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" Avventura sulla cordigliera"

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Lassù sulle montagne!
recensione di Marco Zucchi

Quello che sembrava un normale viaggio in Colombia, con il trasporto di una deliziosa fanciulla, si rivela doppiamente fallimentare: la fanciulla paga Mister No con un assegno a vuoto, il nostro perde al gioco il suo aereo e per riaverlo deve accettare di trasportare dei medicinali sulla cordigliera andina. Missione umanitaria? No, regolamento di conti tra vecchi e nuovi capi della mafia colombiana.



TESTI
Sog. e Sce. Luigi Mignacco    

Mignacco torna al timone della serie e per l'occasione ci fa volare sino in Colombia.
La storia è un classico, anzi un doppio classico, con qualche ingrediente nuovo: questa volta il cliente che paga con un assegno a vuoto il nostro non è un uomo, ma un deliziosa ragazza, la quale si rammarica con il pilota amazzonico che questi non ci abbia almento provato:-)

Il secondo punto classico è che Mister No finisce con il trovarsi in mezzo ad un regolamento di conti tra un capo mafioso all'antica, amante della montagna da cui discende, e due giovinastri, decisi a tutto, compreso allearsi tra loro, per eliminare il vecchio Jefe.

La storia è sicuramente sceneggiata bene, dosata abilmente tra i due albi: nel primo succede quanto ho descritto prima, compreso un primo regolamento di contri tra il vecchio capo ed i primi scagnozzi che gli sono stati mandati dietro; nel secondo è descritta la caccia all'uomo (Uriega e Mister No), da parte dei due nuovi potenziali boss, con tale termine americano altamente disprezzato dal vecchio capo, radicato al passato.

Mister No, accompagnato solo da se stesso nella sperduta e desolata cordigliera, è come sempre dibattuto tra il desiderio di giustizia ed il buon senso.
Ancora una volta avrà la meglio il discorso legato alla pura sopravvivenza.



DISEGNI
Fabrizio Busticchi e Luana Paesani    

Questa avventura è un esempio di come la storia non guadagna molto dai disegni. La coppia Busticchi-Paesani, punto di riferimento per la testata, lascia un po' perplessi nella definizione dei volti, esageratamente macchiette nella rappresentazione delle tensioni che si sviluppano, sia nella direzione del troppo che nella direzione del niente.

Mi spiego.
In alcune scene un personaggio (penso al pilota dell'elicottero nell'albo N.319) viene descritto esageramente sudante mentre fa atterrare l'elicottero, mentre gli altri passeggeri, soggetti anche loro, passivamente, alla manovra, sembrano non accorgersi di niente.

In compenso abbiamo delle belle descrizioni paesaggistiche della orografia della cordigliera, comprese delle ottime rappresentazioni di animali (i condor che volteggiano intorno all'unico nuovo potenziale boss rimasto in vita).

Differentemente a quanto abbiamo visto negli ultimi albi, qui ci troviamo di fronte ad un tratto più classicheggiante, più stile Mister No alla vecchia, prima maniera.



GLOBALE
 

Continua il discorso di una maggiore inclinazione verso una elevata percentuale di violenza presente negli albi di Mister No, riconoscibile non tanto per quanto emerge da questa storia, ma per quanto seminato nelle storie precedenti: l'accanimento verso i due cadaveri da parte di de Medeiros fa parte della storia e probabilmente passerebbe in secondo piano preso singolarmente, ma si nota con tutto quello che è stato raccontato in precedenza.
Mignacco descrive bene il contrasto tra i due potenziali eredi del Jefe: uno estremamente impulsivo, uno ponderato, pronto ad approffitare delle debolezze dell'altro.
Una storia complessivamente più che normale.


 

 


 
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