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uBC MONITOR
FEBBRAIO 2001


Monitor
pillole dal mondo del fumetto  


White Sonya di Vincenzo Oliva

Sonya non ha nessuna intenzione di subire il destino che sembra scritto per lei: molestata da bambina dal padre, violentata a 11 anni, ex prostituta, condannata per aver ucciso il tipo che la sfruttava, quando esce di galera, dopo 5 anni, pare inevitabile che non possa sottrarsi al marciapiede, o a qualcuno che la "protegga".

Lei però ha una sola idea in testa: non vuole vendersi. Cosa resta, in questi casi, da fare? Per Sonya non c'è che da conquistarsi la libertà con la violenza: rapinando. Finché una bomba non devasta il luogo dove vive, e permette a Mario - figlioccio di Pinto, uno dei "candidati protettori" - di entrare nella sua vita.

Sonya lotta contro il sentimento che prova a nascere in lei, forse intravede un possibile spiraglio di normalità, poi tutto finisce, con la morte del suo "Little" Mario.

Il dramma precipita. Con freddezza, Sonya attua la sua vendetta contro colui che li ha traditi - lei e il piccolo Mario - poi si umilia fino in fondo davanti al mandante - Pinto -, si fa vedere doma e spezzata, poi colpisce, compie la vendetta definitiva, pur restando ferita.

Le porte del carcere si riaprono, "White" Sonya ritrova le compagne di prigionia, le sue uniche possibili amiche, la ribellione al destino finisce. Un sorriso increspa il volto di Sonya nell'ultima vignetta.

A dispetto di quel sorriso (e dell'aver Sonya salvato la pelle), il finale della storia è tutt'altro che consolatorio. Quel sorriso - anzi - sancisce non solo l'impossibilità di sfuggire al destino che la nostra "programmazione" sociale ci impone, ma anche l'assoluta inutilità del tentativo. Di più, la sua insensatezza: è solo quando Sonya accetta il suo destino che può tornare nel grembo dell'unico mondo al quale può appartenere.

Loustal disegna questa storia di ordinaria disperazione con essenzialità, raccontandoci il mondo e la vita di Sonya e di coloro che le orbitano attorno con freddo distacco. La città, gli ambienti, gli uomini e le donne sembrano osservati attraverso la lente di un microscopio, filtrati in modo minimale dall'occhio di uno scienziato che studia e annota, scevro di pregiudizi (e di giudizi tout-court), e privo di misericordia.

Di certo il coronamento ideale di un racconto che di questo voluto distacco glaciale ha fatto un'arma per colpire con violenza l'anima del lettore.

 7/7    White Sonya di Jerome Charyn e Jacques de Loustal
(Mare Nero) novembre 2000

 

 


 
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