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GLI INDIPENDENTI
IN ITALIA


Che il fumetto sia in crisi, è, a detta di molti, un dato di fatto. Se poi parliamo di un fumetto particolare, lontano dalle grandi tirature e, ahimé, dai piccoli prezzi, allora...
Eppure, qualcosa si muove. E non si parla di qualcosa di recente, ma di un fenomeno che ha oramai la rispettabile età di più di un lustro...

Gli Indipendenti in Italia
(ovvero, Piccoli Editori Crescono)

di Giuseppe Pica

Ebbene sì, nonostante lo spauracchio della crisi, il mercato fumettistico italiano non è mai stato così vivo ed interessante. Piccoli e medi editori, alcuni improvvisati, altri attivi già da tempo, si stanno adoperando attivamente perché il fumetto (o meglio, un certo tipo di fumetto) esca allo scoperto. Intendiamoci, qui si parla di un tipo di fumetto di cui il lettore medio ignora (forse) l'esistenza: il fumetto d'Autore. Già. In barba a tutti coloro che negli ultimi anni ne hanno rinnegato l'esistenza, mi permetto di ritirare fuori questo concetto, lasciando però da parte tutta la spocchiosità che il termine aveva negli anni '80.

Secondo me esiste una netta distinzione tra fumetto d'Autore e fumetto popolare, se non altro perché quest'ultimo, per le famigerate leggi del mercato -che non sta certo a me discutere- ha l'obbligo di uscire con cadenza regolare e di seguire determinati schemi e cliché. Per il primo, invece, magari meno 'professionale', magari meno 'perfetto', si può parlare di una trasmissione di sensazioni e messaggi, di un qualcosa di più strettamente personale. E quindi di più 'artistico'. Fedele a ciò (e spero nessuno vorrà travisare più di quanto sia lecito fare), è nata quindi una nuova generazione di autori ed editori che, in quest'ultimo periodo, ha fatto tanto perché il pubblico italiano sapesse che, tanto per fare un esempio, il fumetto statunitense non ha per protagonisti solo dei tizi che mettono le mutande sui calzoni e che non sono contenti se non salvano il mondo almeno una volta alla settimana; no, c'è tutto un mondo a fumetti in cui la gente vive, fa sesso, s'incazza, mangia, dorme, soffre, ride e, soprattutto, pensa, come facciamo (o non facciamo!) noi nelle stesse situazioni.

Ed ecco, allora, la Phoenix di Brolli, grazie a cui autori cult come Rick Veitch, Joe Matt e Daniel Clows sono stati pubblicati in Italia; ecco Marvel Italia con la serie Cult Comics; e poi, ancora: Magic Press, Puntozero, Mare Nero, Centro fumetto Andrea Pazienza, Rasputin!libri, Topolin Edizioni, Smoothhouse Publishing e la nuova, sorprendente Black Velvet (ma tanti altri sarebbero da citare, senza dimenticare, poi, le autoproduzioni). Persino la Bompiani, l'Einaudi e la Rizzoli, cioè case editrici 'serie', si sono accorte del fumetto come mezzo di comunicazione degno di rispetto...

Ma lo ripeto: non è necessario scomodare i grossi nomi per leggere opere di qualità. Anzi, spesso è vero il contrario: sono le case editrici più piccole a proporre il materiale più interessante, quelle guidate per lo più da appassionati, più o meno competenti, è vero, ma sempre attente sia alle produzioni italiane che a quelle straniere. Insomma, un mercato 'underground' sicuramente vivo, disposto a scommettere su autori e storie decisamente difficili e 'adulte', persino più delle ottime serie Vertigo della Magic Press (che, non dimentichiamolo, prima di acquisire i diritti della linea adulta della DC Comics, ha osato molto nei primi numeri de IL Corvo Presenta).

Tanto altro ci sarebbe da dire sulla situazione (compreso il ruolo a dir poco fondamentale rivestito dal circuito delle librerie specializzate), ma, ahimé, lo spazio è quello che è. Allora, forse è meglio occuparsi più specificatamente di qualche prodotto, andando così a costruire una specie di guida ragionata al mercato indipendente italiano (anche se, duole dirlo, non sempre "underground" è sinonimo di qualità), comunque caratterizzato da coraggio e passione. Ecco allora una parziale e stringata panoramica di alcuni fra i titoli più interessanti:

NON MI SEI MAI PIACIUTO di Chester Brown
Black Velvet, lire 25.000

(10k)
cover
  
Un'autobiografia spietata, questa, in cui l'autore, il canadese Brown, colonna portante dell'ottima Drawn & Quaterly, si mette completamente a nudo di fronte ai suoi lettori; una sorta di autoanalisi a cui l'autore si sottopone, quasi a voler esorcizzare i propri demoni interiori. La narrazione, così come il tratto, è molto particolare, come mai, credo, abbiamo avuto modo di vedere in Italia. Il disegno è essenziale, quasi minimale, con un uso della splash page 'invertito', assolutamente personale. L'adolescenza di Chester Brown è qui rappresentata con dovizia di particolari. Il giovane Chester parla poco. Il giovane Chester non dice parolacce. Il giovane Chester mangia biscotti. Il giovane Chester ascolta musica, disegna e guarda la televisione. Il giovane Chester ama ed è amato. Tutto qui? Già. Ed è questo il bello. Certo, il fatto che la storia sia stata pubblicata inizialmente su un antologico (e quindi a puntate), altera un po' il ritmo della lettura del volume (stesso problema di 'Crimini e imbrogli' di Pope, Marvel Ita.-Cult Comics), ma a questo ci si abitua presto, una volta entrati nel mondo di Chester, un mondo fatto di piccoli episodi, di paranoie infantili, di situazioni a volte paradossali, sicuramente surreali. Ma vere.

I dialoghi sono asciutti, e poche volte il Chester adulto interviene in prima persona a commentare lo svolgersi della (non) azione. Ciò che più colpisce del "romanzo" è come Brown riesca a trasmettere la sua solitudine, la sua incapacità di entrare in connessione con gli altri (genitori compresi) e come, pur essendone cosciente, non faccia nulla per cambiare. Mi rendo conto che questa recensione non rende onore all'opera, ma, d'altra parte, come si fa a descrivere un racconto così ricco di sfumature? Un buon prodotto, quindi, certo non senza nei, ma per questo ancora più 'vero', più autentico. I veri difetti sono dell'edizione italiana: qualche errore di traduzione (un esempio per tutti: quel 'questo è tutto' di pag 95 forse sarebbe stato reso meglio con un 'ecco'), qualcuno di ortografia (gli accenti, soprattutto) e, non ultimo, il prezzo, forse un tantino esagerato. Ma se è questo ciò che si deve pagare per leggere in italiano un certo tipo di storie, allora va bene anche così.

ESCAPE di A.A. V.V.
Smoothouse Publishing, lire 8.000

Tre racconti diversi, tre stili narrativi e grafici, un tema, quello della fuga (da se stessi, dal mondo o, più semplicemente, dalla vita che qualcuno vuole imporci), in un volume che, se non altro per il contenutissimo prezzo, merita tutta la fortuna possibile. Tra tutti spicca il primo racconto ("Riti elementari"), il più lungo, il più articolato, il più "vero" (nonostante si parli di magia), ma anche gli altri due meritano attenzione, perché sicuramente qualitativamente superiori alla media. Una Casa Editrice, questa, da tenere d'occhio, così come gli autori presentati in questo primo e, speriamo, non unico libro dedicato ai talenti di casa nostra.

OGNI MATTO HA LA SUA FISSA di Lorenzo Sartori
Rasputin!libri, lire 20.000

Sartori è uno di quegli autori che, una volta letti, lasciano qualcosa. Già con curriculum di tutto rispetto nell'ambito delle pubblicazioni per l'infanzia, in questo libro troviamo la sua produzione più 'adulta'; sono qui presenti sia storie completamente sue (secondo me le migliori) che di altri scrittori. Storie senz'altro 'diverse', basate su sentimenti e frustrazioni, che non parlano di eroi, ma di gente comune, di noi stessi, di Sartori, dei giovani (ma non solo) che vivono in realtà più o meno alternative, più o meno antagoniste al sistema, di diversi rifiutati, derisi, eppure, a modo loro, felici. Tutte le storie, poi, sono disegnate con uno stile diverso: alcune sono tremendamente dettagliate, altre apparentemente tirate via, eppure straordinariamente adatte al soggetto.

Leggendo Sartori, viene da chiedersi perché nessun editore importante (quelli coi SOLDI) si sia mai accorto di uno come lui. Ma, ahimé, basta dare un'occhiata alle storie piú vendute in Italia per avere una risposta. Lode dunque a questa piccola Casa Editrice che, con coraggio, ha scelto di pubblicare autori come il nostro (ma anche Ribichini, Trondheim e Neaud), autori che hanno qualcosa da dire. E sanno come farlo.

BONEREST - LA FINE DI UN MONDO: "Strani giorni"
di Matteo Casali e Giuseppe Camuncoli
Magic Press/Innocent Victim, lire 18.000

La Magic Press è nota a tutti gli appassionati di fumetti come una casa editrice che sa il fatto suo: non solo propone ottimo materiale americano (e non solo DC/Vertigo) con competenza e cura editoriale, ma si occupa, seppur marginalmente, di autori italiani che, qualche volta, vale davvero la pena di leggere.
In giro per la rete..
Magic Press under construction

Innocent Victim

È il caso del BONEREST della Innocent Victim, approdato dall'autoproduzione a questa piccola major (e mi si perdoni l'ossimoro). Uno strano personaggio, senza bocca, entra scena da un vicolo di New York. Chi è ? Non si sa. Si sa solo che si innamora, che si ribella ai suoi padroni, che la sua presenza darà il via alla fine del mondo (ma quale, il nostro? Si noti che si parla, nel titolo, di un mondo) predetta dal libro dell'Apocalisse.

La solita zuppa? Forse. Ma aggiungeteci affascinanti villains (Mr. Vain, troppo presto tolto di scena; un libraio che non è quel che sembra, e che ricorda vagamente il Lucien del Dreaming gaimiano; un 'appeso' non più tale, che avrà un ruolo fondamentale nel seguito della storia; un integralista cristiano con strani poteri, minato nel fisico e nella mente) e una donna/fidanzata con le palle, che evita abilmente gli stereotipiti della donna-macho, ed ecco un cocktail tutto da gustare. Pu essendo, il libro in esame, il primo volume di un ciclo (che si spera di vedere completato), l'albo si legge con piacere, dimostrando, finalmente, che qualcuno ha (ben) assimilato la lezione della Vertigo americana.

In un mercato che scopiazza (pardon!, 'cita') solo gli stereotipi dell' american way of comics, è davvero un piacere leggere il lavoro di Casali e Camucoli: ottimi dialoghi, personaggi ben caratterizzati, disegni personali che non guardano ai soliti nomi (tutt'al più a Ormston, Kristiansen e Grist), bei colori, grafica interessante... Insomma, i requisiti perché possa avere successo, in Italia e all'estero, ci sono tutti, anche se, duole dirlo, in un mercato in cui solo prodotti seriali (nel senso di 'fatti in serie') vendono, forse non è una gran qualità. Considerazioni personali a parte, Bonerest è e resta una sorpresa. Una piacevole sorpresa. Speriamo che il mercato possa permettere agli autori di continuare a sorprenderci.

Abbiamo parlato di:
NON MI SEI MAI PIACIUTO di Chester Brown
Black Velvet, lire 25.000
ESCAPE di A.A. V.V.
Smoothouse Publishing, lire 8.000
OGNI MATTO HA LA SUA FISSA di Lorenzo Sartori
Rasputin!libri, lire 20.000
BONEREST - LA FINE DI UN MONDO: "Strani giorni"
di Matteo Casali e Giuseppe Camuncoli
Magic Press/Innocent Victim, lire 18.000
 

 


 
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