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"Naruto Uzumaki"

TESTI
Soggetto
e
Sceneggiatura
Masashi Kishimoto
DISEGNI
Masashi Kishimoto


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cover vol.20


Ninja, tecniche segrete, arti marziali, eroi e nemici spietati... e cosa volete di piu'?

E' tempo di distrazione!
recensione di Luca Cerutti

Ovviamente sarebbe fin troppo facile completare la battuta come nel noto tormentone televisivo ma, ahimè, non siamo pagati per questo (non siamo pagati e basta... in realtà).
Quello di cui parleremo, invece, è "Naruto" fumetto pubblicato dalla Planet Manga e che in patria è diventato un vero e proprio fenomeno di culto con la solita pletora di gadgets, manifestazioni dedicate, animazione e trasposizioni radiofoniche e cinematografiche.

In giro per la rete..
Planet Manga
Naruto, sito ufficiale

Il soggetto di questa opera in sè è abbastanza lineare, diciamo proprio: banale e stra-sentito. In un villaggio di ninja, il Villaggio della Foglia del Paese del vento, in un mondo sostanzialmente privo di riferimenti a quello da noi conosciuto, vive Naruto Uzumaki, giovane orfano (ma pensa...) scavezzacollo il cui sogno è quello di diventare Hokage, ovvero il ninja più potente e stimato del villaggio. Purtroppo per lui le cose non sembrano così facili: infatti nel suo corpo è stata sigillata la temibile Volpe a Nove Code (un demone appartenente alla tradizione mitologica giapponese) che quasi distrusse il villaggio alla sua nascita e la cui cattura costò la vita al Quarto Hokage. Altrettanto sfortunatamente questo è noto a tutti gli adulti e, nonostante sia vietato rivelarlo per ordine del Terzo Hokage (ancora vivente), essi non possono fare a meno che trattare il ragazzo, privato dei genitori dal mostro, con diffidenza e sospetto.
Fortunatamente non tutti gli adulti hanno in uggia Naruto e, soprattutto grazie al suo maestro, questi riesce a completare il suo apprendistato di allievo Ninja e ad entrare in una squadra di tre apprendisti. Suoi compagni sono Sasuke Uchiha: tenebroso ragazzo, unico sopravvissuto di quella che era la famiglia più potente del villaggio, un vero e proprio "genio in erba" e Sakura, ragazza carina, mediamente frivola, dotata nelle arti segrete ma mediocre in combattimento, cotta persa di Sasuke (che non pare ricambiare) e proporzionalmente maldisposta verso Naruto (che invece l'adora) secondo le piu' classiche regole del "triangolo alla nipponica".
Il loro istruttore è Kakashi, apparentemente menefreghista e svagato, in realtà uno dei migliori "Jonin" (ninja di prima classe) del villaggio.

(27k)
Da sinistra: Sasuke, Sakura e Naruto
Ovviamente non è questa la sede migliore per narrare per filo e per segno le vicissitudini del trio di compagni e del loro villaggio, in quanto quasi certamente si otterrebbe il risultato di tediare il lettore.
E questo sarebbe fare un grave torto ad un fumetto completamente giocato sul dinamismo, connotato da un continuo crescendo delle situazioni e dalla progressiva immissione di nuovi personaggi, nuovi scenari e, chiaramente, nuove e pirotecniche scene d'azione.
Crediamo infatti che il massimo punteggio dato alla sceneggiatura sia più che meritato dato che riesce pienamente a riscattare un soggetto che definire banale è poco.
A dimostrazione dell'abilità di Kishimoto stia la considerazione che, fino al numero attuale, ha introdotto tra protagonista, alleati e antagonisti, qualcosa come una trentina di personaggi. Di praticamente nessuno di costoro ha trascurato di darci almeno uno scorcio sulle sue attitudini, motivazioni e passato. In alcuni casi si è trattato di ben più di uno scorcio, pur trattandosi di personaggi destinati ad abbandonare da lì a poco la narrazione. I lettori della prima ora avranno probabilmente un ricordo indelebile della figura del giovane ninja Haku, compagno di uno spietato assassino e quindi "nemico", eppure figura a cui l'autore dà tanto rilievo e tanta profondità da fargli persino sopravanzare alcuni protagonisti nelle "classifiche di gradimento" dei lettori nipponici. E se questo vale per gli antagonisti, si può ben immaginare quale sia l'impatto che hanno i "protagonisti" (primari e comprimari), differenziati tra di loro da peculiari e ben marcate attitudini e filosofie.

(32k)
Io dico le cose come stanno (senso di lettura giapponese)

Forse era prevedibile, ma alla fine a patire leggermente di tanta imparziale cura è proprio il duetto dei "primari". Questi, da una parte sono esplicitamente ricalcati sul duo di cestisti Hanamichi Sakuragi e Kaede Rukawa del manga "Slam Dunk" (di cui l'autore si professa accanito fan), dall'altra i due protagonisti non possono fare affidamento sul loro "background" per convincere il lettore.
Sasuke ricalca un canovaccio che possiamo tranquillamente definire "abusato": il giovane prodigio in cerca di vendetta, a qualunque costo, con qualunque mezzo.
Naruto da parte sua non solo deve ammortizzare gli effetti di ridondanza di un altro ben noto canovaccio: il monellaccio che compensa la carenza di preparazione con una volontà incrollabile; ma deve anche fare i conti con un piccolo "peccato originale" commesso dall'autore: infatti, la diffidenza e l'ostracismo a cui la tragedia legata alla sua nascita lo condannerebbe è, in realtà, più detta che rappresentata. Ovvero ne parlano solo i personaggi e il protagonista, ma nei fatti il ragazzo raccoglie successi e attestati di stima fin dagli esordi... sono praticamente solo due, in 20 volumi, gli adulti a trattarlo con evidente disistima e dei due, uno si rivela malvagio e l'altro si ricrede.

(19k)
Sottolineare un concetto
(due pagine, senso di lettura giapponese)


Difetti non da poco, si direbbe leggendoli, ma che la sceneggiatura compensa dando al lettore ben poco tempo, e motivi, per riflettervi su grazie a dialoghi coinvolgenti e situazioni in progressiva accelerazione.
Il maggior pregio del disegno di Kishimoto è di riuscire a tenere il passo a questa sceneggiatura "forte". Non ci troviamo, è bene chiarirlo, di fronte ad un tratto che spicca per qualità artistiche o originalità, siamo più di fronte ad uno stile "standard" per il fumetto di azione: character design funzionale, molta pulizia nei tratti, abbondanza di linee cinetiche, ambientazioni per lo più anonime e un design di tavola asservito all'espressione del "momento".
Quello che è il punto di assoluta forza è la rappresentazione del dinamico. "Esplosivo" è il termine che può riassumere questo fumetto in una parola: l'impatto di un colpo, la distruttività di una tecnica segreta, il sorprendente ribaltamento in cui culmina una strategia raffinata, ma anche l'emozione di un istante, tutto questo Kishimoto riesce a rappresentarlo con buona sapienza artigianale, dando al lettore molti momenti "memorabili" di cui, ne siamo certi, sentirà di dover parlare con un altro lettore.

Possiamo concludere quindi positivamente un'altra recensione.
"Naruto" è un fumetto "ludico" con precisa coscienza di esserlo e ben orgoglioso di ciò.
Nel panorama della produzione dei manga di azione attuali fissa certamente uno "standard di riferimento" che nella personale classifica del recensore era prima occupato da "Full Metal Panic". Quello che è particolarmente apprezzabile, lo ripetiamo in chiusura è vedere come un soggetto di indiscutibile banalità sia stato riscattato dalla forte coesione di testo e disegno, ovvero grazie al "linguaggio" proprio del fumetto.


Naruto di Masashi Kishimoto
(Planet Manga), 200pp ca. b/n, Euro 3,50, albo brossurato, trimestrale, senso di lettura giapponese

 

 


 
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