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Alejandro Jodorowsky Una vita da romanzo di Filippo Rossi (Lendicomics Club)
Nel ’42 si trasferisce a Santiago dove inizia a frequentare l’università e contemporanemente, oltre a fare il clown in un circo, fonda un teatro di marionette: così inizia la sua carriera di attore, regista, scenografo e scrittore. Nel ‘55 si reca a Parigi, dove studia col mimo Marcel Marceau. In questo periodo dirige Maurice Chevalier e realizza un film andato perduto, "La testa mozzata". Jodorowsky stringe amicizia con artisti appassionati di spiritualità, surrealismo e teatro d’avanguardia, tra i quali Roland Topòr e Fernando Arrabal. Nel ‘62 i tre danno vita al Movimento Panico, in omaggio al dio Pan. Jodorowsky scrive molti testi teatrali e libri panici (tra cui un "Metodo de filosofia panica"). Negli anni ’60 vive tra Parigi e Città del Messico, dove mette in scena opere di Ionesco, Arrabal, Beckett, Shakespeare, Nietzsche e realizza il lungo fumetto "Fabulas panicas". Nel ’67 crea la sua casa di produzione cinematografica, Produciones Panicas, e dirige il suo primo vero film: "Fando et Lys" ("Il paese incantato"), una storia d’amore surreale tratto da un lavoro di Arrabal.
![]() Una sequenza da "La montagna sacra", USA/Messico, 1973 Fallita l’impresa Dune, Jodorowsky dirige "Tusk" (1979), che racconta la storia di un elefante indiano. Nel frattempo, grazie a Moebius, Jodorowsky entra nel mondo del fumetto. I due realizzano "Les yeux du chat" nel ’78; quindi la saga mistica de "L’Incal", dal 1980 al ‘88, basata su molto del materiale prodotto per Dune, sui Tarocchi e su di un sogno del suo autore.
Scrive poi altri fumetti: "Le dieu jaloux" e "L’ange carnivore" con Cadelo, "Le lama blanc" con Bess.
Pubblica con Janjetov una serie retrospettiva del ciclo dell’Incal, "La giovinezza di John DiFool". Intanto scrive i libri "Les araignées sans mémoire" e "Le paradis de perroquets" (Premio Humour Noir ’85) e nel ‘88 il romanzo "Enquéte sur un chemin de terre".
Torna al cinema nel ‘89 con "Santa sangre", un discusso ed estremo film girato in Messico, prodotto da Dario Argento ed interpretato dai figli Adel e Axel, e considerato "il più bel film horror mai girato": racconta le simboliche gesta di un adolescente folle ed assassino. Nel ‘90 esce il fantasy "Il ladro dell’arcobaleno"; il suo ultimo sforzo cinematografico è "Abelcain".
Nella seconda metà degli anni ‘90 Jodorowsky torna nel mondo del fumetto assieme all'amico Moebius (con la raccolta "Artigli d'Angelo" e la saga del "La pazza del Sacro Cuore") e con i "prequel" dell’Incal: escono i cicli "La casta dei Metabaroni" con Jimenez e "I Tecnopadri" con Janjetov; quindi il recente "Megalex" con Beltran.
Jodorowsky sembra aver trovato nel fumetto la forma espressiva illimitata attraverso cui dar vita ai vertiginosi e visionari mondi che racchiude in sé stesso.
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