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" Sangue in paradiso"

TESTI
Michele Masiero
DISEGNI
Orestes Suarez

In ogni paradiso...
... c'è una crepa

Pagine correlate:

Un paradiso naturale (l'Amazzonia) che la violenza dell'uomo sporca. Un ex paradiso (la Bonelli Editore) per gli autori.

C'è una crepa in ogni paradiso
recensione di Cristian Di Clemente

Michele Masiero opera un'efficace trasposizione in ambito amazzonico di un tipico soggetto del genere western: una riserva naturale di nativi (Yanoama anziché Dakota) e ricchi giacimenti (diamanti al posto dell'oro), con conseguenti ingressi clandestini (garimpeiros, dato che siamo in Brasile) e tensioni tra nativi e l'uomo bianco. In più, un militare al comando che spazzerebbe via volentieri, per motivi personali, tutti i "selvaggi".

In omaggio ai tempi moderni, il militare odia i nativi non perché hanno sterminato la sua famiglia ma perché la moglie india lo ha lasciato. Gli indios non si sono rammolliti vivendo in riserva ma sanno difendersi, con ferocia, senza fare complimenti. Onore o cavalleria vanno in soffitta: lo scontro tra i due "grandi" nemici dell'episodio (Wagner e German) si chiude in maniera sporca, con Jerry che copre il "buono" anziché dare lezioni di morale, mentre il colonnello dei "buoni" si è mosso perché lo ha chiesto un banchiere e minaccia con la pistola un prigioniero che si lamenta. Soltanto Esse-Esse porta la bandiera del gentiluomo (vedere la frase) ;-) con la disinibita cliente, salvo poi minacciare col coltello una donna (per finta, naturalmente). I garimpeiros sono sporchi e sudici, mentre i nostri eroi sono spesso sudati.

"...il gioco potrebbe funzionare se si scoprissero queste situazioni per la prima volta, non dopo quasi trent'anni..."    

Il primo blocco (n.352-353) della storia è amazzonico e introduce ambientazioni e parte dei temi dell'episodio. I due turisti teen-ager fanno da tramite al lettore alla scoperta di uno scenario selvaggio e incontaminato. E il gioco potrebbe funzionare se si scoprissero queste situazioni per la prima volta, non dopo quasi trent'anni che leggiamo dei pericoli della foresta, dei viaggi in fiume tra rapide e cascate. Negli ultimi tempi Masiero rimane, comunque, il solo autore di Mister No a non aver utilizzato la foresta (ma anche Manaus) come un mero sfondo, cercando un rapporto empatico con chi legge per trasmettere il fascino delle ambientazioni.

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In ogni paradiso...
disegno di Orestes Suarez (c) 2004 SBE

Il secondo blocco (n.353-354) della vicenda si svolge a Manaus: dal mercatino alla stazione di polizia alle favelas, il plot si fa più complesso. Dopo l'ingresso in sordina, il maggiore Wagner rivela nel finale del n.353 tutta la sua pericolosità con l'inattesa (e riuscita) esecuzione dei suoi complici. E' un personaggio che in poche sequenze trasmette un forte carisma. L'interesse per la storia cresce di conseguenza.

"... i nodi vengono al pettine ma resta l'amaro in bocca"    

Nel terzo blocco (n.354) si torna nella foresta, i nodi vengono al pettine ma resta l'amaro in bocca. Il nemico di Wagner, German, è anch'esso un personaggio sulla carta interessante (un bianco che vive quasi da recluso nella foresta con la sua famiglia) ma il suo -non annunciato- ingresso nella storia è tardivo: poco approfondito, il ricordo che lascia di sé è solo quello di un irruente dai nervi fragili. Pronuncia frasi altisonanti ("Ho sempre saputo che lo scontro tra me e Wagner era solo rimandato: prima o poi uno di noi due soccomberà per mano dell'altro"), decanta il suo amore per Ketah i suoi bambini e l'istante successivo li lascia da soli ("gli yanoama sono anche la mia gente!") in una situazione tutt'altro che tranquilla. L'esigenza narrativa di fare cadere in trappola l'ex moglie di Wagner poteva essere gestita in modo più plausibile.

Lo stesso Wagner delude le aspettative, degradando a semplice canaglia rispetto alla persona complessa e tormentata intuita nell'albo precedente. Lo scontro tra i due nemici si svuota, quindi, del contenuto emozionale ma va ricordato per la soluzione politically scorrect.

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... c'è una crepa
disegno di Orestes Suarez (c) 2004 SBE

Eccellenti i disegni di Suarez, che trasmettono la fatica, il sudore, le emozioni dei personaggi e che ricostruiscono, con grande efficacia, scenari selvaggi (pag.21 del n.353) o quelli cittadini di Manaus (pag.53 e 70 del n.353). Da segnalare anche le fisionomie dei personaggi maschili nuovi, mai banali: i garimpeiros (in particolare l'obeso Lobo) e lo stesso Wagner, tutt'altro che il tipico nemico che si riconosce dal primo sguardo. La fisicità di alcune sequenze è tangibile (come il garimpeiro crivellato di frecce nel n.353). La disinibita Vanessa, invece, talvolta somiglia un pò troppo a Delia, l'agente della CIA.

La serie, come annunciato ufficialmente (con scarso tatto, a dire il vero) da Sergio Bonelli nella posta del n.353, chiuderà presto. La nostra speranza è che Masiero e Suarez non scompaiano dal (ex?) paradiso bonelliano degli autori.

Vedere anche la scheda della storia
 

 


 
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