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SAI, DYLAN, CHI C'ERA PRIMA DI TE…


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Dylan Dog

Sai, Dylan, Chi c'era prima di te…
articolo di Francesco Argento

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Groucho (da Dylan Dog)
(c) Sergio Bonelli Editore

Quando, nel 1986, il primo numero di Dylan Dog, il mitico "L'alba dei morti viventi", arrivò in edicola le poche decine di migliaia di acquirenti (eh sì, allora per Dylan si parlava di decine e non di centinaia di migliaia di copie vendute) rimasero perplessi di fronte al personaggio spalla del nostro eroe. Qualcuno, sfoggiando la sua cultura cinematografica, immediatamente riconobbe nello stravagante personaggio uno dei Fratelli Marx, ovvero Groucho, che ha mantenuto nel fumetto anche il nome originale.
Ma, e veniamo al punto, era la prima volta che Groucho Marx appariva in un mensile a fumetti come spalla di un protagonista ?

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Giant-Size
"Shang Chi Master of Kung Fu"

La risposta è ovviamente "No, non era la prima volta" sennò questo articolo non avrebbe ragion d'essere. È vero che Groucho in Dylan Dog ha il ruolo di spalla fissa mentre l'albo di cui stiamo per trattare lo ha visto ospite occasionale, ma il fatto che questo evento sia accaduto nel 1975 in un fumetto americano è certamente curioso e vale la pena di raccontarlo.
Il comic book a cui ci riferiamo appartiene alla collana "Giant-Size" che la Marvel pubblicò tra il maggio del 1974 e il dicembre del 75 con protagonisti a rotazione vari eroi del Marvel Universe. Quello che a noi interessa è il quarto "Giant-Size" dedicato a "Shang Chi Master of Kung Fu", l' indimenticato e più grande eroe di arti marziali mai apparso nell'universo supereroistico.
Il pubblico italiano lo conosce bene dato che negli anni '70 l'Editoriale Corno di Luciano Secchi aveva ben pensato di proporlo nel nostro paese in formato gigante ed in bianco e nero.

La collana "Giant-Size" aveva la particolarità di andare da un minimo di 52 pagine a un massimo di 68 e di essere in formato brossurato con titolo indicato sulla costoletta senza però essere di qualità superiore per quanto riguarda carta e copertina, in più le pagine erano tenute insieme da due spille fissate lateralmente, prima di incollarvi la copertina per tenere meglio il tutto. Il risultato sono albi di scarsa tiratura, di bassa qualità tipografica, non di rado mal centrati a causa della singolare spillatura di cui sopra e difficilissimi da trovare in buone condizioni. I collezionisti sono avvisati anche se, per la cronaca, l'albo in questione non è carissimo e ha una quotazione oscillante dai due ai quattordici dollari a seconda dello stato di conservazione.

Sempre in questa collana uscì nell'estate del 1975 anche "Giant-Size" X Men nr. 1 che di dollari ne può valere anche 900…

Per entrare meglio nel clima del personaggio riportiamo la traduzione del teaser che apriva l'albo:

"Chiamatemi Shang Chi, come ha deciso mio padre, quando mi ha cresciuto e forgiato la mia mente e il mio corpo nel vuoto di Honan, il suo ritiro cinese. Ho appreso molto da mio padre: ad esempio che il mio nome significa "il sorgere e la crescita dello spirito", che il mio corpo poteva essere forgiato come un'arma vivente attraverso la disciplina del kung fu e che poteva essere usato per uccidere un uomo di nome dr. Petrie.
Da allora ho appreso che mio padre, il dr. Fu Manchu, è il più malvagio e pericoloso uomo della Terra… e che onorarlo non significa altro che disonorare lo spirito del mio nome"

Shang Chi venne creato da Steve Englehart e Jim Starlin nel 1973 sulla scia del successo che la serie dei telefilm "Kung Fu" con David Carradine stava avendo negli States. In verità i due proposero alla DC Comics proprio di realizzare una versione a fumetti del telefilm, i cui diritti erano della Warner Bros e quindi "in casa", ma l'allora editor Dick Giordano nicchiò alla proposta. E quindi chiusa una porta se ne aprì un'altra, quella della Marvel di Stan Lee che accettò la proposta basata sulle arti marziali anche se non si poteva certo realizzare una collana ispirata alla serie TV. E così che Shang Chi, un po' David Carradine e un po' Bruce Lee, prese vita.

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Groucho tassista
  

Nell'albo in questione, a dispetto della sontuosa scheda sul personaggio, la storia, con Groucho nel ruolo di tassista, è straripante di momenti umoristici e di gag (tipo la sua preoccupazione per i calli dell'eroe vista la sua tecnica di combattimento a piedi nudi) nonché di quei tipici calembour e doppi sensi "alla Groucho" (a cominciare dal nome del protagonista chiamato Chang Shee) che i lettori di Dylan Dog ben conoscono.

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Groucho

Si inizia, tanto per chiarire, con Groucho che insiste per farsi pagare la corsa da due rapinatori che si sono fatti "accompagnare" in banca puntandogli una pistola dietro la testa…

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Groucho e Shang Chi

Il Groucho-tassista fa salire sul suo yellow cab anche Shang Chi che non trova di meglio che il suo taxi per sfuggire alla polizia e così, come vuole ogni storia d'avventura, inizia una serie di peripezie che porta i due per i sotterranei di New York e per i quartieri più pericolosi dove il terribile Tiger Claw tenterà (inutilmente) di avere la meglio. Apparizione straordinaria del citato Fu Manchu, il padre-avversario di Shang Chi.

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Shang Chi in azione

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Battute alla Groucho

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su e giù per i sotterranei di New York
  

I testi sono opera di Doug Moench, prolifico autore americano che ha scritto di tutto (da Godzilla a Batman) e che, tanto per mettere le mani avanti, dichiara che questa è "senza dubbio la più bizzarra" storia di Shang Chi mai raccontata. Sempre nella pagina di apertura si legge una didascalia che recita "presenta personaggi di supporto creati da Sax Rohmer" che altri non è che l'inventore di Fu Manchu.
I disegni sono di Keith Pollard, artista misconosciuto e grande "velocista". Poco prima degli anni '80 Keith ha raggiunto l'apice della sua carriera realizzando una ventina di storie per "Amazing Spiderman" tra cui quella del nr. 194 con il debutto di Black Cat (Gatta Nera). Le sue matite sono state al servizio anche di Daredevil, dei Fantastici Quattro, dei Vendicatori e, per la DC Comics, segnaliamo le sue tavole per i New Teen Titans.

Non siamo certamente di fronte a un capolavoro però la "circostanza Groucho" rende l'albo appetibile e, inoltre, ci chiediamo se Tiziano Sclavi l'abbia mai avuto tra le mani.

Aldilà della trama, lo Shang Chi degli anni '70 ha comunque un grande fascino nostalgico e non dimentichiamo che in chiusura di comic book c'è una storia breve del malefico Yellow Claw, originariamente pubblicata nel 1956 dalla Atlas Comics in "Yellow Claw" nr. 2, scritta e disegnata da Jack Kirby con guest star Jimmy Woo, agente dello S.H.I.E.L.D., e TemuJai, leggendario gigante cinese.

Chiudo con il chiedere perdono per il titolo di questo articolo dove ho tentato una gioco di parole alla Groucho, tanto per restare in tema…
 

 


 
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