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Intervista a Francesco Meo

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Marc Silvestri
Storia di una casa editrice indipendente, alla vigilia di nuovi e (speriamo) entusiasmanti sconvolgimenti.

articolo di Mauro Dollari


La Top Cow Production nacque ufficialmente nel lontano 1992 e fu fondata da Marc Silvestri come sottoetichetta della Image Comics.
Guidato al completo successo di pubblico grazie all'impegno in titoli come Uncanny X-Men e Wolverine, Silvestri si rese ben presto conto che per lui, come per altri autori e disegnatori della grande casa delle meraviglie, era giunto il momento di mettere in evidenza tutte le sue reali possibilità, sia come disegnatore che come autore.
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Nacquero così i personaggi blasonati di Cyberforce, una squadra di letali combattenti, le cui doti fisiche erano state incredibilmente potenziate da innesti cibernetici e le cui identità richiamavano così da vicino gli eroici X-Men.

La sensazione però che qualcosa dovesse cambiare, aveva aperto la strada ad un nuovo modo di vedere il fumetto americano: quello che fino a quel momento aveva rappresentato uno standard, e cioè l'immancabile presenza di gruppi o di singoli che combattevano come (in)volontari supereroi, si stava tramutando in un'esigenza ben diversa e la Top Cow fu una delle prime case editrici a rendersene conto. Il fumetto popolare americano, infatti, aveva da sempre rappresentato una forma di puro e semplice intrattenimento e solo col nascere di personalità come Todd McFarlane, Jim Lee e, appunto, Marc Silvestri (tanto per citarne alcuni), questo divenne un mezzo per trasmettere alla gente una sorta di forma d'arte.

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Cyberforce, disegno di Marc Silvestri
(c) 1992 Image Comics/Top Cow Productions
   
 
Tuttavia, per qualche tempo, anche per dare modo al pubblico di conoscere questa nuova etichetta, gli autori TC rimasero parzialmente fedeli alle serie standard e titoli come Weapon Zero, Ballistic o Ripclaw non tradivano la fiducia espressa da chi si aspettava di leggere un certo prodotto.

Improvvisamente però le cose iniziarono a cambiare. Già con Arcanum si stava facendo strada il concetto di un nuovo modo di intendere il protagonista di un fumetto: le sue caratteristiche dovevano essere sempre prettamente legate ad un potere superiore rispetto a quello (nullo) umano e, ovviamente, acquisito a seguito di un evento che coinvolgeva l'ignaro attore di turno. Tuttavia, le origini di un tale potere dovevano essere di natura diversa da quella fantascientifica o comunque scientificamente spiegabile.
Un po' come aveva fatto McFarlane con il suo Spawn, i poteri sarebbero stati originati da potenze oscure e ancestrali, legate a rituali antichi e conosciuti solo da pochi eletti. Ma mentre McFarlane aveva introdotto la novità eclatante di un antieroe che aveva volutamente scelto di acquisire determinati malefici poteri, gli eroi TC mantennero il legame con il passato, rendendosi involontarie vittime di eventi incontrollabili.

Nacquero così le due principali creature di Marc Silvestri: Darkness e Witchblade.

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Witchblade, disegno di Michael Turner
(c) 2003 Image Comics/Top Cow Productions
/Panini Comics

Darkness rappresentava il male in ogni sua forma. Il giorno del suo diciottesimo compleanno, Jackie Estacado apprese suo malgrado la verità. Il Darkness, un potere antichissimo e oscuro, era tramandato di padre in figlio da generazioni, secondo un rituale così banale da risultare al tempo stesso fatale per chi lo deteneva: nel momento in cui il possessore concepiva un proprio figlio con una donna, il potere si trasferiva nel feto e abbandonava il predecessore alla morte.
In questa nuova vita di estenuanti rinunce, Jackie aumentò le proprie capacità omicide, giungendo tuttavia alla consapevolezza che usare il suo enorme potere per fare del male non faceva altro che oscurare ancora di più il suo animo nero. E in un micidiale scontro finale con una banda di gangsters, il Darkness, apparentemente, morì.

Un diverso, ma sempre mistico, destino, colse invece la detective Sara Pezzini: durante un blitz in un teatro dove si tenevano misteriore aste, Sara venne posseduta da un'arma dalle caratteristiche incredibilmente inusuali. La cosiddetta Lama Stregata era un dono che essa stessa sceglieva per la sua portatrice prediletta: eh si, perché la Lama aveva comunque una sua propria identità e se non tenuta debitamente a bada dalla sua portatrice, avrebbe preso il sopravvento, causando calamità incontenibili.

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Cyberforce, disegno di Marc Silvestri
(c) 1992 Image Comics/Top Cow Productions
   
 
Nel contesto di questi due progetti colossali e parallelamente ad attività che spaziano tuttora dal serial televisivo fino all'intrattenimento videoludico (Eidos), si misero in evidenza autori dalle disparate capacità; autori come Michael Turner, Joe Benitez, Keu Cha, Scott Lodbell e Paul Jenkins, i quali riuscirono a far sentire la propria voce per dare il via a nuove serie e nuovi successi.
Inoltre, con l'arrivo di personalità come David Wohl, Garth Ennis, Steve Firchow, Fiona Avery, J. Michael Straczynski, Randy Queen ed altri, l'universo TC subì un violento quanto inatteso scossone: se da una parte, l'attività di tutti questi autori aveva dato vita ad una produzione di titoli (Rising Stars, Midnight Nation, Aphrodite IX, The Magdalena e Darkchylde) che non faceva invidia alle più importanti case editrici americane e che garantivano alla Image una larga fetta del mercato fumettistico, dall'altra causò un'inaspettata battuta d'arresto. Battuta d'arresto che culminò nel flop di testate che dovevano ricondurre tutti i personaggi TC ad un'unica matrice genetica.

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Battle of The Planet
(c) 2003 Image Comics/Top Cow Productions

Oggi la produzione continua con titoli come Battle of the Planets, riesumato dal passato delle importazioni giapponesi, The Magdalena, che ha finalmente trovato una degna collocazione nell'assetto qualitativo della casa editrice, Witchblade, che comunque mantiene le sue ragionevoli quote di mercato, e Tomb Raider, qualitativamente discutibile (imho ;-). Fermi in un cantiere limbico restano invece titoli come Evo, Rising Stars, Aphrodite IX e Darkness.

Per particolari sulle attuali e future attività di questa casa editrice californiana, ringraziamo ancora una volta Francesco Meo per l'intervista concessaci.


 

 


 
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