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| pillole dal mondo del fumetto |
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Mars n.10 di Flavia Gasbarri Si classificò al secondo posto nel famoso Gran Prix che i Kappa Boys organizzarono, qualche anno fa, per far scegliere al pubblico i titoli degli shojo che si sarebbero avvicendati su Amici. Venne presentato un po' ovunque come il rappresentante di un nuovo stile, caratteristico dello shojo manga degli anni Novanta e sicuramente, quando questo "Mars" uscì, suscitò gli entusiasmi di tutti. Oggi, dopo dieci numeri in più di due anni di pubblicazione, è indubbio che questi entusiasmi si siano un po' raffreddati.
A lasciare perplessi, di "Mars", è per prima cosa l'intreccio narrativo.
Sostanzialmente però, la storia gira continuamente su se stessa e si ha l'impressione che retroceda invece di andare avanti, cadendo qualche volta in momenti di banale sentimentalismo. L'unico effettivo svolgimento narrativo che si è avuto infatti, è stata la decisione di Kira di abbandonare la sua famiglia. Ma anche la costruzione del suo personaggio convince poco: i drammi familiari e personali che l'hanno portata a questa decisione infatti, vengono tirati in ballo, all'interno della storia, in maniera brusca e un po' forzata.
L'unica cosa che gioca a favore di "Mars", è l'ulteriore miglioramento di un stile grafico sicuramente molto gradevole, moderno
e accattivante.
D'altronde, è normale aspettarsi delle sorprese quando si presenta al pubblico un manga ancora in corso di pubblicazione in Giappone, anche se, per un genere come lo shojo che ancora stenta ad affermarsi in Italia, forse sarebbe meglio evitare di correre altri rischi. 2/7 Mars n.10 di Fuyumi Souryo
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