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INCONTRO CON FREZZATO


Pagine correlate:
Scheda Frezzato
su Monitor

A Firenze, la libreria per fumetti Comics e Dintorni, ha organizzato in data 23 settembre 2000 l'incontro con l'autore de "I Custodi del Maser".

L'occasione era giustificata dall'uscita del 4° volume della serie e per l'evento sono stati distribuiti alcuni ex libris in tiratura limitata di 160 copie con un'illustrazione inedita. Questo il resoconto globale con le confessioni dell'ospite...

Massimiliano Frezzato
autore in progress
report di Pierfilippo Dionisio

Massimiliano Frezzato si confonde facilmente tra il pubblico che lo aspetta: giovane (33 anni), vestito in maniera comoda per il viaggio in moto, un aspetto gioviale, una risata amichevole.

Così si presenta di fronte ai suoi ammiratori e con piacere autografa gli ex libris preparati appositamente dai proprietari del negozio - Mauro Bruni e Riccardo Grupelli - utilizzando un disegno inedito e ben definito, raffigurante Fango (destinato ad una copertina ma poi scartato per far posto ad un altro personaggio).

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l'ex libris
   
 
Massimiliano Frezzato è un autore che riesce a farsi apprezzare dal pubblico.

Cordiale e disponibile, con un fare molto modesto, avvicina nuovamente i presenti e, invece di essere sepolto da trepidanti domande, si tuffa in un interminabile :-) "a solo", soddisfacendo anche gli animi più inquieti e desiderosi di risposte.

La Torre di Ferro

Questo il titolo del 4° volume de "I Custodi del Maser" (in Italia edito dalla Vittorio Pavesio Productions), l'affascinante serie attualmente in fase di lavorazione, di genere fantastico / fantascientifico.

Ma perché tale titolo? Lo svela subito l'autore.

"...il 4° volume è stata una torre!"
   
L'intero libro ha costituito una prova per Frezzato e verrà ricordato come un qualcosa di particolare da lui realizzato.
Nei tarocchi la Torre simboleggia il Viaggio, il Passaggio: questo è il significato della storia, questo è lo stesso significato che ha avuto per lui nel prepararlo. Non mente affermando che "...il 4° volume è stata una torre!".

Se osservate bene, le prime tavole non sono molto diverse da quelle dei precedenti volumi. Ciò che però le contraddistingue successivamente è la scelta cromatica e il minor dettaglio. Va poi aggiunto che in fase di stampa i colori si sono scuriti (ma questo si è rivelato un vantaggio).
Definiamo alcuni punti salienti della lavorazione.

IL COLORE

Riprendendo i primi libri del Maser, Frezzato si rende conto che i colori hanno un che di naïf e decide di fare uno studio per meglio carpirne i segreti. Prova quindi a modificare le sue tecniche in "La Torre di Ferro", tecniche che già nel prossimo volume - il 5° - saranno affinate e con una gestione del colore migliore e più dettagliata, grazie all'esperienza acquisita da questo studio sul colore.

Ma perché ciò? Frezzato definisce i suoi disegni come illustrazioni, anzi, pittura (almeno nel senso che lui - personalmente - intende, senza vantare grandi pretese, comunque).
Inoltre questo capitolo narra una storia cupa, tragica: deve provocare un senso di paura e di ansia provenienti dall'autore. E quindi questo messaggio va mediato al lettore tramite l'impatto con i colori.
La Torre è di ferro e ferro significa anche ruggine: questo dovrebbe incutere un certo timore poiché rappresenta l'oscurità, la corruzione del mondo della città in contrasto con quello naturale.
Il fatto - accennato anzitempo - che la stampa abbia scurito i colori è tornato, quindi, comodo.

L'autore ha coscientemente evitato di usare il colore bianco perché lo associa solo alla Luce (e a nient'altro!) ed in questa parte della storia non deve essere presente.
Il prossimo volume avrà invece un gran gioco di colori.

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cover 4° volume
   
 

IL SIGNIFICATO

Così Frezzato si rende conto a posteriori dell'impostazione di maggior realismo che vuol dare alle immagini, dell'ambiente più tetro che si avvicina ad una dimensione più umana, più cittadina contrapposta a quella della Natura.

[NdR Tutto ciò riconduce alla tradizione della letteratura pastorale che fin da Teocrito - poeta ellenistico - ha associato il mondo della Campagna alla Natura vergine ed incontaminata, idilliaca e bucolica, ed il mondo della Città a quello della corruzione e della corte. È evidenziata anche la dicotomia antitetica del mondo Ctonio (femminile) e di quello Uranio (maschile).
La Torre è un elemento fallico che si protende verso il cielo ed ingloba la tecnologia (ciò che più allontana dalla natura); è associata all'uomo che si contrappone alla comunità di Erha, chiaramente femminile perché immersa nell'acqua, fonte di vita/procreazione, come la donna. Da quest'ultimo luogo Erha - donna - intraprende il suo viaggio.]

IL LAVORO

De "La Torre di Ferro" sono state eseguite inizialmente le matite di tutte le tavole. Questo è stato molto snervante perché tanta era la voglia di passare ai colori, lì a portata di mano... Infatti con il prossimo numero tornerà al classico iter di matite / ripasso / colori eseguito tavola per tavola.

Non sono state impiegate le matite colorate e l'aerografo ma solo gli acrilici con una tecnica a pennnello asciutto (poco diluito) con cui accarezza il colore. Il colore poi non è uniforme, non sempre lo stesso perché influenzato dall'ambiente (questo è stato uno dei risultati del suo studio sul colore): così p.e. il "buff" che usa per la carne non sarà sempre il solito ma sarà un "buff" + ambiente e quindi l'acrilico cambia.

LA FINE

Il finale con Erha nel campo di grano è volutamente criptico perché l'intenzione dell'autore è quella di dare uno shock al lettore: nessuno strumento è stato fornito per comprendere la scena.

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Erha alla fine
del 4° volume

I Custodi del Maser - la serie

Attualmente la serie è composta da 4 libri ed i titoli dei 3 precedenti sono: "La Seconda Luna", "L'Isola dei Nani" e "L'Occhio del Mare". In totale saranno 9 libri suddivisi tra loro in 3 trilogie susseguenti.
Ogni trilogia avrà associato un colore di fondo nella copertina: azzurro per la prima (caratterizzata dal cielo), granata (un tipo di rosso) per la seconda (per la presenza della Torre). Del terzo colore ancora non si sa nulla.
Ogni copertina ha per soggetto uno dei protagonisti.

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le copertine dei primi 3 volumi unite

L'IDEA

Forse è nata in un osservatorio di astrofili sopra Sarzana, con un amico, mirando le stelle. L'idea - una specie di What if...? - era quella di domandarsi cosa sarebbe successo se si fosse posizionato un cannocchiale su un pianeta lontano, rivolto verso la Terra, nel luogo e nel momento in cui Kennedy veniva ucciso. Chiaramente tutto si chiuse lì.

Ma è stato l'inizio.

Il maser è un amplificatore allo stato solido nel campo delle microonde e viene impiegato nelle ricerche radioastronimiche per amplificare deboli messaggi provenienti da grandissime distanze. Dà un tipo di informazione più definita rispetto ad un laser che ha una dispersione maggiore.

Questo a 17 anni. Ora - dice ridendo - ne ha 33.

LO SVOLGIMENTO

"...disegnando i cambiamenti non mancano!"
   
Al momento, dell'intera trama sono stati definiti l'inizio, la fine e ciò che è stato pubblicato. Il rimanente è solo abbozzato, è ancora in fieri, in costruzione e disegnando i cambiamenti non mancano. Una volta p.e. aveva già scritto con il suo coautore - Mandryka - un libro, ma dopo appena una settimana l'aveva già ripensato! :-)
Un esempio più concreto è il caso di Zerit: non era calcolato che si rompesse la mano. Semplicemente, disegnando le tavole, il personaggio ne aveva una strana posizione e così ha deciso di rendergliela inservibile per quasi tutta la serie.
Certo sono solo particolari rispetto alla trama principale ma può essere definito come un work in progress!

Il tempo di lavorazione per ogni libro si aggira intorno all'anno, realizzando 44 tavole divise in scadenze mensile: così possiamo aspettarci come probabile data di uscita del 5° volume settembre 2001. Tutti gli albi sono stati calendarizzati dall'editore dopo aver concordato una sinossi generica con l'autore.
Certo le scadenze sono imposizioni forti ma funzionali. Forse sarà diminuita la libertà ma giusto un poco.

Capita ogni tanto che il suo editore francese lo sproni a lavorare facendo notare che i suoi non sono altro che Petit Mickey, un altro termine con cui si indicano i fumetti in Francia, riferendosi a Topolino. Dando un giusto peso a tutte le cose e con una buona dose di modestia Frezzato li riconosce come tali.

Una sola è la limitazione che non sopporta: le ristrette 44 pagine per libro!

Sempre a proposito di scadenze, invidia chi riesce a lavorare sotto pressione, con date di consegna differenti dalle sue, come i disegnatori Bonelli. In passato ha provato a realizzare un albo di Dylan Dog ma poi ha mollato (in questa pagina dedicata alle pubblicazione della Sergio Bonelli Editore su www.bvzm.com viene addirittura accreditato come disegnatore dello staff di Nathan Never).

LE ILLUSTRAZIONI

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Le Matite di Frezzato
  

Realizzare alcuni disegni non definitivi e poi farne di nuovi crea indecisione, una scelta, un PARAMETRO.

Ma al Frez piace vedere le matite (come il volume - Matite - a tiratura limitata edito sempre da Pavesio e che raccoglie bozzetti e schizzi a matita) anche fini a se stesse, con illustrazioni che probabilmente non appariranno mai nei volumi ma servono solo come studi.


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altre matite del Maser
Annuncia che nel 5° libro sarà presente un altro speciale come quello apparso nel 2° (il numero mediano di ogni trilogia l'avrà). Così dopo Colonia sarà la volta della Torre, con vari disegni e qualche collaborazione (forse Parente) e qualche altra tecnica (come la Computer Graphic in 3D).

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Studi su Fango e Zerit

LE COPERTINE

Non solo i disegni delle copertine si collegano sequenzialmente tra di loro (come visto sopra), ma la copertina del 9° (e ultimo numero) si ricollegherà al 1°.
Non solo. Come già è successo nella copertina del 2° - dove Zerit e Ciro riflettono quelle adiacenti - anche la copertina del 4° contiene un indizio della successiva: il medaglione del nano infatti riflette qualcosa... Ma non tentate di decifrarlo: è impossibile!
Massimiliano Frezzato deve ancora pensare la soluzione!
Infatti deve ancora elaborare le rimanenti copertine.

La tecnica

Esclusi i cambiamenti che ha portato "La Torre di Ferro" e che sono stati esposti precedentemente, quello che segue è il suo metodo di lavoro.

TESTO

Generalmente Frezzato prende un foglio e lo divide in 44 quadretti: ogni quadretto rappresenta una tavola e quindi ha davanti a sé l'intera storia del libro.
Ogni pagina viene associata ad una parola e di ogni parola cerca di avere davanti a sé un riassunto, p.e. un'azione che abbia un significato con un inizio, uno svolgimento ed una fine. Questo lavoro definisce tavole e vignette a livello testuale.
Poi viene la parte grafica.

DISEGNO

Qualche volta si aiuta mimando l'azione: ciò permette meglio di calcolare la quantità di vignette da usare, sapendo più o meno se la coreografia è giusta. Prima usava uno specchio ma adesso serve solo per vedere chi arriva alle spalle quando lavora al tavolo :-).

I fogli adoperati hanno dimensioni 35x50 e una particolarità: sono colorati. Naturalmente usa colori coprenti. Come mai questa scelta per i fogli? Prima li usava bianchi ma una volta li finì e rimanevano solo quelli colorati. Da qui, questa pratica (un po' come la carta rosa della Gazzetta dello Sport).
Il colore del foglio è scelto a seconda dell'ambiente che deve raffigurare (azzurro per il mare...).

Poi usa il Pantone (c), le matite colorate, gli acrilici, la tempera colorata, il bianco...
L'aerografo solo ogni tanto.

Con il computer invece non si è molto impratichito e gli riserva solo qualche effetto anche perché lo considera uno strumento fine a se stesso ed usandolo eccessivamente si noterebbe.

Una tecnica che si è divertito ad usare su Margot (precedente al Maser) è quella di passare gli Ecoline in aerografo su fogli acetati dove non aderiscono. Asciugando si viene a creare un effetto a spugna, a chiazze.

RIFINITURE

Dopo aver finito le vignette, le ritaglia e le incolla su normalissimi fogli con un biadesivo per moquette. Bisogna fare attenzione con i colori acrilici nel maneggiarli perché si possono sciupare.

CORREZIONI

Nei primi 3 volumi è stato facile farne con le "pecette", piccoli pezzi di carta ritagliata ad arte che nascondono l'errore e riportano il giusto disegno. Nel 4° invece - con quei fogli usati - per correggere non solo va utilizzato lo stesso tipo di foglio, ma pure inclinato seguendo la trama del foglio vero e proprio: praticamente irrealizzabile!
Quindi le correzioni vengono fatte con gli acrilici. Più semplici sarebbero state le matite colorate che permettono una velatura e di cancellare e sovrapporre.
Ma come correggere? Con una buona correzione che la stampa non noti!

Narra che sulla storia di Wolverine da lui disegnata per la Marvel è presente una vignetta montata a rovescio per errore: fortunatamente funziona!
In questa storia ha impiegato i Pantoni grigi su carta grigia, con pennarelli grigi caldi, matite colorate e tempera con aerografo. Aveva preparato anche una copertina ma non è mai stata usata ed ora è irrimediabilmente persa negli archivi Marvel USA.

Conclusione

UN CONSIGLIO

Ai giovani disegnatori dà il suggerimento di portare in occasione delle mostre o di incontri simili poco materiale ma buono, mostrando con una decina di tavole ciò che uno è capace di fare con disegni il più variegato possibile (animali, fondi, primi piani...) dando un ampio excursus delle proprie capacità. Così facendo l'eventuale editore non si annoia nel visionare gli elaborati (quando sono troppi non li degna di grande attenzione) e sa dare subito un giudizio.

Riepilogando, Massimiliano Frezzato, vincitore a Prato nel 1989, ricorda di quando ha disegnato Margot con i testi di Charyn. Inizialmente offerto a Tanino Liberatore, gli era stato passato e ne aveva realizzato 2 volumi, di 44 e 60 pagine.
È contento di non disegnare più ambienti metropolitani perché è stufo di grattacieli e strade che portano via molto tempo [ride].

Ora vuole vedere il cielo e il Maser glielo permette!

Oltre a Wolverine "Beer Run", ha realizzato anche alcune cards di Magic per la Wizard of the Coast, come un altro grande disegnatore italiano e suo amico, Paolo Parente.

Alla fine dell'incontro, per lui non rimane altro che accontentare i presenti firmando i suoi volumi e disegnando alcuni schizzi per gli appassionati, come questi qui sotto:

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Tyta in uno schizzo
di Frezzato

(cliccare 10k)
Ciro in uno schizzo
di Frezzato


 
 


 
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