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uBC presenta:

DESTINAZIONE: LUNA


Le tappe del percorso:

Presentazione
1998: Rigel - La Settima Congrega (prima serie)
2000: Tinebra
2001: Luna (prima serie)
2003 Rigel - Interlunium
Prossima tappa: Arrivo!



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cover vol.1
Vampiri, una città millenaria, altre dimensioni e grandi occhioni...

articolo di Luca Cerutti


...ma nessun Ryo o Hiroshi a combattere il male.
Certo, non si può togliere la sua parte di merito all'invasore nipponico che ha movimentato il paludoso mercato italiano con le sue armate di cyborg, teppaglia postatomica e aliene discinte. Anime disegnate restituite dalla celluloide alla cellulosa originaria, dalle campiture approssimative dell'animazione seriale alla cura artigianale delle chine e retini.
Ma il prodotto è indubitabilmente nostrano e non ha niente a che fare con il "rinominare" un prodotto già fatto, introducendo in un "Nathan Never" a caso citazioni fantascientifiche occhieggianti a "Daitarn 3" e ai "Fantastici 4" contemporaneamente. Né ci troviamo di fronte alla pedissequa imitazione priva di seguito, come gli "spaghetti manga" (sic) concepiti da una Comic Art ancora ben lontana dal capire l'estensione e il significato del fenomeno (quando ci arriverà, come drammaticamente si dice, sarà "troppo tardi").
Si tratta di un prodotto che, piuttosto, attinge alla sostanza stilistica per fonderla con un proprio stile personale, come fece un Luca Enoch con la mai troppo rimpianta "Sprayliz" e come hanno fatto i giovani autori della Disney/Buena Vista Italia restituendoci un Paperinik eroico come non mai e, più tardi, cinque streghette neanche troppo ingenue o stereotipe, nonostante il pubblico di riferimento.
Gli artigiani, in questo caso "autodidatti" e con nient'altro alle spalle che dei risparmi messi da parte, sono Elena De Grimani ai disegni e Fabrizio Palmieri ai testi, la loro creatura, nelle loro parole: la loro figlia, si chiamava "Rigel".

In giro per la rete..
Panini/Marvel/Planet
Rigel: Interlunium
Elena de Grimani
scheda non ufficiale sull'autrice
Once In A Blue Moon - Rigel Fan Site
schede non ufficiali sugli autori
Fumetto di ispirazione (attenzione: etichetta in transito) "gothic-punk", narra le avventure dell'omonima vampira nella Roma contemporanea e del suo incontro con altri "consanguinei" (il senso, necessariamente, diventa molto esteso) e con un passato in buona parte dimenticato. Rigel infatti incontra dapprima la fragile Lyz e, quindi, viene a scoprire l'identità del fantomatico Artemius, apparizione che incrociava di quando in quando, e, tramite questi incontra il perduto fratello Caleb.
Questa serie di incontri, in alcuni casi "scontri", soprattutto con Artemius: personificazione stessa della razionalità e dell'autocontrollo, si rivelano in realtà "predeterminati" da una seconda natura dei quattro: incarnazione degli Elementi. In una guerra di cui si intuiscono appena i contorni, ricercati dai nemici e perseguitati da una maledizione di immortalità vampiresca, i quattro devono collaborare a recuperare il loro passato e la loro natura. Missione tutt'altro che facile soprattutto per la protagonista, incarnazione del fuoco, necessariamente più instabile ed ancora non giunta a patti con la sua natura di vampira e di creatura non umana. Apparentemente dura e decisa, Rigel è ancora una bambina ferita dagli uomini, appare capace di confrontarsi con la realtà quasi soltanto tramite il suo istinto e di tollerarla grazie all'amicizia dell'immortale cucciolo felino Sortilegio.

L'ispirazione gotica si tempera, quindi, in elementi più prettamente fantasy, fornendo chiari indizi della derivazione del soggetto da ambientazioni di "Role Playing Game".

"Il pregio di "Rigel" consiste nel semplice atto di aver animato dei "personaggi" e non delle "copie carbone""    
Il soggetto non presenta, in sostanza, particolari elementi di sorpresa. La commistione gotico-fantasy non è del tutto inaudita, in particolar modo se ci si è rivolti ad oriente per l'ispirazione. La sceneggiatura regge bene il gioco: salvo qualche dialogo forzato, alcune smargiassate in stile supereroistico che suonano stonate, i personaggi sono fedeli al carattere che si va via, via delineando e, per quanto prevedibile, il "passo a due" tra il glaciale Artemius e la focosa (diciamo pure "infiammabile") Rigel riesce ad evitare la caduta nel banale. Le situazioni si evolvono con un buon passo: l'entrata in scena dei quattro protagonisti non forza i tempi e permette a ciascuno di presentarsi sufficientemente al lettore, i pochi personaggi secondari assolvono al loro compito evitando di sembrare "piantati a forza" nell'intreccio (come i saccenti vecchietti western) e senza diventare dei pesi morti da trascinare.
Forse per limiti di tempo, ma si può sospettare anche per limiti di esperienza, a patire la peggiore caratterizzazione sono i "villains" della situazione, di cui è fumosa l'origine, la motivazione, il modus operandi e, alla fine, il lettore li dimentica la pagina dopo la loro comparsa.
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L'origine di Rigel
(c) 1998 De Grimani - Palmieri

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La verità svelata
(c) 1998 De Grimani - Palmieri

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Artemius, Lys e Caleb; mentre Rigel si caccia nei guai
(c) 1999 De Grimani - Palmieri

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Un piccolo scherzo al lettore
(c) 1999 De Grimani - Palmieri

Terzo componente di questa produzione, ma mai ultimo, il tratto grafico.
Inutile dire che, ai tempi, ciò che attirò gli acquirenti fu il tratto della De' Grimani. Sicuramente ancora acerbo, soprattutto se paragonato con gli sviluppi futuri, debitore delle linee morbide e degli enormi occhioni di un Urashihara Satoshi ("Plastic Little", "Legend of Lemnear", "Eidoron Shadow"), aveva comunque una sua forza. Una certa aggressiva volontà di imporsi al lettore come qualcosa di più della solita "fanzinata" priva di seguito... nonostante, per stessa ammissione dell'autrice, lo fosse (ad ulteriore dimostrazione che i fumettisti sono negati per la critica e i critici sono negati per il fumetto).
Gli inchiostri ancora inesperti avevano una loro definizione, così come il tratteggio, e non si troveranno nei volumi usciti abbastanza errori da fare trascurare le scene di sicuro impatto emotivo e le sequenze intavolate con cura e con una buona "percezione" della distribuzione spaziale e temporale che anima questo linguaggio. Inoltre, come testimonia la differenza tra le prime due tavole (tratte dal primo volume) e le seconde due (del secondo, il terzo è praticamente introvabile), tutti gli spazi di miglioramento venivano rapidamente occupati dall'autrice.

Guardandola retrospettivamente, anche Elena de' Grimani e Fabrizio Palmieri, i due autori, rimprovereranno a questa loro opera ingenuità e debolezze tipiche di un prodotto da "Fanzine". Purtuttavia sarebbe ingiusto non inquadrarla, come prolissamente si è tentato di fare in apertura, nel suo periodo ed in un mercato in cui le produzioni ispirate all'oriente erano, salvo i rari casi detti e pochi altri, "tracopiature" neanche tanto nascoste di uno o più manga famosi.
In questo senso, "Rigel" aveva il pregio, i pochi lettori che lo trovarono nelle fumetterie delle proprie città penso se ne accorsero, di non tentare la facile scorciatoia del citazionismo o, detta come va detta, del plagio situazionale. Della riproposizione pura e semplice del "character" di successo fosse l'aliena sexy o l'esperto d'arti marziali post-nucleare o nucleare tout-court (cioè: capace di scatenare distruzioni analoghe a quelle di una testata nucleare) i due autori, bene o male se ne infischiarono e sorvolarono anche sulla pletora di adolescenti più o meno gravemente complessati che agganciavano con molta facilità il pubblico coetaneo.
Anzi, acquisita una certa sicurezza dei propri mezzi, la De' Grimani si permise persino nel secondo ed imprevisto volume di donare ai propri lettori un intermezzo tipicamente "manga" ovvero il "Fan (rinominato fun) service": quelle poche pagine a fondo volume in cui gli autori regalano angoli di voyeurismo sui personaggi, soprattutto femminili. Con altrettanta libertà in irriverente omaggio al mercato in cui si collocava, dedico una paginetta alle "avvertenze al lettore".
Insomma, se vogliamo dirla in poche parole: il pregio di "Rigel" consiste nel semplice atto di aver animato dei "personaggi" e non delle "copie carbone" cosa di cui, dopotutto, alcuni fumetti ben più noti non si possono sempre vantare.


Rigel - La Settima Congrega di Fabrizio Palmieri (testi) ed Elena De Grimani (disegni)
(Anatema - 1998/1999) 200 pp. circa b/n, Lire:12.000, fumetto autoprodotto in 3 volumi (esauriti)

Continua... Tinebra (2000)

 
 


 
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