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Weird War Tales #21

articolo di Francesco Argento


Guerra, sporca guerra.

Dal "soldato Ryan" Hollywood ha salvato, anzi riesumato tutto un genere e un filone che era da tempo che non saliva sul podio del box-office. I fumetti, si sa, sono strettamente legati alle mode cinematografiche e quindi i collezionisti americani hanno da tempo cominciato a cercare negli scaffali dele fumetterie i vari "Sgt Rock", "Our Army at War", "G. I. Combat" e via dicendo.
In Italia il fenomeno - è cosa certa - non si verificherà mai in queste proporzioni e quindi, aldilà dello spesso ottimo valore artistico, i vari "SuperEroica" e "Guerra d'Eroi" resteranno nella scatola del mezzo euro a pezzo.
Ma c'è un titolo americano, mai tradotto in Italia, che vale la pena di ricercare, di leggere e di ammirare. Si tratta di una serie uscita negli anni '70 che mescolava horror e guerra, come se la guerra non fosse già spaventosa di per sè.
Il titolo, bando alla suspense, era "WEIRD WAR TALES", una parafrasi della mitica collana letteraria "Weird Tales". Avete mai visto il film "La Fortezza" ("The Keep", 1983) di Michael Mann? Beh, vedetelo e comprenderete appieno le atmosfere di questa collana.
Gli addetti ai lavori chiamano questi fumetti "odds titles" ovvero titoli inconsueti, strani che non si sa per quale motivo cominciano ad essere collezionati.

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Vignetta tratta da una tavola introduttiva a Weird War Tales #8
Ma qui, a ben vedere, di motivi ce ne sono molti, sia speculativi in senso collezionistico che, soprattutto, artistici e di contenuto.

Cominciamo dalle matite che si sono alternate in queste strane storie di guerra. Tra i tanti citiamo Neal Adams, Joe Kubert, Frank Robbins, Alex Toth, Russ Heath, Alfredo Alcala e nei nr. 64 e 68 un certo Frank Miller.

I lavori di Adams sono superlativi, tra tutti spicca una storia ambientata a Praga che ripercorre la leggenda del Golem ebraico. Da non perdere a cominciare dalla copertina.

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Vignetta da "Thou shalt not kill"
di Neal Adams
Weird War Tales #8

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Weird War Tales #7
cover di Joe Kubert

Kubert invece per certi versi "è" il fumetto di guerra. Le smorfie sulla bocca dei soldati, lo sguardo disperato di chi uccide perché deve uccidere, la sofferenza del veterano, di chi spera che la guerra finisca da un momento all'altro ma adesso sa solo che deve sparare... Kubert è tutto questo con intorno un'ambientazione non solo evocativa ma anche molto realistica, comunicativa.

Robbins e Toth, pur nella loro peculiarità, rappresentano un pezzo di storia del fumetto popolare americano; uno più suo agio nell'aria, tra nuvole non solo di carta ed aereoplani, l'altro più con i piedi per terra tra quelle pattuglie di valorosi che poco hanno da perdere se non la vita.

Di Miller ne spicca solo l'aspetto collezionistico essendo questo il suo debutto assoluto nel mondo della DC Comics eppure già si nota il tratto dinamico e fortemente narrativo che apprezzeremo nelle successive prove da Daredevil a Dark Knight.

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Weird War Tales #8
cover di Neal Adams
  

In definitiva questa sorta di "Ai Confini della realtà", vissuta tra bombe a mano, carrarmati e mitragliatrici ma nata per fare denaro ("ci eravamo accorti che la parola weird vendeva bene" ha dichiarato in seguito l'editor Joe Orlando in merito alla creazione di "Weird War Tales" e, soprattutto, di "Weird Western Tales") è uno dei migliori momenti nascosti dei comics popolari made in USA. Due-tre raccontini per albo a volte ingenui, a volte intensi, ma sempre affascinanti, di buon intrattenimento e, non di rado, ricchi di bei disegni in grado di accontentare non solo l'occhio del lettore nostalgico.

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Vignetta da "The invisible enemy"
di Ernie Chua
Weird War Tales #24

A questo punto non rimane che trovarli. È vero che all'epoca anche i comic books non di alta classifica ottenevano dei considerevoli risultati se paragonati all'oggi (per WWT si parla nel periodo migliore di circa 160.000 copie vendute al mese per poi chiudere verso gli ultimi numeri con circa 50-60.000).

L'impresa non è facile, ma il vero appassionato non si scoraggia mai....

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NOTE INFORMATIVE

WEIRD WAR TALES DC Comics, 124 numeri dal settembre 1971 al giugno 1983

I primi cinque numeri erano bimestrali di 52 pagine. Dal n. 6 mensile di 32 pagine. Il n. 36 è uno speciale di 68 pagine.
Quotazioni mercato USA al Dicembre 1998 (condizioni "fine", le più probabili da reperire sul mercato)
nr. 160 $
nr. 2-322 $
nr. 4-716 $
nr. 815 $
nr. 9-109 $
nr. 11-356 $
nr. 367 $
nr. 37-633 $
nr. 645 $
nr. 65-672 $
nr. 686 $
nr. 69-1243 $

Le quotazioni di WWT sono date dagli specialisti in continua ascesa almeno per i prossimi due, tre anni.

 

 


 
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