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" Un giovane americano"

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Chris Sayles

Pagine correlate:

Quando Mister No non si chiamava ancora Mister No. Quando Mister No portava una zazzera senza capelli bianchi. Quando Mister No viaggiava in treno e non in aereo. Insomma...?

C'era una volta in America
recensione di Paolo Ottolina



TESTI
Sog. e Sce. Michele Masiero    

Può suscitare un certo stupore citare Raymond Carver tra gli ispiratori di un numero appartenente a una serie di avventura classica. Eppure è proprio così: la poetica del minimalismo carveriano insaporisce questo episodio, anomalo per certi versi, perfettamente in linea con la serie, per altri.

Un episodio basato sui personaggi, sulle loro relazioni, sulle loro emozioni. Eppure, svicolando dal difetto di troppi MN della trasferta americana, un episodio in cui "succedono cose", in cui la polpa dell'intreccio non viene sacrificata sull'altare del coinvolgimento emotivo.

Masiero scrive un romanzetto di formazione forse non originalissimo (e questo rifarsi a topoi ben consolidati della letteratura e/o del cinema sembra un po' il suo limite), ma gradevole, lieve, perfin raffinato nella costruzione, un po' compresso nell'epilogo.

"E' piacevole rivedere il Jerry nolittiano"
   

Tra scazzottate, corse in macchina, tuffi tra le rapide, il nostro Jerry il Giovane scopre il mondo e l'amore, prova il tradimento e la paura, impara a sue spese che la verità è diversa dalle apparenze. Masiero fa la scelta giusta per incorniciare questo bildungsroman a fumetti: le didascalie in soggettiva di Mister No aprono e chiudono il romanzo, e nel suo svolgimento lo punteggiano di quando in quando. Lo stile è disincantato ma poetico, senza eccedere con patetismi o toni eccessivamente letterari (e quando accade, ecco l'ironia a sdrammatizzare, come nell'incipit: dopo che Jerry declama pomposo "...ma adesso c'è un mondo lì fuori tutto da scoprire e sento che non devo farlo aspettare!", poi ci confessa di aver citato un romanzetto appena letto). Il risultato è quello di una lunga, appassionata confidenza che Mister No fa ai suoi fedeli lettori, che una volta di più lo mette in luce come anti-eroe a tutto tondo, capace di raccontarsi senza pudore anche nelle sue ingenuità, anche nelle sue sconfitte.

E' giovane e naïf Jerry: si emoziona quando entra nella redazione di un giornale di provincia, trema quando deve affrontare le rapide dell'Iowa River (se solo avesse saputo cosa lo aspettava in Amazzonia ;-), è titubante ad accettare le avances di una ragazza intraprendente, si lascia prendere dal panico di fronte alla violenza. Masiero riesce a rendere con naturalezza la psicologia di un Mister No ringiovanito, senza snaturarne i tratti, ma rimodellandoli sulla base di un protagonista che ora ha 16 anni e non 35.

Così, con questa avventura Masiero riesce a proporsi come miglior continuatore del Mister No nolittiano: in un momento in cui Mignacco, l'erede ufficiale sembra sceneggiare senza grossi guizzi, e Marzorati e Colombo si distaccano dalla tradizione classica del personaggio (più intimiste e melanconiche le storie del primo, più dure e, insieme, ironiche quelle del secondo), ecco che il curatore della testata, pur nelle sue sole 5 prove, dimostra di riuscire a centrare in pieno il personaggio. E senza ammosciarsi su stanchi remake di storie d'annata.



DISEGNI
Fabio Valdambrini    

(19k)
Primissimo piano di Chris Sayles Disegni di F.Valdambrinii
(c) 1999 SBE
   
 

Il segno agile, nervoso di Valdambrini ben si adatta a "graffiare" sulla tavole i volti in formazione del Mister No adolescente e dei suoi compari di Nevada.

Il tratteggio sporco, quasi abbozzato, punta tutto sull'espressività e, in questo, vince la sua partita. Sui volti, e ancor di più nella accentuata gestualità dei personaggi possiamo leggere l'intera gamma di sfumature che un storia come questa ci racconta. Certe facce degenerano quasi in caricature, come il Jerry di pagina 16 che assaggia il liquore di John Sayles.

Altro punto a favore di Valdambrini è la resa efficace dell'ambiente dell'epoca, così come ben resa era stata la New York di "Gang". Per contro, invece, non tutte le anatomie sono impeccabili, anzi, soprattutto nelle scene d'azione, si nota più d'una mancanza. Anche il volto del Giovane Jerry è disegnato in maniera decisamente diseguale: ora più puntuto e fine, ora più tozzo e grossolano. Lo stesso problema si avverte per altri personaggi, ad esempio nel passaggio da volti in tre quarti a inquadrature frontalli.

Persino la sua mezzatinta, quella dell'incubo di Jerry (pagg.12-13), sembra stavolta meno d'impatto di quella vista altre volte.



GLOBALE
 

Speciale che, come nella miglior tradizione della testata, si conferma tale: una storia da ricordare, anomala, ma non troppo. Insomma, quel che si vorrebbe da ogni speciale SBE. E in più, ecco la terza comparsa del Jerry Drake detective, stavolta in una storia che è parodia del "Falcone Maltese" e, insieme, della vita redazionale (uhm, chissà di quale casa editrice... :-). Un bravo a Mignacco e un bravissimo a Bignamini, sempre più personale e dettagliato nelle sue tavole. Con la paradossale speranza che questa sia l'ultima apparizione del Jerry Drake Detective, visto che una buona idea deve essere abbandonata al momento giusto per lasciare il giusto rimpianto nel lettore ;-)

***MESSAGGIO PROMOZIONALE***
Comprate il MaxiMisterNo di luglio!
***FINE DEL MESSAGGIO PROMOZIONALE***

Visti i due nomi coinvolti (Colombo -che su Mister No non ha mai deluso- e Bruzzo -un giovane di fulgido talento), visto che sarà un'unica storia di 300 pagine, visto il soggetto annunciato, l'attesa è alta. Speriamo che la delusione non sia cocente.

 

 


 
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