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<Monitor>   recensioni dallo staff

Mercoledí, 7 Dicembre 2005

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recensito da L.Cerutti - 07/12/2005 00:36
Dopo averlo annunciato senza troppo clamore come successore di "Battle Royale" la Play Press mette in campo da questa settimana "Kamiyadori".

Scritto e sceneggiato da un finora sconosciuto Key Sanbe, "Kamiyadori" è un manga d'azione che si impone all'attenzione del lettore per due aspetti sostanziali.
Il primo è il tratto grafico: pulito, professionale, espressivo, con una attenzione anatomica, che non vuol dire "realismo", rara nel campo del manga d'azione.
Il secondo è certamente il soggetto.
Riassunto a grandi linee, in un mondo parallelo di ambientazione vagamente "steampunk", ovvero in cui convivono armi da fuoco e magia, reti informatiche e risciò, un misterioso contagio trasforma gli uomini in mostruosità aberranti. Per far fronte al contagio si può unicamente contare su di un vaccino, in scorte limitatissime, e sulla presenza dei guardiani o agenti speciali: una truppa di intervento il cui scopo è di internare i possibili contagiati... oppure eliminarli sul posto con armi da fuoco potenziate da incantesimi "purificatori". L'elite di questa truppa è composta dai Right Arms: agenti speciali a cui è stato iniettato, e poi sigillato da un tatuaggio esoterico e dal vaccino, l'agente patogeno nel braccio destro, rendendoli così sovrumanamente potenti, veloci e precisi.

Tra i più validi tra i Right Arms c'è "Lefty" Gil un riflessivo e posato giovane con un passato da sterminatore che si accompagna a Vivie, soprannominata il Gadget di Lefty, una attraente ragazzina selvatica che sembra priva di qualsivoglia educazione "civilizzata" ma dalla indiscutibile capacità quando si tratta di eliminare i contagiati, tanto da essere nota per la sua affermazione più ricorrente: "uccido.".
Il manga si concentra sulle missioni affrontate da questa insolita coppia, mentre vengono alla luce tanto reti di piccoli spacciatori in possesso di vaccini illegali, quanto misteriosi gruppi intenzionati ad aumentare il numero dei contagiati.

Come si può intuire, sotto il livello più superficiale dell'azione pura, Kamiyadori offre spunti piuttosto interessanti. Da una parte non si riesce a notare una secca linea di separazione tra bene e male: i due protagonisti spesso affrontano ed uccidono vittime innocenti. Questo crea un forte elemento di discordanza tra le sofferenze del primo, ex sterminatore ora perseguitato da fantasmi del passato, e l'indifferenza della seconda, interessante dimostrazione di quanto "innocenza" sia qualcosa di diverso da "pietà". Intanto, sullo sfondo, cominciano a crearsi tante piccole incrinature da cui potrebbe fuoriuscire del marcio: se il vaccino è così difficile da trovare, infatti, com'è possibile che ne esistano reti di spaccio illegale così diffuse? Chi ha interesse ad utilizzare i contagiati a scopo terroristico? Chi guida "veramente" gli agenti?

Non ci troviamo, intendiamoci, di fronte ad un soggetto rivoluzionario. I Right Arms combattono esseri non molto diversi dai Lucifer Hawk di "Silent Mobius". Ma come si diceva troviamo spunti interessanti in un soggetto che sembra non voler dare appigli per facili manicheismi. Se verranno sviluppati opportunamente, questo numero 1 potrebbe essere il primo di una serie di cui parlare a lungo. Kamiyadori - Potere divino, vol. 1 - Play Press, volume brossurato, dicembre 2005 in edicola e libreria, € 3,90

Venerdí, 25 Novembre 2005

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recensito da M.Galea - 25/11/2005 01:01
La Mondadori recupera un antico lavoro di Neil Gaiman e Dave McKean, pubblicato da Magic Press nel 2001, esaurito immediatamente e da allora difficilmente reperibile nelle librerie. "Mr. Punch" è probabilmente il volume migliore realizzato dall'affiatata coppia di artisti, i quali propongono una summa dei rispettivi stili e modi di affrontare l'arte grafica.

Al mare, in una malinconica galleria dei divertimenti, un ragazzino incontra un misterioso burattinaio con un oscuro passato e una donna che si guadagna da vivere recitando la sirena. Presto le loro vite si intrecciano. Le loro storie si rivelano, e il ragazzo è costretto ad affrontare i segreti di famiglia. Strani burattini e un incubo di violenza e tradimento, in una fiaba nera di infanzia, innocenza e adulto dolore.
Questo è il riassunto proposto dal catalogo Mondadori, che descrive una storia misteriosa e intrigante che però va ben oltre quanto detto a parole. Gaiman presenta al pubblico i personaggi di Mr. Punch, il chiassoso e popolare burattino anglosassone derivato da Pulcinella, e Judy, la sua compagna, e crea una raffinata storia nella storia, una favola oscura che mescola l'infantile innocenza con l'oscurità degli adulti. La commistione col mondo della letteratura e del teatro è una consuetudine del modo di scrivere di Gaiman, che anche in Sandman aveva riproposto in chiave metaletteraria alcune opere di Shakespeare. Stavolta il prescelto è il mondo del teatro di strada dei burattini, il Mr.Punch and Judy appunto, una tradizione britannica nata nel tardo 1600 che ha trasformato Mr.Punch e le sue grottesche e feroci storie nel burattino più celebre del mondo anglosassone.

In perfetta armonia con dialoghi e didascalie, McKean accompagna ogni pensiero di Gaiman con sofisticate immagini che superano il canonico concetto di vignetta e fumetto e fondono insieme abilità fotografica, gusto per la sperimentazione e puro disegno.

Una tavola tratta dall'albo, dove si evidenzia il peculiare stile di disegno di Dave McKean.
(c) aventi diritto
Il bambino protagonista con la nonna

"Mr. Punch" è quindi un prodotto che ogni amante di Gaiman e McKean dovrebbe possedere, conservandolo con cura e divulgandolo con rispetto per l'arte che contiene. Altri, invece, potrebbero forse essere poco attratti dallo stile grafico scelto da McKean, ma l'eccellente qualità, i contenuti affascinanti (e a tratti storici) ed un racconto magistrale sono ottimi motivi per lasciarsi sedurre anche dalle illustrazioni.

La comica tragedia o la tragica commedia di Mr. Punch - Mondadori, volume cartonato, ristampa di un precedente volume Magic Press, 96 pagg. a colori, € 16,00

Mercoledí, 9 Novembre 2005

monitor/?9205
recensito da R.Panichi - 09/11/2005 00:57
La Star Comics, dopo aver resuscitato e rilanciato Jonathan Steele, realizza con la pubblicazione di questo primo albo speciale uno dei sogni nel cassetto di Federico Memola. Lo sceneggiatore milanese, come più volte dichiarato, cullava infatti da tempo l'idea di uno spin off dedicato a Myriam e Jasmine, dove potesse emergere la vena più leggera e glamour che spesso si intravede sullo sfondo delle storie di Jonathan Steele.

Leggendo le sette storie brevi che compongono questo primo numero di "Agenzia Incatesimi", l'impressione è però che questo famigerato sogno avesse in realtà contorni poco definiti e che, al momento di metterlo bene a fuoco, Memola non abbia saputo trovare il registro giusto. Il formato della storia breve non sembra poi essergli particolarmente congeniale. Al di là della pretestuosità degli spunti narrativi, che in fondo era alla base anche delle prime, divertentissime, storie di Legs, colpisce infatti soprattutto l'inadeguatezza dei tempi comici.

Il tono leggero si trasforma infatti in un pretesto per un ripetitivo sfoggio di situazioni glamour, sorretto peraltro da un umorismo stantio, raramente capace di strappare anche soltanto un sorriso. Insomma, queste storie "a solo" di Myriam e Jasmine fanno sorgere seri dubbi sulle effettive capacità di Memola come sceneggiatore brillante.

Ci sentiamo però di concedergli un'attenuante. Per diversi motivi, quella delle storie brevi (delle quali oltretutto un paio erano già state pubblicate sulla rivista Strike) è stata una scelta forzata. Se, come sembra, ci sarà una seconda uscita, saremmo curiosi di vedere le due ragazze all'opera in un'avventura dal più ampio respiro narrativo.

Se dal punto di vista dei testi questo "Agenzia Incantesimi" è dunque un vero disastro, i disegni non deludono affatto. Tutti e sette gli autori compiono un eccellente lavoro, sia sul versante delle matite, sia su quello della coloratura. Tra i molteplici stili, piacevolmente personali, con i quali le due protagoniste sono state reintepretate, si distinguono Marco Checchetto e Sergio Ponchione, le cui tavole sono veramente superlative. Se questo albo vale i soldi spesi, raggiungendo quindi una stentatissima sufficienza, il merito è soprattutto loro.

Agenzia Incantesimi, JS spec. n.1 - Star Comics, volume brossurato, ottobre 2005 in edicola e libreria, 112 pagg. a colori, € 4,00

Venerdí, 4 Novembre 2005

monitor/?9159
recensito da R.Panichi - 04/11/2005 00:06
Forte di uno strepitoso successo in patria, arriva anche in Italia Hikaru no Go, manga incentrato su uno dei più conosciuti giochi da tavola orientali. Il Go è una vera e propria istituzione della tradizione ludica orientale, così come gli scacchi lo sono della cultura occidentale. Giocato su un tavoliere con pedine bianche e nere, il Go richiede una concentrazione totale e ottime capacità di pianificazione strategica della partita.

Di fronte a questo nuovo titolo targato Planet Manga, il primo dubbio riguarda la fruibilità della storia per il pubblico occidentale, tutt'altro che avezzo alle sottigliezze e alla complessa nomenclatura delle mosse del Go. Il problema è ben risolto dal soggetto: il protagonista, pur essendo posseduto dallo spirito di un leggendario giocatore vissuto secoli prima, non ne conosce infatti nemmeno le regole. La dialettica che si instaura tra i due, prima fondata su un rifiuto pregiudiziale da parte del ragazzo verso il gioco, poi su una graduale accettazione reciproca, fa dunque sì che il lettore, così come il protagonista, venga prima incuriosito e poi attirato dal mondo del Go. Un meccanismo, questo, che favorisce un piacevole coinvolgimento nella storia narrata, anche per i non addetti ai lavori.

La storia parte in quinta, presentando già nel primo volume un vasto numero di personaggi e situazioni. Il modello di riferimento per lo sviluppo della trama pare essere quello del manga sportivo, dove, ad un iniziale apprendimento della disciplina in questione, cominciano a susseguirsi sfide sempre più complesse. Si intravedono tuttavia anche possibili variazioni sul tema, fornite ad esempio dallo scontro tra la volontà del protagonista e quella dello spirito che abita nel suo corpo.

I testi di Yumi Hotta sono freschi e scorrevoli. Niente di più, ma in un manga di intrattenimento come questo non è cosa da poco. Funzionali anche i disegni di Takeshi Obata, che rivela buone capacità espressive e un ottimo senso del ritmo della tavola.

Difficile dire se Hikaru no Go sarà effettivamente in grado di appassionare i lettori italiani. Pur nel solco del prodotto di genere, la qualità della proposta e la buona ricettività del pubblico verso giochi dal sapore esotico/matematico (come il Sudoku) potrebbero però farne la grande sopresa del 2006. Segnaliamo a margine anche il furbo prezzo lancio di soli 2€.

Hikaru no Go, vol. 1 - Planet Manga, volume brossurato, novembre 2005 in edicola e libreria, € 2,00

Domenica, 16 Ottobre 2005

monitor/?9096
recensito da M.Galea - 16/10/2005 00:01
"Alias" è un romanzo grafico tratto dall'omonima serie televisiva, celebre sia in U.S.A. sia in Italia. La storia vede protagonista la giovane Sidney Bristow, un'agente segreto super-addestrato al servizio dell'APO, una divisione interna della CIA. Intorno a lei, tutta una serie di personaggi legati da segreti, rapporti di parentela e antiche ruggini, appena accennate nell'albo ma sempre presenti nella serie televisiva.

Il volume fa parte della collana Buena Vista Lab edita da Disney, la cui prima uscita è stata "L'ultima battaglia" di Faraci e Brereton. "Alias" è stato realizzato da Pierluigi Cothran, sceneggiatore esordiente nel mondo dei fumetti ma già esperto di cinema e serial televisivi (ha lavorato alla quarta stagione di "Alias"), e da Alberto Ponticelli, disegnatore già attivo nel campo dei comics.

La storia, leggibile da tutti ma consigliata maggiormente ai conoscitori della serie, si sviluppa lungo binari noti (per i canoni di "Alias"): una missione ad alto rischio mette in azione l'agente Bristow e i suoi colleghi. Dialoghi piuttosto fluidi, una discreta gestione dei personaggi, buon ritmo rendono la lettura abbastanza godibile e similare al prodotto televisivo. Purtroppo, la nota stonata dell'albo deriva dai disegni: sgraziati, eccessivi nell'uso di linee, con primi piani a tratti deformi, rendono estremamente difficoltosa la lettura della vicenda. L'unico pregio, da questo punto di vista, è la copertina, arricchita dai colori sempre splendidi dell'ottimo Emanuele Tenderini (già visto al lavoro in "100 anime").

Alias, Buena Vista Lab - Disney, volume brossurato, ottobre 2005 in edicola e libreria, € 6,90


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