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APRILE 2001


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pillole dal mondo del fumetto  


Rayearth 2 n.3 (kappa extra 33)
di Alessio Olivero

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Cover
  
Quando vidi per la prima volta "Star Wars: The empire strikes back", ricordo che rimasi estasiato. Con stupore dovetti riconoscere che un sequel, in certi casi, può effettivamente distinguersi e scavalcare l'originale in tutti i suoi aspetti. In certi casi, in casi speciali. E questo non lo è.

Con un terzo verde volumetto targato Star Comics si è concluso a Marzo Rayearth 2, artificioso ma commercialmente inevitabile seguito di Magic Knight Rayearth. Si tratta, a dirla tutta, di una "riscoperta": l'apprezzabile Manga delle Clamp (pseudonimo per tre bravissime autrici) apparve anni fa sulle pagine dell'ormai estinto "Young: il mensile del fantastico", sempre ad opera della Star Comics; va ricordato inoltre che prima d'essere ristampato e insignito d'una testata autonoma, ne è stata trasmessa la versione animata dalle reti Mediaset, con il titolo fiabesco "Una porta socchiusa ai confini del sole" (come si evince dalla copertina…).

La prima cosa evidente dopo la lettura dell'opera nella sua completezza, è come questa non riesca a reggere il confronto con la precedente. E, a mio parere, sotto ogni aspetto.

Il soggetto è un'arrampicata sugli specchi, un inutile, e sottolineo inutile, tentativo di cancellare il sapore amaro dell'epilogo della prima serie. Mi spiego meglio per chi non avesse letto il Manga in questione: Hikaru, Umi e Fu sono tre ragazze giapponesi con forti differenze, dall'indole all'estrazione sociale, che d'improvviso vengono chiamate su di una terra fantastica, Sephiro, per trarre in salvo, in qualità di cavalieri magici, Emeraude, principessa e "colonna portante" di quel mondo. Ora, il punto di forza della trama non è certo l'originalità ( il topos del viaggio dimensionale è logorato da anni di riciclaggio ), ma l'ambiguità della già citata missione e del ruolo dei tre cavalieri magici: questi si scoprono infatti non eroi e paladini della giustizia ma strumenti evocati dalla stessa principessa per porre fine alla sua infelice vita. E' bello osservare silenziosi Hikaru, Umi e Fu, di ritorno sulla terra dopo aver portato a termine il loro ingiusto dovere, ritratte nell'ultima tavola in lacrime sulla torre di Tokyo. Un finale amaro, forse triste, ma inevitabilmente maturo. Questa seconda serie invece vuole riparare la sensata tristezza dei precedenti avvenimenti: i tre cavalieri magici sono rispediti su Sephiro e qui hanno la possibilità di lottare contro nuovi improbabili pianeti conquistatori, di incontrare fratelli e prìncipi mai menzionati in precedenza, e, ovviamente, di rendere al mondo la giusta serenità. Disgustorama…

I testi, poi, sono quantomai noiosi. I discorsi dei personaggi sono ingarbugliati, difficili da seguire; ci sono poi a parer mio troppe "ricapitolazioni", quasi leggessimo un albo della Marvel... insomma, la lettura diviene un po' ostica, pagina dopo pagina. Nella maggioranza dei Manga d'intrattenimento i testi sono sì di poco conto, perché l'autore di norma è tutto preso a rispettare le scadenze e si preoccupa più del disegno, eppure questo non basta a giustificare le Clamp: trovo che persino il tratto sia "peggiorato", in questa seconda serie.

Non me la sento perciò, sebbene stimi molto il lavoro delle Clamp, di valutare Rayearth 2 con un voto maggiore di 3/7, una sufficienza "senza infamia e senza lode", che forse calza stretta alle sue autrici, capaci di ben altro, ma che dal mio punto di vista è più che generosa.

Una lancia va spezzata invece in favore della Star Comics, che ha saputo proporre tre volumetti dignitosi e quantomai economici: 224 pagine a £ 7.000. E di questi tempi non è cosa da poco...

 3/7    Rayearth 2 n.3 di Clamp
(Star comics) 224pp b/n, £ 7.000, brossurato, 3 di 3 numeri

 

 


 
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