Se hai già creato dei personaggi tuoi inserendoli in una serie preesistente, dandogli nuova linfa e vitalità. Se hai a disposizione nelle
tue storie: una donna elettrica ironica e vogliosa di cambiare il mondo; un neo-umano condannato sin da piccolo, da operazioni
chirurgiche praticate da entità aliene, a vivere in simbiosi con le metropoli cittadine; una donna alata che vissuta in Tibet ha
subito dittatura e repressioni sanguinose. Se hai già rivoltato la serie di Stormwatch con una delle saghe migliori di tutta la
storia Wildstorm ( Cambiare o Morire, edita in Italia sul mensile W.I.L.Dcats della Star Comics ); hai già
giocato con i supereroi DC, creando personaggi che rappresentano Superman e Batman.
Se il merito del rilancio della serie sono i tuoi personaggi, è giusto proseguire utilizzando anche quelli che non ti convincono del
tutto?
Per Warren Ellis non ci sono dubbi, e li fa morire quasi tutti, lanciando una serie tutta SUA, fondata sui SUOI superesseri,
forse cambiando in maniera netta il futuro di tutte le serie targate Wildstorm: costruendo l'Autorità.
Authority è la fine del restyling di Ellis alla serie Stormwatch. Dopo aver lavorato per molti numeri alla serie del
marchio Wildstorm, rendendola uno dei più efficaci fumetti di supereroi in circolazione, Warren decide di fare piazza pulita del
vecchiume facendo eliminare fisicamente le palle al piede dai mai così truci Aliens, e partendo con una nuova serie, finalmente
libera dai vincoli del supergruppo ONU; riprendendo alcuni fili della splendida saga " Cambiare o Morire". Liberando tutta
la creatività possibile e sviluppando ancora meglio i profili psicologici dei personaggi.

L'angelo post-punk Jenny Sparks cover Wildstorm #9 (c) degli aventi diritto
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Il risultato finale è sorprendente, affascinante e quasi mozzafiato. Se già con Stormwatch, Ellis era riuscito a costruire ottime storie,
con "The Authority" si supera: nel primo ciclo di storie, disegnate magistralmente ai pennelli da un convincente Brian
Hitch, lo sceneggiatore inglese, prendendo spunto dal dibattito giornalistico sulla clonazione, si diverte a far affrontare alla sua
squadra un esercito di superumani tendenzialmente infinito; nella seconda storia è un'invasione aliena a scuotere il gruppo, l'invasione
dei re di un'Albione parallela, incroci di extraterrestri e siciliani, che sono già riusciti a distruggere lo spirito dei popoli
del loro continuum; nel terzo episodio la minaccia è il creatore della terra; una terra che non risponde più ai canoni del Dio,
considerate le modifiche apportate da 5 miliardi di parassiti.
E in mezzo a tutto questo darsele di sana pianta, s'incrociano i destini dei personaggi, mai così vivi nella serie precedente, di spicco
fra tutti sono due:
- La donna elettrica Jenny Sparks, lo spirito del ventesimo secolo, trasgressiva e ironica, specchio della delusione post-punk
inglese, pessimismo e voglia di cambiare il mondo. Magra come un chiodo, lontana anni luce dalle maggiorate supereroine che accompagnavano
spesso i pruriti adolescenziali dei teen-ager americani. Perennemente con la sigaretta in bocca, dura e decisa, è lei a fondare il gruppo
dopo la decisione dell'ONU di tagliare i fondi a Stormwatch.
- Jack Hawksmoor, neo-umano, tramutato in un essere costretto a vivere in simbiosi con le città, estraniato sin da bambino,
oggetto di operazioni chirurgiche che ne trasformano gli organi interni, un disadattato; che su Authority acquista in sicurezza e
personalità, fino a portarlo (con l'avvento di Millar, ai testi) a diventare leader del gruppo.
"Jenny Sparks...Magra come un chiodo, lontana anni luce dalle maggiorate supereroine che accompagnavano spesso i pruriti adolescenziali
dei teen-ager americani"
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Tuttavia, nonostante il successo ottenuto, Ellis decide di passare la mano, e di lasciare i personaggi, e durante lo scontro con Dio,
porta Jenny Sparks all'estremo sacrificio; e così, il 31 dicembre 1999, lo spirito del XX secolo muore, riuscendo a salvare il mondo,
ma con il rimpianto di non essere riuscita a renderlo migliore.
E partendo da questa base che Mark Millar, inizia a sceneggiare Authority. E sotto la guida di Hawksmoor, il gruppo decide di agire sul
serio, di provare a rendere il mondo migliore, non solo a intervenire nei momenti di crisi.
La squadra inizia ad accogliere profughi, a spazzare via la tirannia in un paese sudamericano, inimicandosi sin dall'inizio il
presidente USA, sostenitore del mantenimento dello status quo.
Dopo questo già vivace inizio esplode tutta la furia di Millar e la ricerca della reincarnazione di Jenny Sparks, ovverosia lo spirito
del XXI secolo, si complica perché un altro gruppo si trova sulle stesse tracce. E che gruppo, si tratta dell'incarnazione dei primi
Vendicatori sapientemente gestiti dietro le quinte dal diabolico Jacob Kriegstein in un omaggio al "Re Kirby",
considerato da tanti il vero creatore della rivoluzione Marvel degli anni '60.

Tavola tratta da Wildstorm #10
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E da questa storia, "Natività", inizia la seconda esistenza del gruppo; lo scozzese si scatena e rinnova totalmente la visione
della serie: i componenti diventano fenomeni di costume e la vita segreta non ha più senso, cominciano ad apparire quotidianamente sui
media, la loro esistenza viene psicanalizzata da Millar. Il rapporto omosessuale tra Apollo e Midnighter non è più
sottinteso, basta una vignetta in cui i due si baciano (fra l'altro è anche difficile vederli, sono in un angolino) a scatenare un
putiferio, nella bigotta visione statunitense, durante la pubblicazione della storia. Millar ne ha per tutti, e dai suoi dialoghi
escono caterve di affermazioni dissacranti: favoloso l'esordio con l'irriverente battuta su Lady Diana, o il discorso di
Midnighter a Tank Man sulla solitudine e mancanza di amore.
A tutto questo si aggiungono le solite super botte da orbi; ma anche in questo caso non mancano le sorprese(immaginatevi l'incazzatissimo
Midnighter mentre agita un enorme trapano che userà impropriamente sulla figura principe degli pseudo-vendicatori; un malvagio Capitan
America). La chiusura della saga, è quanto di più politicamente scorretto sia pubblicabile in America: leggere per
credere.
"Millar ne ha per tutti...caterve di affermazioni dissacranti..."
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Le differenze tra le due Authorytà, non si basano solo sull'approccio degli sceneggiatori: anche i disegni accompagnano e assecondano
peculiarmente le storie, eroico e muscoloso il tratto di Brian Hitch mentre sporco e spigoloso quello di Quitely. I due
disegnatori danno ottime prove in ogni vignetta, aggiungendo alle ottime storie degli autori britannici quel non so che di magico che
rende la serie un indiscutibile pezzo forte del comics odierno.
L'unica pecca della serie adesso è data dalla censura del gruppo Warner, che toglie quel qualcosa in più alla sceneggiatura e che
ha spinto Millar ad abbandonare la serie quando gli è risultato impossibile proseguire con le storie che aveva in mente.
Insomma una serie tosta, cazzuta e divertente, da leggere assolutamente.
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