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articolo di Mauro Dollari |
La Top Cow Production nacque ufficialmente nel lontano 1992 e fu fondata da Marc Silvestri come sottoetichetta della Image Comics. Guidato al completo successo di pubblico grazie all'impegno in titoli come Uncanny X-Men e Wolverine, Silvestri si rese ben presto conto che per lui, come per altri autori e disegnatori della grande casa delle meraviglie, era giunto il momento di mettere in evidenza tutte le sue reali possibilità, sia come disegnatore che come autore.
La sensazione però che qualcosa dovesse cambiare, aveva aperto la strada ad un nuovo modo di vedere il fumetto americano: quello che fino a quel momento aveva rappresentato uno standard, e cioè l'immancabile presenza di gruppi o di singoli che combattevano come (in)volontari supereroi, si stava tramutando in un'esigenza ben diversa e la Top Cow fu una delle prime case editrici a rendersene conto. Il fumetto popolare americano, infatti, aveva da sempre rappresentato una forma di puro e semplice intrattenimento e solo col nascere di personalità come Todd McFarlane, Jim Lee e, appunto, Marc Silvestri (tanto per citarne alcuni), questo divenne un mezzo per trasmettere alla gente una sorta di forma d'arte.
Improvvisamente però le cose iniziarono a cambiare. Già con Arcanum si stava facendo strada il concetto di un nuovo modo di intendere il protagonista di un fumetto: le sue caratteristiche dovevano essere sempre prettamente legate ad un potere superiore rispetto a quello (nullo) umano e, ovviamente, acquisito a seguito di un evento che coinvolgeva l'ignaro attore di turno. Tuttavia, le origini di un tale potere dovevano essere di natura diversa da quella fantascientifica o comunque scientificamente spiegabile.
Nacquero così le due principali creature di Marc Silvestri: Darkness e Witchblade.
In questa nuova vita di estenuanti rinunce, Jackie aumentò le proprie capacità omicide, giungendo tuttavia alla consapevolezza che usare il suo enorme potere per fare del male non faceva altro che oscurare ancora di più il suo animo nero. E in un micidiale scontro finale con una banda di gangsters, il Darkness, apparentemente, morì. Un diverso, ma sempre mistico, destino, colse invece la detective Sara Pezzini: durante un blitz in un teatro dove si tenevano misteriore aste, Sara venne posseduta da un'arma dalle caratteristiche incredibilmente inusuali. La cosiddetta Lama Stregata era un dono che essa stessa sceglieva per la sua portatrice prediletta: eh si, perché la Lama aveva comunque una sua propria identità e se non tenuta debitamente a bada dalla sua portatrice, avrebbe preso il sopravvento, causando calamità incontenibili.
Inoltre, con l'arrivo di personalità come David Wohl, Garth Ennis, Steve Firchow, Fiona Avery, J. Michael Straczynski, Randy Queen ed altri, l'universo TC subì un violento quanto inatteso scossone: se da una parte, l'attività di tutti questi autori aveva dato vita ad una produzione di titoli (Rising Stars, Midnight Nation, Aphrodite IX, The Magdalena e Darkchylde) che non faceva invidia alle più importanti case editrici americane e che garantivano alla Image una larga fetta del mercato fumettistico, dall'altra causò un'inaspettata battuta d'arresto. Battuta d'arresto che culminò nel flop di testate che dovevano ricondurre tutti i personaggi TC ad un'unica matrice genetica.
Per particolari sulle attuali e future attività di questa casa editrice californiana, ringraziamo ancora una volta Francesco Meo per l'intervista concessaci.
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