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Spider vi guarda
© degli autori

Transmetropolitan: epica dannata e molto seria del mondo che ci aspetta

articolo di Vincenzo Oliva


-Sono un uomo con una missione-
Spider Jerusalem

E' finita: Spider, seppellita la Bestia, ha regolato i conti anche con Smiler. Che Spider lo avrebbe battuto non avevamo dubbi, e neppure temevamo che Warren Ellis lo avrebbe insultato con una santificazione hollywoodiana che lo avrebbe fatto vomitare al solo pensiero. Avevamo quindi preparato i fazzoletti, pronti a piangere come agnellini per la sua morte, o - peggio - perché il suo cervello sarebbe andato in pappa. E invece...

Eppure avremmo dovuto saperlo, avremmo dovuto immaginare che uno come Spider Jerusalem non avrebbe rinunciato a uscire di scena così come vi era entrato e l'aveva monopolizzata per tutto il tempo in cui vi era rimasto: da grande bastardo. Anzi: da grande e da bastardo.

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La condizione naturale di Spider:
incazzato

Il senso artistico dell'ultimo volume di Transmetropolitan è tutto in quel finale dove il giornalista più eroico e più maledetto della storia dei fumetti - e meno eroico e più santo - si fa un'ultima risata nei confronti di un mondo da amare e salvare ma da mettere ferocemente in ridicolo, nei confronti di un buonismo che sempre più è pietra tombale della bontà e del rispetto del prossimo, e - perché no? - nei confronti delle sue assistenti schifose e dei lettori stessi, che avevano preparato quei fazzoletti, presi per i fondelli da un Warren Ellis che nelle ultime fasi della saga non risparmiava di premere l'acceleratore sul pedale del "povero Spider", del suo declino e della malattia.

In giro per la rete..
La "tana" di Spider sul web
Vertigo Comics

Il senso generale di tutto Transmetropolitan è nell'ascesi della Verità. Spider Jerusalem è il più corrotto e puro sacerdote della parola scritta.

L'opera è partita come serie di fantascienza centrata sui risvolti sociali del futuro prossimo visti come proiezione nel nostro domani dei mali incancreniti del presente, aggiornando per linguaggio e stile la tradizione di opere simili. Poi, dopo aver rappresentato una fedele e impietosa fotografia della storia (principalmente americana) del passato a noi più prossimo - non degli eventi, ma delle dinamiche mediatiche, sociali, economiche - Transmetropolitan si è sempre più trasformata, sicuramente sotto la spinta dei più recenti avvenimenti, in un preciso atto di accusa nei confronti delle strutture del potere e dell'informazione (di nuovo negli Stati Uniti, ma vale per ovunque).

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Channon Yarrow
© degli autori

Transmetropolitan scava a fondo nei meccanismi di nascita e affermazione del potere, fin quando sfociano nella totale mancanza di un senso, nell'ansia di segretezza e nella libidine di potenza che sviluppa chi maneggia giornalmente la vita altrui; ma ancora di più non rinuncia a mostrare gli effetti dell'azione di questo potere sulla vita quotidiana di chi è escluso anche dall'anello più esterno dei beneficiari del potere. Ed è un richiamo alle responsabilità sociali e individuali. La funzione salvifica attribuita al singolo nella persona di Spider Jerusalem è ovviamente una finzione artistica che serve all'opera narrativa, ma è riassuntiva ed esemplificativa del compito della somma degli Spider Jerusalem reali, la libera stampa in un paese che voglia restare libero: Spider Jerusalem non esiste, ma una stampa che cerchi di seguirne i principi di verità è un'utopia non del tutto impossibile. Soprattutto, è un'utopia necessaria alla nostra sopravvivenza.

Nessun Grande Tema, per quanto nobile e alto, potrebbe riscattare la mediocrità artistica di un'opera: così, il valore di Transmetropolitan non risiede nella suo pretendere giustizia urlando a pieni polmoni e nella sua denuncia dei mali della società, ma nella rigorosa scelta stilistica di una narrazione che non ha mai fatto concessioni al gusto immediato e a una contrapposizione netta tra Bene e Male: una narrazione che ha costantemente e consapevolmente flirtato con una ruffianaggine accattivante senza mai cedervi. Warren Ellis non ha mai abdicato al compito primario di divertire e avvincere il lettore, e lo ha fatto sbattendogli in faccia la verità, anche con durezza, anche con ferocia se del caso, ma non ha mai puntato ad un estetizzante èpater le bourgeois. Lo ha fatto anche costruendo insieme al suo sodale di pennello Darick Robertson una saga che non ha conosciuto cali nella tensione narrativa, dove il dinamismo dell'agire civile ha saputo innestare su di sé la riflessione.

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Yelena Rossini
© degli autori

Spider Jerusalem, protagonista assoluto, che divora i pur perfettamente caratterizzati comprimari, è una figura gigantesca. E simbolica. Nell'ultimo volume come in tutti quelli precedenti la sua figura è condizionante, e gli eventi ruotano attorno a lui, alla sua reazione ad essi. Spider Jerusalem non muove la realtà, ma la registra, ne dà testimonianza: catalizzatore, con la sua testimonianza la screma e la trasforma in Verità, rigettando al mittente ciò che è falso. Egli è il simbolo della Verità, e poiché la complessità di questa non è riducibile a semplicità, Spider Jerusalem è un uomo in cui convivono la purezza pubblica assoluta e l'abiezione personale. Vive nutrendo giorno per giorno il suo odio per gli uomini e per l'inganno del conformismo, dei potenti, della politica; ed il suo amore per la Verità e l'umanità. Poiché la Verità esige sempre un prezzo, anche Spider ne paga di altissimi: la morte di Vita Severn è probabilmente l'unico evento che lo fa sanguinare in profondità. Poiché persino la Verità non è esente da errori e da soprusi, l'indifferenza di Spider, perduto nel suo furore di giustizia, condanna a morte la giovane prostituta che con la sua testimonianza gli permetterà di innescare gli eventi che porteranno all'impeachment di Smiler. Poiché però la Verità stessa può provare pietà, Spider non fa uso dell'ultima parte della sua intervista alla moglie di Smiler se non quando le sue parole non possono più recare alcun dolore né danno alla defunta First Lady. Insomma, se Spider è un "santo" lo è nel modo più impasticcato, sgradevole e flatulente che vi sia. Ma lo è; come è un bastardo, ma un bastardo tutto da amare, almeno quanto lui ama la Verità ed ama fare il più male possibile, fisicamente o meno, ai cattivi: politici corrotti, poliziotti ancora più corrotti, truffatori pseudoreligiosi ecc.

Umano, più che umano. Ellis usa Spider Jerusalem come un ariete, per demolire leziosità ed ipocrisie, per attingere al cuore della Verità. Figura simbolica, più che umana, alla quale il suo creatore non nega una più "bassa" umanità. Soprattutto nel rapporto con le schifose assistenti, Yelena Rossini e Channon Yarrow, dove al di là del riuscitissimo gioco delle gag con le quali ravviva il fuoco di un'incontinenza verbale parossistica e gustosissima, Warren Ellis costruisce un meccanismo relazionale perfetto, dove l'odio non si trasforma banalmente in amore, dove l'odio non si trasforma del tutto in amore; ma dove odio e totale disgusto si fondono all'ammirazione, all'affetto, alla pietà, alla dolcezza, al rifiuto, per creare un rapporto tanto inusuale quanto forte.

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Ascetico e marcio
© degli autori

Darick Robertson, presto coadiuvato alle chine da Rodney Ramos e Kim Demulder ha posto al servizio della storia un disegno potente e netto, dettagliato, a volte poco narrativo ma sempre in grado di impressionare il lettore, di comunicargli il senso di una narrazione nevrotica e costantemente sopra le righe.

Costante anche la coordinazione psicologica tra testo e disegno: Spider Jerusalem, Channon e Yelena, la Bestia, Smiler, Royce, Fred Cristo, Robert Mcx e le centinaia di comparse viste nei vari episodi sono tutti raffigurati come emergono dalle parole accurate di Ellis, dai dialoghi avvelenati con cui interagiscono.

Verbalmente e graficamente violento, Transmetropolitan è un fumetto trasgressivo non per il suo linguaggio o per quello che mostra, ma perché se dopo averlo letto non provate lo stimolo di riflettere in modo autonomo, allora - e tanto per fare una citazione - evidentemente siete già morti e non ve ne siete accorti.


I 60 episodi originali di Transmetropolitan (con l'aggiunta di una "Edizione Speciale") sono stati pubblicati in Italia dalla PlayPress come segue:

  • Transmetropolitan - Testi Warren Ellis / disegni Darick Robertson - dicembre 1998 L.10.000
  • TP2 - Testi Warren Ellis / disegni Darick Robertson (matite), Rodney Ramos - Kim Demulder (chine) - settembre 2001 L.17.000
  • TP3 - Testi Warren Ellis / disegni Darick Robertson (matite), Rodney Ramos - Kim Demulder (chine) - novembre 2001 L.20.000
  • TP4 - Testi Warren Ellis / disegni Darick Robertson (matite), Rodney Ramos - Kim Demulder (chine) - febbraio 2002 Euro 12,50
  • TP5 - Testi Warren Ellis / disegni Darick Robertson (matite), Rodney Ramos - Kim Demulder (chine) - aprile 2002 Euro 12,50
  • TP6 - Testi Warren Ellis / disegni Darick Robertson (matite), Rodney Ramos (chine) - giugno 2002 Euro 12,50
  • TP7 - Testi Warren Ellis / disegni Darick Robertson (matite), Rodney Ramos (chine) - agosto 2002 Euro 12,50
  • TP8 - Testi Warren Ellis / disegni Darick Robertson (matite), Rodney Ramos (chine) - febbraio 2003 Euro 12,50
  • TP9 - Testi Warren Ellis / disegni Darick Robertson (matite), Rodney Ramos (chine) - aprile 2003 Euro 12,50
  • TP10 - Testi Warren Ellis / disegni Darick Robertson (matite), Rodney Ramos (chine) - giugno 2003 Euro 12,50
  • TP11 - Testi Warren Ellis / disegni Darick Robertson (matite), Rodney Ramos (chine) - agosto 2003 Euro 12,50
  • Transmetropolitan Edizione Straordinaria - Warren Ellis e artisti vari - dicembre 2002 Euro 9,00

 
 


 
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