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" Dragon Head"

TESTI
Soggetto
e
Sceneggiatura
Minetaro Mochizuki
DISEGNI
Minetaro Mochizuki

Pagine correlate:
Violence Jack

Apocalipse now
recensione di Paolo Ottolina


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Cover 3
Buio. Buio. Buio. Rumori. Acqua che gocciola, scricchiolii, oggetti che si rompono. Poi due occhi spalancati. Quelli di Teru, il protagonista. Comincia con cinque tavole apparentemente banali "Dragon Head", capolavoro senza luce di Minetaro Mochizuki. Scovato con bravura da Daniele Brolli, mai uscito per la defunta Phoenix e ora portato da Brolli in eredità alla Magic Press. Arrivato al terzo volume, Mochizuki, classe '64, mangaka poco noto ma di classe pura, già premiato con il prestigioso Osamu Tezuka nel 2000, fa uscire i suoi giovani protagonisti dal tunnel in cui erano prigionieri dal numero 1 solo per cacciarli in un incubo più tetro ancora.

Teru, Ako e Nobuo sono tre studenti in gita scolastica. Gli unici che sopravvivono al terribile schianto dello Shinkansen, il treno ad alta velocità su cui stavano viaggiando. Il mondo che era, finisce. Comincia il viaggio nell'Apocalisse: bloccati in un tunnel le cui uscite sono ostruite dai detriti, circondati solo dai cadaveri straziati di compagni e insegnanti, il fisico e la psiche dei tre teenager sono messi a dura prova. Nobuo non regge e si trasforma in una macchina di morte, a cui Teru e Ako sfuggono quasi per miracolo.

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Incubi ad occhi aperti
pag.136, n.3
(c) 2002 Magic Press

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Un mondo senza sole
pag.56, n.3
(c) 2002 Magic Press

La narrazione di Mochizuki è lenta e avvolgente, ma senza pause. Come una melassa di angoscia e sgomento travolge i suoi protagonisti e insieme il lettore, il cui punto di vista coincide perfettamente con quello dei personaggi. Nulla è dato di sapere: né che cosa ha causato la sciagura, né che significa "lo stato d'emergenza" che una radiolina annuncia prima di esalare l'ultimo respiro, né perché i ragazzi continuano a sudare copiosamente e parlano di un "caldo innaturale", né che cosa è la fantomatica "cosa" in agguato nelle tenebre. Con il terzo volume, Teru e Ako, sfuggiti a Nobuo, abbandonano il tunnel ed escono finalmente all'aperto: ma fuori li attende un mondo senza più sole né luce, che brucia i polmoni con gas quasi irrespirabili e che non lascia intravedere alcuna speranza.

Dragon Head è una delle storie più terrificanti e oscure mai narrate per immagini. Un esercizio di fantasia sociologica in cui Mochizuki si chiede: come reagirebbe la Gameboy-generation di fronte alla fine del mondo? Come si comporta l'uomo al crollo dei vincoli che lo tengono legato alla società? Domande le cui risposte iniziano a intuirsi in questo terzo episodio. Risposte assolutamente disperanti, ancor più dell'atmosfera nero tenebra costruita pagina dopo pagina, con dialoghi carichi di tensione, con un segno preciso ma nervoso, con volti costantemente cosparsi di sudore e deformati da ghigni e smorfie. Con chiari riferimenti al "Signore delle mosche" di William Golding, Mochizuki si dice e ci dice che non c'è speranza. Che dietro a un carico di morte, l'Apocalisse porta con sé il suicidio, la violenza cieca, il sangue, la follia, la putrefazione morale ancor prima che fisica. Che cosa abbia invece portato l'Apocalisse poco importa al narratore. Non lo dice, e forse non lo dirà neppure nei restanti 7 volumi (saranno 10 in totale, fedeli riproduzioni degli originali giapponesi che hanno rilegato le pagine uscite su Young Magazine della Kodansha). Catastrofe naturale, cataclisma atomico, attacco alieno o di una potenza straniera. Chissà. Vale la pena seguire il viaggio di Teru e Ako verso Tokio. Non per avere risposte, ma solo perché se no si lascerebbe in libreria un piccolo, oscuro, gioiello.

In giro per la rete..
Magic Press Comics
il sito ufficiale della Casa Editrice
Kodansha Club
i volumi giapponesi di Dragon Head (in inglese)
Con un'ambientazione post-catastrofe simile a quella dell'ottimo Violence Jack (Dynamic), ma con uno stile e obiettivi completamente diversi da quelli di Go Nagai, Dragon Head instilla nel lettore una paura quasi fisica. La lettura diventa anche un'esperienza sensoriale, che va a rimestare quel terrore dello smarrimento, dell'impotenza, della "cosa che aspetta nel buio" che ognuno si porta dietro dall'infanzia. Terrori primordiali e striscianti che, per fare un paragone, ben sapeva suscitare uno come Lovecraft. Gli ingredienti di Mochizuki sono molto distanti da quelli del maestro di Providence, i risultati assai vicini.

L'edizione Magic Press è impeccabile. Il prezzo un po' alto, ma allineato - ahimè - a quello dei volumi da fumetteria. Per i tipi della Star Comics è uscito anche "Phantom Stalker Woman": un mezzo gradino sotto questo Dragon Head, ma uno one-shot a 3,10 euro è un'ottima occasione per scoprire il brivido del tocco gelido di Minetaro Mochizuki.


Dragon Head n.3 di Minetaro Mochizuki
(Magic Press) 240pp b/n, novembre 2002, aperiodico, Euro 6, brossurato, senso di lettura giapponese, solo in fumetteria

 

 


 
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