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| pillole dal mondo del fumetto |
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Digitus Dei II – I Demoni hanno fame (1 di 2) di Vincenzo Oliva
Torna anche il segno "sporco" e "nero" di Casini, poche altre volte – come in questa occasione – così convincentemente sporco e nero. Sono ormai perfettamente coordinati M&C, sembrano una mano e un cervello unici: quanto più lo scrittore imbeve le sue trame di angoscia - metafisica o prosaicamente materiale – tanto più il disegnatore le traduce in incubi di china, su tavole graffiate, schizzate come se una qualche belva feroce tenesse il pennello tra i propri artigli dopo una lotta sostenuta con un proprio simile; così se Medda immerge le sue creature nelle miserie della vita quotidiana o le pone dinanzi ai misteri dell'Inferno, Casini ce le mostra intente a sprofondare nella propria mediocrità o affrante dalla loro paura di piccoli uomini. Il colore, elemento nuovo di questo secondo capitolo delle gesta di padre Sertori, viene ad aggiungere una freccia in più all'arco di Casini (e anche di Medda), consentendo all'artista di creare un'atmosfera ancor più "malata" e "morbosa" rispetto al b/n del primo Digitus Dei; anche se forse non sarebbe altrettanto intensa ed emotivamente forte senza quei graffi e quegli schizzi di cui parlavo, con i quali Casini costella vignette, sfondi, bordi della tavola; facendone elementi narrativi perfettamente inseriti nel racconto, e anzi caratterizzanti.
Questo albo rappresenta chiaramente un prologo a quanto verrà, e un giudizio definitivo si potrà dare solo alla conclusione della storia; tuttavia la premessa è non solo ricca, ma costruita con mano sapiente, creando le basi per un sicuro interesse da parte del lettore. Il crescendo emotivo della vicenda è sviluppato con ritmo, fino alla scena finale che ribadisce il leit-motiv della lotta al Demonio e anticipa il ruolo da primo attore che Sertori necessariamente avrà nella seconda parte; nel corso dell'albo il lettore riceve puntualmente tutte le informazioni di cui ha bisogno, inserite nel tessuto narrativo del racconto senza che ne risulti appesantito il ritmo. Pur amando in modo evidente la parola e l'atto del creare frasi e pensieri, Medda lavora in economia, affidandosi, per il sottinteso, al suo pennello di fiducia: Stefano Casini.
Digitus Dei n.2 – prima parte di due
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