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Ultimate Jesus!

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Qualcuno aspetta ancora la Sua prima venuta. Qualcuno è in attesa della seconda. Parecchi altri fondamentalmente se ne infischiano. Ma se Lui dovesse tornare… beh, allora un direttore di quotidiani Marvel-fan, titolerebbe così in prima pagina:

di Paolo Ottolina


La storia fa così: siete un teenager e un giorno vi morde un ragno radioattivo. Forse l'avete già sentita. Proviamo quest'altra: siete un teenager e un giorno vi cade addosso un liquido che vi rende ciechi ma amplifica gli altri sensi. Già sentita anche questa. Allora quest'altra: siete un teenager e un giorno scoprite di avere super-forza, super-udito e il potere del volo. Andata anche questa. Ma il buon Mark Millar ne ha trovata una libera: siete un dodicenne scazzato e volgare come qualunque altro e un giorno scoprite di essere Cristo. Proprio Lui. Tornato sulla Terra per gli Ultimi Giorni dell'umanità. Sapete ridare la vista ai ciechi, mondare i lebbrosi, resuscitare i morti. Ma siete sempre il dodicenne di cui sopra.

Blasfemia? Irriverenza? Ennesima furbata dell'ex portaborse di Grant Morrison dopo il mediocrissimo "Wanted" (da poco uscito in Italia per Panini Comics), che lo stesso Millar aveva propagandato come il nuovo "Watchmen"? Niente di tutto questo. Chosen è una mini in tre parti che funziona (e bene) se considerata per quel che è: un romanzo breve a fumetti con finale a sorpresa. Millar nelle ultime tre pagine ribalta l'intera costruzione precedente, lasciando il lettore sgomento e sinceramente divertito. E l'ultimissima tavola, a ben vedere, riporta di botto il lettore da un'elseworld qualunque all'America di oggi. Col dubbio di aver letto, chissà, un corrosivo pamphlet politico-sociale che dice parecchio sulle idee liberal dell'inglese, già noto agli italici lettori di comics per Authority e soprattutto per Ultimate X-Men e The Ultimates).

Checché ne pensino certi lettori (e certi autori, ahimé, anche nostrani) sempre a caccia dell'ultima irriverenza più "sconvolgente" del momento, storie come questa e altre dei bad guys made in Britain (Ennis, Ellis, Morrison per non far nomi) non sono da recuperare perché contengano chissà quale "novità" o sovversione. Sono da recuperare perché c'è un'idea, una sceneggiatura credibile, una logica interna coerente, un disegnatore che ci mette il suo (stavolta il bravo Peter Gross di "Lucifer", efficacissimo e colorato alla grande da Jeanne McGee). La ricetta di un fumetto dignitoso, insomma. Pagine a cui dedicare del tempo non certo perché sberleffano questa o quella istituzione, in anni in cui tutto è desacralizzato e deritualizzato. "Chosen" al più potrà indignare qualche baciapile con poca ironia o bacchettoni simil-Moige/Codacons (ma tanto di questi tempi non se li filano i fumetti, sono impegnati con il wrestling).

In giro per la rete..

Edizioni Bd

Una bio di Millar su Wikipedia

Un'intervista a Millar su Amazing Comics

Una storia costruita quasi à la Shyamalan (attenzione ai dettagli rivelatori!), che chiude il cerchio con una copertina decisamente iconica (e vorrei vedere, dato il soggetto) e astutamente fuorviante. Cover che per altro scandisce subito il registro del pernacchio: un Cristo crocifisso che indossa una maglietta di "Relax" dei Frankie Goes to Hollywood, pezzo dalle chiare allusioni al sesso omossessuale. Millar provoca senza autocensurarsi. Ma senza neppure scivolare nelle gratuità alla "Wanted": nonostante l'uso tutt'altro che parsimonioso del turpiloquio (dai dodicenni, alle vecchine per strada, agli insegnanti ai preti, tutti hanno in bocca uno "str***o", un "c***o", un "figlio di p******a") "Chosen" rimane un ritrattino, grottesco e iper-carico ma non lontano dal vero, di un'America di provincia con una profonda e naïf sete di sacro e di soprannaturale.

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Holy Shit!
   
 
Certo qualcuno sarà infastidito dai cliché in eccesso (un prete che ha perso fede e i fedeli, e qui salta ancora fuori Shyamalan, quello di "Signs"). E i cattolici potranno scocciarsi non per l'inesistente blasfemia della faccenda, ma piuttosto per la banalizzazione del concetto di Fede e di ricerca della Verità: "Fai i miracoli? Allora sei il Figlio di Dio. Non li fai? Sei un impostore", è l'assunto da bigino del cristianesimo che regge la narrazione. Ma chiaramente a Millar non interessa una riflessione teologica, riflessione di cui per altro non ha (probabilmente) i mezzi. Interessa piuttosto, come lui stesso ha dichiarato e come esplicita il protagonista Jodie nel fumetto, mettere in scena "un sequel per la Bibbia". Un sequel visto con la sensibilità di uno scrittore di fumetti di supereroi. E alla fine di questo si tratta: di un crossover tra temi alti (che più alti non si può) e una "normale" storia di un supertizio con superproblemi. Nello stile dell'ondata più fresca arrivata dal comicdom maturo. Non a caso Millar ha definito "Chosen" una sorta di "Ultimate Jesus". Alla fine una mini gustosa, intrigante e capace pure di lasciarsi dietro una domanda mica da poco: quando verrà l'Apocalisse saprò riconoscere i buoni dai cattivi?

Chosen di Mark Millar e Peter Gross
(Edizioni BD - Alta Fedeltà) 76 pp. colori, Euro 9,00
 

 


 
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