.
 

 


 
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